26 Giugno 2020

Kumbulla e la Lazio che verrà...
di Stefano Greco

La vita è strana, piena di incroci o di svolte che a seconda della strada che imbocchi possono cambiare completamente il corso degli eventi. Marash Kumbulla è la prova dell’esistenza del fato, oppure che il nostro destino è già scritto, fate voi. Cresciuto nelle giovanili del Verona e considerato un vero talento che aveva bisogno di giocare per esplodere, era già stato ceduto a una squadra di Serie C, ma alla vigilia di una sfida di Coppa Italia il Verona si era ritrovato a corto di difensori centrali, quindi Juric ha chiesto alla società di ritardare la partenza del ragazzo, lo ha gettato nella mischia e da quel momento in poi non solo non è più uscito di squadra, ma è diventato una delle stelle di questo mercato, uno degli oggetti del desiderio di tutte le grandi del campionato. Doveva andare la Juventus, poi l’Inter aveva effettuato il sorpasso ma in extremis è spuntata la Lazio che in pochi giorni ha chiuso l’affare e si è presa con autorità quello che è considerato uno dei centrali di maggior prospettiva del panorama mondiale, anche se ha compiuto solo 20 anni 4 mesi fa. Fino a che non c'è l'annuncio ufficiale, chiaramente, non si stappano le bottiglie di champagne, ma cìè un accordo tra le parti e un rapporto tra Lotito e Setti che porta a credere che una stretta di mano valga come un contratto firmato e despositato.

“Kumbulla l’ho allenato all’Under 19, in Albania. Si vedeva che era ragazzo di prospettiva. È uno di carattere, un predestinato. Ha bruciato le tappe, è cresciuto in fretta, dimostrando grande personalità. I meriti sono suoi. Ma anche di Juric, che già dal ritiro ha fatto capire di voler puntare sul ragazzo. A volte serve occhio, a volte serve coraggio. Juric si è fatto guidare dalle sue sensazioni e ci ha visto giusto”.

A parlare è Erjon Bogdani, attaccante che ha fatto la sua fortuna in Italia indossando le maglie di Reggina e Verona. È stato lui a segnalare Kumbulla a Tare, ma l’esplosione improvvisa del ragazzo ha complicato un po’ le cose e, soprattutto, ha fatto lievitare enormemente il costo del cartellino. “A quelle cifre (stiamo intorno ai 30 milioni di euro di valutazione complessiva) la Lazio non ci arriverà mai”, abbiamo pensato tutti. Invece, no. Una volta tanto Lotito e Tare hanno stupito tutti e con un blitz alla Cragnotti hanno messo le mani su un centrale perfetto per dare peso e solidità alla difesa della Lazio. Uno rapido nonostante la stazza, straordinario nel gioco aereo e per giunta con il magnifico vizietto del gol. A dire il vero ne ha realizzato uno solo di gol in Serie A, ma tra pali, traverse e gol annullati dal VAR poteva stare tranquillamente a 5.

Marash Kumbulla, è nato a Peschiera del Garda, è uno degli “italiani” della nuova generazione, figli di albanesi emigrati in Italia negli anni 90 in cerca di fortuna o per scappare dal regime. Ha il doppio passaporto, poteva scegliere tra l’azzurro e la maglia dell’Albania, ha vinto il cuore e purtroppo per Roberto Mancini il 14 ottobre del 2019 ha fatto l’esordio con la nazionale albanese: solo una manciata di minuti contro la Moldavia in trasferta, abbastanza per segnare il suo destino in nazionale.

L’acquisto di Kumbulla è stato un affare per tutti. Lo è per il Verona che ha inserito a bilancio una plus valenza di 30 milioni di euro e ha messo in cassa almeno 18 milioni di euro cash. Lo è per la Lazio, perché Lotito e Tare hanno sistemato in un colpo solo la difesa con un giocatore dal rendimento certo, senza avventure costose e rischiose come quelle che in passato hanno portato a spendere inutilmente oltre 20 milioni di euro per l’acquisto di gente come Wallace e Vavro. Lo è doppiamente per la Lazio, perché con la cessione come parziale contropartita di Lombardi e di uno tra Berisha e Kiyine, la società metterà a bilancio due plus valenze importanti per sistemare il bilancio al 30 giugno 2020.

Lo è, anche, perché mettendo le mani su Marash Kumbulla la società ha lanciato un segnale alla piazza. Quel segnale di crescita a lungo invocato, un cambiamento di rotta importante in vista della prossima stagione che segnerà (incrociamo le dita) il ritorno della Lazio in Champions League. L’arrivo di Escalante aveva fatto storcere la bocca a molti, aveva fatto pensare all’ennesima estate segnata dall’arrivo di parametri zero e di scommesse, invece l’acquisto di Kumbulla cambia tutto. E di questo è giusto prenderne atto e dare merito alla società, con la stessa forza o enfasi con cui sono state criticate le scelte del passato. Perché il bene della Lazio viene prima di qualsiasi cosa e se la società comincia a capire che certe critiche erano giuste (come quella di inserire laziali in organico come è stato fatto con Peruzzi e Inzaghi, oppure con ex giocatori a guidare le squadre giovanili o di non litigare con mezzo mondo ma di creare "rapporti" con gli altri club…), questo è un bene per la Lazio. E non c’è da masticare amaro, ma da gioire. Sì, perché se Kumbulla è arrivato alla lazio è anche grazie al rapporto privilegiato di Lotito con Setti, il presidente del Verona. Quello che Lotito sta sponsorizzando come nuovo consigliere della Lega di Serie A.

Certo, non basta Kumbulla per sistemare la squadra, per costruire una Lazio in grado di giocarsela in Champions League e di partire il prossimo anno con l’obiettivo dichiarato di sedersi al tavolo di chi lotta per lo scudetto (questo non significa abdicare quest’anno, sia ben chiaro) o per far svanire dubbi o preconcetti sull’operato di Lotito e Tare, ma se il buongiorno si vede dal mattino forse questa potrebbe essere l’alba di una nuova era.




Accadde oggi 16.07

2003 Vigo di Fassa, Salorno-Lazio 0-11
2008 Auronzo di Cadore, stadio Rodolfo Zandegiacomo - Rapp.Bellunese-Lazio 0-8

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Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 05/06/2020
 

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