01 Agosto 2020

Ciro, Totti e una Scarpa d'Oro a 2 misure
di Stefano Greco

“La Scarpa d’Oro? Festeggiate un trofeo che non vale niente”. “Immobile ha vinto solo perché ha tirato 200 rigori”. “Immobile? Non vale uno scarpino di Totti”… Non c’è niente da fare, non ce la fanno proprio a stare zitti o a non tentare di sminuire in qualche modo quello che vincono gli altri (cioè noi…), con il tipico atteggiamento della volpe che non riuscendo ad arrivare all’uva dice che è acerba. Loro, ovvero i semplici tifosi, ma anche quelli che sotto gli abiti da addetti ai lavori hanno una bella sciarpetta giallorossa  nascosta da qualche parte o un tatuaggio con il pupone o la data sbagliata della fondazione/fusione della Roma, visto che a distanza di più di 90 anni il giorno in cui è stata plasmata la seconda squadra della Capitale resta un mistero paragonabile al terzo segreto di Fatima.

In questi giorni, abbiamo visto i giornali (Gazzetta dello Sport in testa) sminuire in tutti i modi la Scarpa d’Oro conquistata da Ciro Immobile, arrivando anche a sfornare una pagina in cui il dato più evidente era che Immobile è un bomber a metà perché in nazionale non ha la stessa media-gol che ha con la Lazio. Questo a detta di tanti che hanno sempre e comunque esaltato Totti che in 58 partite con la maglia azzurra ha segnato 9 gol, contro i 10 segnati da Ciro e in appena 39 presenze in azzurro e neanche tutte dall’inizio. Uno dei tanti esempi dei due pesi e due misure che da sempre regnano in questa città quando si parla di calcio. Per non parlare poi di questa Scarpa d’Oro che oggi viene sminuita mentre nel 2007 (quando la vinse Totti) veniva paragonata quasi al Pallone d’Oro.

Sì, perché Totti nella stagione 2006-2007 ha vinto la Scarpa d’Oro, ma nessuno ricorda che l’ha vinta con 26 reti all’attivo, il minimo dei gol segnati da un calciatore che ha vinto questa competizione. Anzi, no, con un solo gol in più della coppia Forlan-Henry che l'anno prima si fermò a quota 25. E nessuno ricorda che i rivali di Totti in quella stagione 2006-2007 non si chiamavano certo Messi o Lewandowski in Europa e Ronaldo e Lukaku in Italia, ma Alfonso Aves, Kanouté e Van Nistelrooij in Europa e Cristiano Lucarelli, Riganò e Rolando Bianchi in Italia.

Ma non basta. Il successo di Totti fu esaltato da tutti e nessuno disse allora o ricorda oggi che, per superare in volata Van Nistelrooij, Totti segnò 4 gol nelle ultime due partite contro Cagliari e Messina. Ma, soprattutto, che Totti in quella stagione ebbe la possibilità di tirare 10 calci di rigore, ma ben 4 se li fece parare e uno lo spedì direttamente fuori. Immobile quest’anno ne ha segnati 14 su calcio di rigore (su 15 tirati), ma potevano essere addirittura di più se Ciro per eccesso di generosità non ne avesse lasciati calciare uno a Caicedo a Firenze (sbagliato, tra l’altro) e l’altro a Luis Alberto all’andata in casa contro l’Udinese. Con quei due rigori in più Ciro già oggi avrebbe frantumato il record di tutti i tempi di gol segnati in un singolo campionato di Serie A detenuto da Gonzalo Higuain. Ma Immobile certi problemi non se li pone, perché per lui il gol non è mai stata un’ossessione come per tanti altri, Cristiano Ronaldo in testa.

L’altra cosa ridicola, è che gli stessi che oggi scrivono o dicono che questa Scarpa d’Oro non vale nulla o quasi, fino a ieri riempivano il web di post del tipo “facciamo giocare la Primavera contro la Juventus così Cristiano Ronaldo ne segna 5/6 di gol e supera Immobile”. Ma loro sono fatti così e non cambieranno mai. E a noi va bene così, perché vederli agitarsi in questo modo e sentirli mentre provano a sminuire in qualsiasi modo i trofei vinti dalla Lazio e questa Scarpa d’Oro vinta da Immobile è uno spasso, goduria che si aggiunge alla goduria che stiamo provando tutti vedendo Ciro che sale i gradini che lo portano al trono di Re dei bomber d’Europa. Perché, ricordatevelo sempre, loro sono quelli che ancora oggi ripetono che abbiamo vinto la Supercoppa d’Europa contro le riserve del Manchester United e la Coppa delle Coppe contro una squadra spagnola de “pippe”, ma al tempo stesso rivendicano il successo in Coppa delle Fiere  (trofeo mai riconosciuto dall'Uefa) ottenuto battendo il… Birmingham City, uno squadrone che in 115 anni di storia ha vinto in tutto due Coppe di Lega.

Che Dio ce li conservi, quindi. Loro e anche e soprattutto il loro ex DS Ramón Rodríguez Verdejo, noto semplicemente come Monchi, l’uomo che ci ha consegnato Ciro Immobile, fortemente voluto da Simone Inzaghi, in cambio di un assegno di 9 milioni di euro. I soldi meglio spesi nella storia della Lazio…




Accadde oggi 27.09

1931 Roma, Stadio del P.N.F. - Lazio-Milano 0-0
1936 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Triestina 2-1
1942 Torino, stadio Benito Mussolini - Juventus-Lazio 2-3
1953 Novara, stadio Comunale - Novara-Lazio 2-1
1954 Nasce a Termini Imerese (PA) Vincenzo Chiarenza
1959 Roma, stadio Flaminio - Lazio-Udinese 2-1
1970 Milano, stadio San Siro - Milan-Lazio 1-1
1973 Spalato, stadio - Hajduk Split-Lazio 3-0
1981 Rimini, stadio Romeo Neri - Rimini-Lazio 1-0
1992 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Genoa 1-1
1994 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Dinamo Minsk 4-1
1997 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Bari 3-2
2000 London, Arsenal Stadium- Arsenal FC-Lazio 2-0
2009 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Palermo 1-1

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 25/09/2020
 

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