27 Giugno 2020

Con gli uomini contati...
di Stefano Greco

Proto, Guerrieri, Alia, Silva, Armini, Vavro, Radu, Marusic, Falbo, Lukaku, D. Anderson, A. Anderson. Vengono i brividi a leggere i nomi dei giocatori che si accomoderanno questa sera in panchina con Simone Inzaghi. Basta leggere questa lista per capire che è bastata una sola partita per ridurre all’osso le scelte e far scattare l’emergenza in casa Lazio. Considerando anche il lungo elenco dei diffidati (Acerbi, Caicedo, Cataldi, Immobile, Lazzari), vengono i brividi al pensiero di quale Lazio avrà a disposizione Simone Inzaghi nelle sfide della prossima settimana contro Torino e Milan. Ma non c’è tempo per piangere o per guardare troppo avanti, perché c’è da battere a tutti i costi la Fiorentina per riprendere il discorso interrotto dopo la prima mezz’ora di Bergamo e per non perdere ulteriore terreno in classifica.

Simone Inzaghi meriterebbe un monumento per quello che sta facendo, soprattutto per la calma con cui sta affrontando questa situazione di assoluta emergenza. Altri si sarebbero lamentati, oppure avrebbero immediatamente messo le mani avanti per indirizzare eventuali critiche verso la società, ma lui no. Simone sta lì come un vero comandante che si preoccupa solo di condurre la nave in porto nonostante le tante, troppe falle. Un comandante pronto ad affondare insieme alla sua nave senza prendersela con l’armatore o con chi doveva preoccuparsi della manutenzione. Perché lui è fatto così. Per qualcuno è solo un aziendalista o un signorsì, per me è solo uno che ama la Lazio più di ogni cosa e non ha tempo per preoccuparsi di altro se non del bene della Lazio, quindi concentra tutte le energie pensando a come poter battere questa sera la Fiorentina senza rischiare troppo: ovvero evitando nuovi infortuni e sapendo di non poter contare su nessun aiuto in corso d’opera, al contrario dei suoi colleghi che grazie ai 5 cambi possono sperare di cambiare in corsa il volto della partita.

Mentre Sarri si può permettere il lusso di gettare nella mischia Higuain e Douglas Costa, mentre Gasperini può inserire nel secondo tempo Muriel e Ilicic, Simone Inzaghi non ha nemmeno un attaccante da spedire in campo per far tirare il fiato a Immobile e Caicedo. E neanche un centrocampista per evitare di affaticare i muscoli di Parolo (35 anni e mezzo) e, soprattutto, di Luis Alberto, uno che faticava a reggere i 90 minuti e il ritmo di 3 partite a settimana anche prima del lockdown. Il problema non è tanto l’emergenza di oggi, quanto il fatto che non si vede molta luce alla fine del tunnel: perché Lulic è out fino alla fine della stagione, il recupero di Leiva è un’incognita, Cataldi non ce la fa oggi e neanche per Torino, Correa è da tutta la stagione uno a rischio ricadute e gli unici recuperabili al momento sembrano essere Radu e Marusic, che questa sera vanno in panchina ma che Inzaghi cercherà in tutti i modi di risparmiare in vista della sfida di martedì al Comunale con il Toro, non meno importante di quella di oggi con la Fiorentina.

Parlare di scudetto in queste condizioni è utopia, anche se questa squadra ci ha abituato a grandi sorprese. Quello che conta veramente è amministrare con giudizio i 14 punti di vantaggio sulla Roma, perché il Napoli a 20 punti difficilmente potrebbe raggiungerci o superarci anche facendo 33 punti su 33 da qui ad agosto. Mettere al sicuro la Champions League deve essere l’obiettivo primario e per farlo bisogna mettere subito in cascina punti importanti sia per la classifica che per il morale. Perché quando si vince si recuperano più in fretta sia le energie fisiche che quelle mentali, mentre le sconfitte aumentano la portata degli acciacchi e fanno sembrare una passeggiata in collina la scalata dell’Everest.

Questo non significa essere pessimisti, ma solo guardare in faccia la realtà, evitare di chiedere l’impossibile a questi ragazzi e al loro allenatore. Poi, se riescono a stupirci un’altra volta, tanto meglio, ma evitiamo di aggiungere pressioni ai mille problemi che devono già fronteggiare. Certo, vedendo la prima mezz’ora di Bergamo e la Juventus che stenta contro il Lecce in 10 (e che per abbattere il muro di Liverani ha bisogno di un errore clamoroso di disimpegno di Shakov e del solito “rigorino”), aumenta la rabbia al pensiero di quello che poteva essere e non è stato. Anche a causa di un calendario che ha agevolato decisamente la Juventus e penalizzato noi che avversario peggiore all’esordio non potevamo trovare. Con i SE e i MA, però, non si aggiungono punti in classifica, ma si riempie solo la sacca dei rimpianti. Quindi, l’unico pensiero oggi deve essere battere la Fiorentina con quel che resta della Lazio e sperare in un domani migliore. Tutto il resto è FUFFA




Accadde oggi 16.07

2003 Vigo di Fassa, Salorno-Lazio 0-11
2008 Auronzo di Cadore, stadio Rodolfo Zandegiacomo - Rapp.Bellunese-Lazio 0-8

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Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 05/06/2020
 

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