24 Luglio 2020

SPIAZE MOLTO, MOLTISSIMO...
di Stefano Greco

“É stata una serata magica, importante. Raggiungere la Champions dopo 13 anni è una bella soddisfazione. É  un traguardo a cui tenevamo tanto ed è arrivato, nel senso che abbiamo centrato la matematica, ma l'obiettivo era già in cassaforte da tempo, da prima del lungo stop. Lo scudetto? Spiace non essere riusciti a restare in corsa fino alla fine, soprattutto vedendo la marcia della Juventus delle ultime giornate, quindi c’è un po’ di rammarico, soprattutto perché non ho potuto avere la mia squadra e le rotazioni. Contro il Cagliari ho avuto la possibilità, per la prima volta, di avere dei cambi a disposizione e si è visto il risultato, perché anche con i cambia abbiamo ribaltato la partita, come succedeva prima dello stop. Da questo dobbiamo ripartire, sappiamo tutti che c'è da  migliorare ed allungare la rosa, ma con Igli Tare ho un grande rapporto e collaboriamo: c'è grandissima fiducia nel suo lavoro. Il prossimo anno sarà una stagione simile a questa: sarà faticoso allenarsi e recuperare i giocatori infortunati. ma ci faremo sicuramente trovare pronti”.

Inzaghi è la felicità fatta persona, perché anche se per mesi il sogno è stato un altro, più grande, e come dice lui la Champions era già una realtà e bisognava aspettare solo il conforto della matematica, ieri sera Simone si è tolto una scimmia dalla spalla, scacciando definitivamente il ricordo della beffa di due anni fa e completando quel lavoro iniziato quattro anni fa di questi tempi tra lo scetticismo generale. Nessuno o quasi, in quella torrida (in tutti i sensi) estate del 2016, avrebbe scommesso su Inzaghi e su questa squadra: su quei 3 trofei messi in bacheca, su una Lazio in Champions League e addirittura capace di far sognare per mesi lo scudetto, sull’esplosione di Luis Alberto, su un Ciro Immobile capace di battere uno dopo l’altro tutti i record di gol segnati da un attaccante in 120 anni di storia biancoceleste. Nessuno o quasi, io in testa, avrebbe immaginato un simile percorso. Perché (e Simone lo sa), all’inizio non credevo in lui, anche se non ero tra gli adoratori (oggi orfani) del “Loco Bielsa”. Ma Inzaghi mi ha conquistato quasi subito, perché la sua mano si è vista immediatamente: dalla scelta di puntare su alcuni giocatori italiani poco considerati (Immobile, Acerbi, Lazzari) alla capacità di costruire addosso ad ogni calciatore il ruolo giusto come fa un sarto con un abito fatto su misura. E Luis Alberto (preso per fare la fascia destra e il vice Candreva) ne è l’esempio lampante. Ma basta pensare anche a Biglia che sotto la sua guida sembrava il padrone del centrocampo della Lazio, salvo poi sparire una volta che è stato venduto a peso d’oro al Milan, oppure a Leiva che da riserva delle riserve nel Liverpool è diventato il padrone del centrocampo laziale. Oppure a Radu e Cataldi, due crocifissi dal mondo Lazio e che per diversi motivi stavano per essere messi da parte ma che con lui sono diventati importanti.

Simone in questi 4 anni è diventato un personaggio, anche televisivo. Ha fatto la fortuna di Ubaldo Pantani che a “Quelli che il calcio” con quell’imitazione di un Inzaghi modesto, sottomesso e perennemente svociato…

https://www.youtube.com/watch?v=afxzz-VVJYk

Ma, soprattutto, ha fatto la fortuna degli Autogol con il suo SPIAZE, molto piacentino, che oggi è diventato un must…

https://www.youtube.com/watch?v=0hZaGmJTftE

E quindi, è giusto il giorno dopo il piccolo trionfo, fare un lungo elenco di SPIAZE. Che non riguarda solo chi odia, sportivamente parlando, la Lazio, ma anche chi dice di amare la Lazio ma non perde occasione per crocifiggere questa squadra e, soprattutto, Simone Inzaghi.

SPIAZE se Simone ha vinto tre trofei su questa panchina, secondo nella storia biancoceleste solo a Sven-Göran Eriksson ma senza aver avuto tutto quel ben di Dio che è stato messo a disposizione del rettore di Torsby.

SPIAZE se Simone Inzaghi ha costruito una squadra con un’identità precisa e soprattutto un gruppo che si risolleva dopo ogni caduta quando tutti si aspettano che, invece, crolli nel baratro.

SPIAZE se questa squadra gioca a memoria, diverte, si diverte a giocare e dopo anni è riuscita a far sognare una tifoseria che pensava di non poter più neanche sperare di sognare.

SPIAZE per il milione circa di allenatori che popolano il mondo Lazio e che hanno chiesto e più volte a gran voce un cambio di modulo per trasformare la Lazio in una squadra di “minestrari”, pur vedendo e sapendo che Inzaghi non ha a disposizione giocatori per arroccarsi in difesa e partire dal “primo non prenderle” come faceva ad esempio la Lazio di Reja, una delle squadre più noiose nella storia della Lazio.

SPIAZE per tutti quelli che a ottobre chiedevano la testa di Inzaghi e che dopo mesi di “sofferenza pura” a causa di quei 21 risultati utili consecutivi sono tornati all’assalto alla ripresa del campionato per sostenere che Simone “non è un allenatore da Lazio” e “le sue squadre muoiono sempre a pochi metri dal traguardo”.

SPIAZE per tutti quelli che in queste settimane hanno prefigurato scenari apocalittici, gente che sostiene di tifare Lazio ma che in realtà tifa contro chi guida questa società e che così facendo si mette allo stesso livello di tutti quelli che, ciecamente, hanno sempre difeso a spada tratta la società anche quando sbagliava, ritardando così la crescita di questa squadra.

SPIAZE per tutti quelli che non hanno mai capito che Simone Inzaghi ama in modo viscerale la Lazio e che è solo per questo motivo se non ha ascoltato le sirene che lo portavano lontano da Roma, offrendogli contratti che gli avrebbero consentito di guadagnare il doppio o addirittura il triplo di quello che guadagna oggi per guidare questa squadra.

SPIAZE per tutti quelli che in questi anni hanno invocato le dimissioni di Inzaghi come gesto di protesta o ribellione in modo da lasciare nudo e solo con le sue responsabilità il Re di Formello ogni volta che la società ha tradito sul mercato le promesse e/o le aspettative della piazza.

SPIAZE, infine, per i milioni (che dico, miliardi…) di tifosi romanisti che dopo aver sofferto le pene dell’Inferno fino a marzo e aver pregato per mesi che non ripartisse il campionato, dopo qualche caduta della Lazio hanno rialzato la testa come fanno le galline che iniziano a starnazzare quando non c’è il re del pollaio. SPIAZE, MOLTISSIMO… perché si sono illusi (come avviene ogni estate) di poter centrare un traguardo che non era alla loro portata anche se qualcuno fino a ieri pomeriggio li illudeva che si poteva fare, che c’era ancora la possibilità di raggiungere e scavalcare la Lazio realizzando un’impresa che avrebbe spazzato via il ricordo del 26 maggio. Invece no, era solo un miraggio, l’ennesimo colpo di sole estivo…

Per tutti quelli che ho citato e per quelli che potevo aggiungere alla lista, SPIAZE! MOLTO, anzi, MOLTISSIMO… Ma, tranquilli, da domani potrete ripartire con le vostre nenie: magari criticando Inzaghi e la squadra se alla fine arriveranno “solo” quarti, oppure spacciando certezze sull’ennesimo mercato estivo fallimentare e sull’arrivo dell’ennesima vagonata di pippe. SPIAZE, ma io non sono come voi. Io mi godo la gioia di mio figlio per il ritorno della Lazio in Champions League dopo 13 anni e, pur non amando né Lotito né Tare aspetto di vedere che cosa combineranno nelle prossime settimane e nei prossimi mesi prima di sparare a zero. Perché mai come questa volta il destino della Lazio e la possibilità di salire qualche altro gradino per trasformare un sogno infranto in realtà è solo ed esclusivamente nelle loro mani.

SPIAZE deludervi, ma da laziale io oggi sono contento. Come e più di Simone e dei suoi ragazzi…




Accadde oggi 27.09

1931 Roma, Stadio del P.N.F. - Lazio-Milano 0-0
1936 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Triestina 2-1
1942 Torino, stadio Benito Mussolini - Juventus-Lazio 2-3
1953 Novara, stadio Comunale - Novara-Lazio 2-1
1954 Nasce a Termini Imerese (PA) Vincenzo Chiarenza
1959 Roma, stadio Flaminio - Lazio-Udinese 2-1
1970 Milano, stadio San Siro - Milan-Lazio 1-1
1973 Spalato, stadio - Hajduk Split-Lazio 3-0
1981 Rimini, stadio Romeo Neri - Rimini-Lazio 1-0
1992 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Genoa 1-1
1994 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Dinamo Minsk 4-1
1997 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Bari 3-2
2000 London, Arsenal Stadium- Arsenal FC-Lazio 2-0
2009 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Palermo 1-1

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 25/09/2020
 

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