27 Luglio 2020

Ciro, l'affare del secolo...
di Stefano Greco

In passato, Beppe Signori è stato incoronato RE per aver vinto 3 volte nel giro di 4 anni la classifica dei cannonieri. Bruno Giordano è entrato nella storia per essere salito una volta sul trono dei bomber e Giorgio Chinaglia nella leggenda per aver vinto il titolo dei cannonieri sia in B che in Serie A nel giro di tre anni, ma anche e soprattutto perché è stato l’uomo della rinascita laziale, quella sorta di gigante buono della pubblicità di quando eravamo bambini, quello che arrivava e risolveva qualsiasi cosa. E Silvio Piola è quasi considerato un’entità superiore con quei due titoli dei cannonieri vinti e quei 159 gol realizzati (143 in campionato) indossando la maglia della Lazio.

Ciro Immobile in meno di 4 anni di Lazio ha superato Bruno Giordano e ieri, grazie alla tripletta realizzata contro il Verona, anche Giorgio Chinaglia. Con 123 gol segnati in 176 partite è a 4 reti da Beppe Signori e a 36 gol da quel primo posto occupato da quel Silvio Piola che sembrava destinato a restare in eterno sul trono come RE assoluto dei bomber biancocelesti.

Fanno quasi paura i numeri di Ciro Immobile, uno che viaggia a una media di 0,721 gol segnati a partita che lo colloca primo e con distacco nella classifica dei bomber biancocelesti di tutti i tempi. Ma c’è un dato che fa ancora più impressione, ed è legato a quei numeri economici che tra costi e rendimento determinano il successo o no di un’operazione di mercato. Cristiano Ronaldo, ad esempio, considerato forse il miglior acquisto di sempre della Juventus, è costato (ingaggio escluso…) 1,666 milioni di euro per ogni gol segnato. Ogni gol di Gonzalo Higuain, è costato alla Juventus 1,384 milioni di euro. Mauro Icardi, considerato uno dei più grandi affari della storia recente del calcio italiano, è costato all’Inter 104.838 euro per ogni gol segnato in maglia nerazzurra. Sapete quanto sono costati alla Lazio i 123 gol segnati da Ciro Immobile? La miseria di 73.170 euro…

Ogni volta che Ciro immobile spedisce un pallone in rete, il pensiero va subito Ramón Rodríguez Verdejo, meglio conosciuto come Monchi, quel “genio del mercato” che doveva portare in Paradiso la Roma e che prima di sbarcare nella Capitale nell’estate del 2016 aveva spedito sulla sponda biancoceleste Ciro Immobile in cambio di 8,5 milioni di euro più 500.000 euro di bonus in caso di qualificazione europea della Lazio di Inzaghi. I 9 milioni di euro meglio spesi nella storia della Lazio, su indicazione di Simone Inzaghi che dopo la decisione della società di non rinnovare per un altro anno o due il contratto a Miro Klose aveva suggerito a Tare di investire sulla voglia di riscatto di Immobile dopo i 19 gol segnati in due anni travagliatissimi tra Borussia Dortmund, Siviglia e uno spezzone di campionato a Torino. Ripensando ai 4 milioni di euro spesi per gli zero gol di Alfaro, per gli 800.000 euro di costo per ogni gol di Perea e ai soldi buttati dalla finestra per l’ingaggio di ex giocatori come Helder Postiga e Saha, l’acquisto di Ciro Immobile è stato l’affare della vita, il miglior acquisto nella storia della Lazio: più di quelli di Chinaglia, Piola e Beppe Signori.

Uno con questi numeri dovrebbe essere considerato il RE dei RE, sempre e comunque. Invece, no. Perché Roma è una città strana e il mondo Lazio (ma ne parlerò nell’articolo di domani…) è il regno dell’incoerenza, con gente, troppa gente, che oggi ti esalta per una tripletta ma dimentica alla velocità della luce ed è pronta a crocifiggerti pochi giorni dopo se sbagli un gol all’apparenza facile. Oggi Ciro è il RE dei RE, fino a Udine era uno dei maggiori responsabili della flessione della Lazio; oggi Immobile è un cecchino infallibile, fino a 5 giorni fa era uno che non segnava più neanche a porta vuota. Roma è così, tutto o niente, pronta a idolatrare chiunque e a gettarti nel fango con la stessa rapidità con cui ti aveva messo sul trono.

A rendere ancora più instabili gli umori della piazza, poi, sono stati i social, quegli strumenti diabolici che oggi danno visibilità a gente che prima della nascita della rete non aveva voce e che oggi con un solo messaggio diventa all’improvviso protagonista. Basta pensare a quell’imbecille che ha insultato Immobile e la sua famiglia dopo la sconfitta interna con il Sassuolo, scatenando una tempesta mediatica in un bicchiere d’acqua ma che ha fatto più clamore dei 123 gol segnati da Ciro Immobile con la maglia della Lazio. E a finire nella bufera sono stati i tifosi della Lazio, che con tutta questa vicenda non c’entravano assolutamente nulla. Un episodio che una volta di più ha dato ragione a Umberto Eco e alla sua tesi sui danni prodotti dai social: “Il dramma di Internet è che ha promosso lo scemo del villaggio a portatore di verità. I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività, e venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel”.

Già… Provate ad immagine gli insulti che avrebbe ricevuto Silvio Piola per quella sua fuga da Roma e dal mondo Lazio nell’estate del 1943, oppure cosa avrebbero potuto scrivere queste “legioni di imbecilli” su Giorgio Chinaglia o Bruno Giordano, oppure su Beppe Signori nel momento del declino. Per loro fortuna, la rete non esisteva. Purtroppo per Immobile, invece, oggi il potere di internet è immenso e domina su tutto o quasi. E Ciro i suoi nemici li può sconfiggere solo a suon di gol…




Accadde oggi 14.08

1944 Muore a Ponte a Ema (FI) Manlio Cappellani
1989 Amichevole pre-campionato Ascoli-Lazio 0-0
1993 La Coruna, stadio Riazor - Deportivo La Coruna-Lazio 1-1(5-3 d.c.r.)
2004 Cadiz - Valencia-Lazio 3-0
2007 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Dinamo Bucarest 1-1
2010 Fiuggi, Stadio Campo i Prati - Lazio-Levante 3-1

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 05/06/2020
 

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