02 Agosto 2020

Ora, chiedete scusa a Ciro Immobile!
di Stefano Greco

Ci sarà tempo e modo per parlare di questo finale di campionato, oppure di quello che devono fare Lotito e Tare in questi due mesi per correggere quei difetti emersi in modo clamoroso dal 22 giugno in poi. Oggi, si deve festeggiare Ciro Immobile e rendere omaggio alla doppia clamorosa impresa compiuta da un ragazzo, forse troppo schivo e silenzioso, che da anni è il miglior attaccante italiano ma che invece di ricevere applausi scroscianti e titoli a nove colonne per quello che fa in campo, ha ricevuto critiche a pioggia, insulti e anche qualche “palata di merda” dalla legione degli imbecilli che popola il web e il mondo virtuale dei social. Ecco, oggi tutti quelli che hanno criticato e insultato Ciro Immobile, dovrebbero cospargersi il capo di cenere e mettersi in fila per chiedere scusa.

Sì, scusa, perché solo in Italia si può criticare un ragazzo che ha vinto per tre volte la classifica dei cannonieri del campionato italiano, impresa riuscita in passato solo ad un ristretto club di immortali: Giuseppe Meazza, Gigi Riva, Paolino Pulici, Roberto Pruzzo, Michel Platini e Beppe Signori. Non ci sono riusciti né Maradona né Van Basten, né Totti né Chinaglia, né Roberto Boninsegna né Paolo Rossi, né Baggio né Del Piero e in tempi recenti né Andriy Shevchenko né Zlatan Ibrahimovic. E non c’è riuscito nemmeno Silvio Piola, il Re assoluto dei marcatori di Serie A che da sempre guarda tutti dall’alto in basso con quei 274 gol segnati con le maglie di Lazio (143), Novara (70), Pro Vercelli (51) e Juventus. Solo Nils Gunnar Nordahl è riuscito a fare meglio, con 5 titoli di capocannoniere della Serie A vinti in 7 stagioni giocate nel Milan. Immobile ha appena chiuso la quarta con la Lazio, quindi potrebbe ancora diventare il primo dopo Nordhal o addirittura agganciare il gigante svedese.

Sembra impossibile pensare a Immobile 5 volte Re dei bomber della Serie A, ma sembrava impossibile anche eguagliare il record di Gonzalo Higuain, invece Ciro Immobile ci è riuscito e senza quei due rigori regalati a Caicedo e Correa avrebbe potuto addirittura cancellare il record del “Pipita”.

Eppure, a qualcuno non bastano neanche questi numeri per smettere di intingere il pennello nel veleno per attaccare, denigrare o sminuire in tutti i modi possibili e immaginabili un attaccante del genere che in campionato ha segnato qualcosa come 103 gol in 143 partite solo con la maglia della Lazio. E forse è proprio il colore della maglia il problema, perché se fosse stata a strisce verticali nere abbinate al bianco, al rosso o all’azzurro, nessuno avrebbe osato dire o scrivere certe cose su Ciro Immobile. Oppure è la città in cui gioca Immobile il problema: perché se è normale che arrivino attacchi a Ciro da chi asserragliato sulla sponda giallorossa cerca di colpire qualunque cosa o chiunque posso offuscare in qualche modo la Roma o gli idoli giallorossi del passato, non è normale assistere al linciaggio a cui è stato sottoposto Immobile da una parte del mondo Lazio. Perché è inutile far finta di niente o mettere la polvere sotto il tappeto per far finta che in casa nostra sia tutto perfetto, perché non serve una memoria da elefante per ricordare quello che qualcuno ha detto o scritto su Ciro a inizio stagione (quando veniva dato per finito) o alla ripresa del campionato dopo quei tre mesi di lockout che hanno completamente falsato o stravolto questa stagione.

Perché in male ce l’abbiamo in casa e a fare danni spesso e volentieri sono anche quelli che si ergono a pretoriani della società o a custodi (auto eletti) della Lazialità. Questo perché oramai chiunque può avere un pulpito con annesso microfono per parlare, oppure uno spazio sul web da cui pontificare. Una marea di signor nessuno diventati qualcuno grazie al fatto che internet oramai ha dato voce a chiunque, anche a quelli che Umberto Eco ha magnificamente descritto come “una legione di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività e che venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel”.

Ecco, questo piccolo esercito di imbecilli oggi dovrebbe mettersi in fila per prostrarsi davanti a Ciro Immobile e chiedere umilmente scusa, perché quello che ha fatto questo ragazzo in questi 4 anni e soprattutto in questa stagione forse qualcuno lo capirà solo tra molti anni, quando raccontando questo periodo qualcuno racconterà che solo due attaccanti, Ciro Immobile e Luís Suarez, sono riusciti a soffiare la Scarpa d’Oro ai due fenomeni di questi ultimi due lustri del calcio mondiale: Cristiano Ronaldo e Lionel Messi. E basterebbe solo questo per mettere a tacere tutti, a giustificare la richiesta di scuse da parte di tutti quelli che fino a pochi giorni fa hanno continuato a criticare, sminuire o addirittura deridere Ciro immobile.

Non succederà, chiaramente, perché in questo Paese nessuno chiede scusa, nessuno si dimette, nessuno ammette pubblicamente di aver preso lucciole per lanterne nel giudicare una persona. Figuriamoci un calciatore, per giunta della Lazio. Lo sappiamo noi e lo sa anche Ciro che, con grande pazienza, ha sopportato sempre tutto rispondendo solo sul campo, a suon di gol. A oggi, sono 125 in 178 partite le reti segnate con la maglia della Lazio. Solo 2 in meno di quelle realizzate da Signori che per questo fu incoronato Re. Ma erano altri tempi. Il sorpasso a Beppe è stato solo rimandato alla prossima stagione, ma il vero obiettivo di Ciro ora è quello di arrivare a quota 150 gol con la maglia biancoceleste, per cancellare anche Silvio Piola, quel mito dei miti che sembrava irraggiungibile per tutti. Per tutti, ma non per uno con la capa tosta come Ciro Immobile…




Accadde oggi 14.08

1944 Muore a Ponte a Ema (FI) Manlio Cappellani
1989 Amichevole pre-campionato Ascoli-Lazio 0-0
1993 La Coruna, stadio Riazor - Deportivo La Coruna-Lazio 1-1(5-3 d.c.r.)
2004 Cadiz - Valencia-Lazio 3-0
2007 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Dinamo Bucarest 1-1
2010 Fiuggi, Stadio Campo i Prati - Lazio-Levante 3-1

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 05/06/2020
 

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