26 Luglio 2020

Il 2° posto vale un acquisto in più...
di Stefano Greco

Arrivarci vicino, conta solo a bocce. L’ho sempre sostenuto quando qualcuno in questa città in assenza di trofei da mettere in bacheca e di coccarde da stampare sulla maglia si appuntava sul petto i secondi posti… e non cambio certo idea quest’anno che la Lazio potrebbe arrivare seconda alle spalle della Juventus. In questo, pur non amando il personaggio, sono molto vicino al pensiero di Antonio Conte (“Se arrivi secondo sei il primo dei perdenti, io non mi accontento. Per me il secondo posto non ha significato”…), però c’è un MA enorme che nel calcio moderno porta a considerare il secondo posto nel campionato italiano un traguardo importante: non dal punto di vista sportivo, ma dal punto di vista economico.

Essere iscritti alla Champions League come ITALIA 2 (la 1 è chiaramente la squadra che vince lo scudetto e che viene inserita tra l’altro di diritto in prima fascia nel sorteggio dei gironi), significa poter incassare a fine stagione grazie al Market Pool (un tesoretto di circa 300 milioni di euro che viene distribuito in base al valore proporzionale di ciascun mercato televisivo rappresentato dai club partecipanti alla UEFA Champions League che viene distribuito tra le squadre partecipanti di ogni federazione a seconda del piazzamento nel campionato precedente…) qualcosa come 10 milioni di euro in più rispetto a chi viene iscritto alla Champions League come ITALIA 4. E circa 5 milioni di euro in più rispetto a ITALIA 3. Insomma, quei 4 punti che ci separano in classifica dall’Inter (con una partita in meno e un calendario più agevole), valgono qualcosa come 10 milioni di euro. Per capire meglio di cosa stiamo parlando, basta ricordare che lo scorso anno l’Uefa per la partecipazione all’Europa League 2018-2019 ha versato alla Lazio in totale 9.483.702 euro… Ovvero, una stagione intera in Europa League vale meno della differenza di Market Pool incassata dalla seconda classificata del campionato italiano rispetto alla quarta. Soldi che si aggiungono al minimo garantito che si aggira intorno ai 30/35 milioni di euro, a cui si aggiungono poi i soldi incassati in base ai punti fatti nel girone, agli eventuali bonus per il passaggio del turno e alla seconda fetta del Market Pool che cresce o diminuisce di valore a seconda dei risultati ottenuti dalle squadre della stessa nazione nella Champions League 2020-2021.

Insomma, una montagna d’oro per una società come la Lazio che ha chiuso il bilancio al 30 giugno 2019 con un fatturato di 136 milioni di euro e che alla fine della prossima stagione (con gli stadi finalmente riaperti) potrebbe superare per la prima volta nell’era Lotito la soglia dei 200 milioni di euro di fatturato solo grazie alla partecipazione alla Champions League. Perché come abbiamo sempre detto e scritto in questi lustri, per una società che si autofinanzia come la Lazio, vista l’incapacità oramai strutturale da parte di chi la gestisce di aumentare le altre voci di entrata (sponsor, marketing…), l’unica strada percorribile per aumentare il fatturato è quella che porta alla partecipazione alla Champions League.

Per questo è giusto festeggiare questo traguardo raggiunto dopo 13 anni di attesa, ma proprio perché la Champions League vale di più se ci arrivi da secondo in campionato è fondamentale non staccare la spina, non accontentarsi di aver ottenuto il biglietto ma lottare per arrivare il più in alto possibile. E visto che il primo posto per mille motivi è sfumato, bisogna puntare al secondo. Non per sbandierare il fatto di esser stati i veri antagonisti della Juventus, ma perché quel secondo posto vale altri 10 milioni di euro: ovvero la cifra che si potrebbe investire sul mercato per aggiungere un giocatore importante a questa rosa che necessita di innesti di qualità. La cifra, ad esempio, che potrebbe essere girata all’Ausburg per prendere Max, quel laterale di sinistra che inseguiamo invano dai tempi della cessione di Kolarov al Manchester City. Un ruolo nel quale nel corso degli anni si sono esibiti “talenti” del valore di Bonetto, Garrido, Pereirinha, Vinicius, Braafheid, Lukaku, Durmisi e Jony, più i vari Radu, Cavanda, Basta, Konko e soprattutto Lulic adattati a sinistra in un ruolo non loro.

Per questo è importante vincere oggi a Verona e fare il bis mercoledì sera all’Olimpico contro il Brescia, perché con 6 punti in più in classifica la Lazio arriverebbe in una posizione ottimale per approfittare dello scontro diretto tra Atalanta e Inter in programma all’ultima giornata, dovendo affrontare invece al San Paolo un Napoli già con la testa all’impegno dell’8 agosto al Camp Nou con il Barcellona.

Per vincere a Verona, è indispensabile rivedere la rabbia del secondo tempo con il Cagliari, la voglia di tutti di mettere in campo quello che hanno ancora dentro per salire ancora di più in classifica e per aiutare Ciro Immobile a conquistare quella Scarpa d’Oro che al momento sta ai piedi di Robert Lewandowski. A Ciro mancano 3 gol per raggiungere il polacco, 5 per agguantare Higuain in vetta alla classifica del goleador più prolifico della Serie A in una singola stagione.

Tanti motivi per non abbassare la guardia, per non allentare la tensione e anticipare le vacanze. Perché a livello statistico il secondo posto varrà pure zero come vale zero o quasi zero il titolo di Campione d’Inverno, ma a livello economico vale un patrimonio. E potrebbe essere anche un bel trampolino di lancio per provare ad arrivare il prossimo anno dove non siamo riusciti ad arrivare (per mille motivi) quest’anno. E tutto passa da Verona, dalla sfida con quella squadra che quest’anno ha messo fine alla lunghissima serie di vittorie della Lazio e che ci ha impedito di chiudere al primo posto la prima fase di questa stagione, il campionato pre lockdown.




Accadde oggi 27.09

1931 Roma, Stadio del P.N.F. - Lazio-Milano 0-0
1936 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Triestina 2-1
1942 Torino, stadio Benito Mussolini - Juventus-Lazio 2-3
1953 Novara, stadio Comunale - Novara-Lazio 2-1
1954 Nasce a Termini Imerese (PA) Vincenzo Chiarenza
1959 Roma, stadio Flaminio - Lazio-Udinese 2-1
1970 Milano, stadio San Siro - Milan-Lazio 1-1
1973 Spalato, stadio - Hajduk Split-Lazio 3-0
1981 Rimini, stadio Romeo Neri - Rimini-Lazio 1-0
1992 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Genoa 1-1
1994 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Dinamo Minsk 4-1
1997 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Bari 3-2
2000 London, Arsenal Stadium- Arsenal FC-Lazio 2-0
2009 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Palermo 1-1

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 25/09/2020
 

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