25 Luglio 2020

Simone e i suoi ragazzi, patto biancoceleste
di Stefano Greco

Una volta, una stretta di mano valeva più di un contratto firmato, perché tra uomini d’onore la parola data valeva più di qualsiasi altra cosa. Oggi, spesso e volentieri non basta neanche avere un contratto in tasca per stare tranquilli, per avere la certezza di veder rispettati gli impegni presi. Vale nella vita di tutti i giorni, vale nel lavoro e a maggior ragione nel calcio, perché più soldi girano più diminuisce il valore delle parole d’amore eterno, degli impegni presi, delle strette di mano, delle maglie baciate.

Ma per ogni regola che si rispetti, c’è sempre un’eccezione, una piccola oasi in un deserto di valori. Almeno, fino ad oggi quella piccola oasi c’è stata ed è situata a pochi chilometri da Roma, in mezzo al verde della campagna, a Formello. Nell’estate del 2016, due ex compagni di squadra degli anni dell’oro della Lazio hanno stretto un patto, si sono rimboccati le maniche e hanno ricominciato a costruire qualcosa dalle macerie che hanno trovato dopo anni di guerra e un’estate di tradimenti e risse. Quei due ex compagni di squadra sono Simone Inzaghi e Angelo Peruzzi, due uomini diversi come lo possono essere il giorno e la notte: il primo è abituato da una vita a stare in vetrina (basta pensare al matrimonio con Alessia Marcuzzi), l’altro invece odia i riflettori al punto che giovedì sera l’hanno dovuto trascinare di peso in campo per fare la foto con la squadra e lo staff al completo e mentre lo portavano sotto la Curva Nord ripeteva “io non c’entro niente”. Invece, Angelo ha fatto tanto, tantissimo in questi anni, lavorando dietro le quinte per ricucire rapporti, per far rispettare le regole, per spiegare a tutti quelli che arrivavano a Formello che cosa significa essere laziali e, soprattutto, per costruire insieme a Simone un gruppo talmente granitico da sembrare una sorta di monolite.

Nonostante le voci di risse o dissidi interni, montate ad arte e gettate in pasto al pubblico come si fa quando si vuole alimentare un fuoco che già arde, quello biancoceleste è un gruppo vero, di gente che rema insieme come l’equipaggio di un “8 con”, la barca regina del canottaggio. E questo gruppo nell’estate del 2018 ha stretto un patto: restiamo tutti per portare la Lazio in Champions League e per giocare insieme nel torneo più prestigioso del calcio mondiale. Per qualcuno sarebbe stato facile andare via nell’estate del 2018 dopo quella qualificazione alla Champions League svanita negli ultimi minuti dell’ultima giornata di campionato. Ai big sarebbe bastato non accettare i rinnovi di contratto e forzare leggermente la mano, perché c’erano squadre disposte a fargli ponti d’oro. E lo stesso valeva anche per Simone Inzaghi che, invece, fedele al patto stretto con i suoi ragazzi quando si è visto mettere sul tavolo dal Napoli un quadriennale a cifre doppie rispetto a quelle che prendeva per allenare la Lazio ha detto: “No, grazie, resto a Formello”.

Tutti, chi più e chi meno, hanno rinunciato a qualcosa pur di restare, pur di mantenere la parola data e centrare quel traguardo che il gruppo si era prefisso. E ora sarebbe ancora più facile mollare tutto e andare via, soprattutto per uno come Sergej Milinkovic Savic che da anni stando alle “voci” di mercato ha fatto il giro delle grandi d’Europa, anche se quelle maglie le ha indossate solo virtualmente. O meglio, gliele hanno messe virtualmente addosso. E giovedì sera, il “sergente” ha smontato sul nascere le voci di un imminente divorzio. “Se giocherò la Champions con la Lazio? Il mio obiettivo è sempre stato quello dal primo giorno. Lo abbiamo raggiunto finalmente in questa stagione e il prossimo anno cercheremo di essere più continui, di dare fastidio fino in fondo alla Juventus e di fare più strada possibile in Champions League. La Lazio è una famiglia, sto bene qui, la mia testa è alla Lazio. C’è un contratto per tanti anni e quindi resto qua”.

Si sa, le strade del mercato sono infinite e tutto o tutti hanno un prezzo. O Quasi tutti. Quello di Milinkovic Savic supera i 100 milioni di euro ed è rappresentato da quell’offerta irrinunciabile che deve arrivare sul tavolo di Lotito e Tare. Se non arriva, il “sergente” resta e con lui tutti gli altri, a partire da Simone Inzaghi per finire con Immobile e Luis Alberto blindati di recente con ricchi rinnovi di contratto. Tutti pronti a rispettare quel “patto biancoceleste” siglato nell’estate del 2018 a cui hanno aderito anche i nuovi arrivati, Acerbi e Lazzari in testa, due che hanno fatto il diavolo a quattro pur di approdare a Formello ed entrare a far parte di questo gruppo.

A volte si parla tanto e a sproposito di gruppo, enfatizzando o dipingendo scenari diversi dalla realtà. Ma nel caso della Lazio, il gruppo è un qualcosa che si può vedere ad occhi nudo, quasi toccare. Basta osservare gli abbracci dopo un gol che si trasformano spesso e volentieri in mucchi selvaggi, quasi orgiastici. Basta vedere l’abbraccio a terra tra Patric e Luis Felipe in Lazio-Cagliari, quello di Simone con i suoi ragazzi, oppure la commozione di Inzaghi prima di quella foto scattata sotto la Curva Nord per immortalare un momento storico. Tutto questo è nato a fine luglio del 2016, dalle ceneri e dalle macerie dell’estate più tormentata della storia della Lazio. L’estate del “patto biancoceleste”




Accadde oggi 27.09

1931 Roma, Stadio del P.N.F. - Lazio-Milano 0-0
1936 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Triestina 2-1
1942 Torino, stadio Benito Mussolini - Juventus-Lazio 2-3
1953 Novara, stadio Comunale - Novara-Lazio 2-1
1954 Nasce a Termini Imerese (PA) Vincenzo Chiarenza
1959 Roma, stadio Flaminio - Lazio-Udinese 2-1
1970 Milano, stadio San Siro - Milan-Lazio 1-1
1973 Spalato, stadio - Hajduk Split-Lazio 3-0
1981 Rimini, stadio Romeo Neri - Rimini-Lazio 1-0
1992 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Genoa 1-1
1994 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Dinamo Minsk 4-1
1997 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Bari 3-2
2000 London, Arsenal Stadium- Arsenal FC-Lazio 2-0
2009 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Palermo 1-1

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 25/09/2020
 

50.937 titoli scambiati
Chiusura registrata a 1,258
Variazione del +0,00%