03 Giugno 2020

Vi fa comodo, ora, attaccare Lotito...
di Stefano Greco

Nella vita non ho mai sopportato i vigliacchi o, peggio ancora, quelli che restano silenti o proni davanti al potente di turno salvo poi colpirlo quando capiscono che non è più potente o, agendo a comando, quando qualcuno decide che quel potente ha fatto il suo tempo o è diventato troppo pericoloso e quindi deve essere in qualche modo delegittimato o indebolito. E a recitare questo ruolo, è quasi sempre la stampa. O meglio, certa stampa che fa capo a gruppi importanti o a personaggi che usano la carta stampata o la televisione per spazzare via i nemici. Basta vedere chi ha scatenato questa tempesta mediatica tirando fuori storie vecchie di 10 e passa anni.

Quello che penso di Claudio Lotito, del suo modus agendi come imprenditore e presidente della Lazio, io l’ho scritto in tempi non sospetti, quando NESSUNO (né a Roma né fuori Roma) aveva la voglia o il coraggio di scrivere cose che erano sotto gli occhi di tutti ma che tutti facevano finta di non vedere. Ho creato dal nulla Millenovecento per  tirare fuori storie che nessuno voleva scrivere e situazioni di cui tutti parlavano dietro le quinte ma che nessuno voleva raccontare in pubblico: i soldi che Lotito stornava dal bilancio della Lazio per sistemare i conti delle sue aziende, i rapporti privilegiati tra Lotito e le istituzioni che lo proteggevano, le coperture di cui Lotito ha goduto nel corso degli anni grazie ad amici potenti all’Agenzia delle Entrate o all’interno della Guardia di Finanza, le voci “strane” nei bilanci sulle intermediazioni all’estero o su certe sponsorizzazioni come quella di Edileuropa garantita dalla B&G Consulting (una società che gestiva un negozio di bigiotteria, di proprietà un marocchino residente a Vasanello che garantiva un credito di 1,8 milioni di euro…) oppure su tutto quello che girava intorno a quei terreni sulla Tiberina della famiglia Mezzaroma su cui Lotito da 15 anni spera di costruire lo stadio.

Queste vicende le abbiamo raccontate nei dettagli a partire dal 2011 (quella sulla B&G Consulting è del 13 ottobre 2011 http://www.sslaziofans.it/contenuto.php?idContenuto=26514 ), compresa quella del caso-Zarate, tirato fuori ad arte oggi dopo 10 anni come se fosse una novità, una vicenda scoperta da poche settimane e non conosciuta da due lustri. Peggio ancora, come se il metodo adottato da Lotito non fosse lo stesso adottato da tutte le società italiane, specie quelle che fanno “affari” in Sudamerica, con i fondi di investimento tipo la Doyen Sports Investement o con personaggi come Jorge Mendes. Sì, proprio Jorge Mendes, quello ricevuto con tutti gli onori in casa Juventus o che ha costruito il Milan post Berlusconi portando mezze figure a cifre assurde: “affari” che non hanno arricchito solo Jorge Mendes, ma anche altri affossando il bilancio del Milan.

A febbraio del 2013, ad esempio, quegli stessi fondi di investimento furono messi sotto accusata da Claudio Lotito dopo il mancato arrivo di Felipe Anderson in quella sessione di mercato invernale di gennaio 2013. Il trasferimento dal Santos alla Lazio saltò a causa delle pretese della Doyen Sports Investement, un fondo di investimento di cui è presidente Nélio Freire Lucas (quello che gestisce Neymar…), anche lui portoghese che da anni lavora a braccetto con Jorge Mendes. A febbraio 2013, Lotito dipinse Nélio Freire Lucas e quelli della Doyen come “mercati di schiavi” e minacciò di denunciarli alla FIFA. Risultato? Non solo nessuna denuncia, ma pochi mesi dopo qualcuno “convinse” Lotito a spegnere i riflettori sulla Doyer e su Jorge Mendes. Quel qualcuno altri non era che Pulvirenti, organizzò un bel meeting di lavoro a cui parteciparono oltre a Lotito anche Enrico Preziosi e, soprattutto, Adriano Galliani. Un’allegra tavolata il cui ospite d’onore era proprio Jorge Mendes, uno dei “mercanti di schivi” accusati da Lotito. Tra una portata di pesce e l’altra, il meeting si concluse con un bel brindisi che sancì la fine della guerra e l’inizio di un rapporto, con le foto di quell’allegra brigata finirono su tutti i giornali, compresa la Gazzetta dello Sport, ma nessuno disse nulla. Io l’ho scritto, io ho fatto collegamenti su quegli strani rapporti e su quelle intermediazioni con il Sudamerica, ma chi oggi fa campagne di moralità allora si è girato dall’altra parte, probabilmente perché di mezzo c’era Adriano Galliani, l’uomo che dopo la defenestrazione di Luciano Moggi aveva preso il controllo del calcio italiano. Antonino Pulvirenti, il grande amico di Lotito e di Galliani è stato spazzato via dal mondo del calcio dallo scandalo scommesse che ha fatto precipitare il Catania in Lega Pro e che ha fatto finire Pulvirenti dietro le sbarre, ma nessuno ha tirato in ballo i rapporti tra l’ex presidente del Catania, Jorge Mendes e gli altri componenti di quell’allegra brigata. Il racconto di quella cena e di certi intrecci, lo ha raccontato per filo e per segno sempre Pippo Russo, nel suo libro d’inchiesta “Gol di Rapina, il lato oscuro del calcio globale”. Ecco uno stralcio di quel libro che può forse avrebbe dovuto aprire gli occhi anche a chi all’epoca giocava a imitare le tre scimmiette che non vedono, non sentono e non parlano, ma che oggi si è improvvisamente svegliato e attacca Lotito per colpire la Lazio…

“L’invasione dei fondi d’investimento nel calcio italiano si sta già compiendo. In particolare, c’è stato un episodio indicativo avvenuto a luglio dello scorso anno a Taormina. Un meeting tenuto presso un hotel di lusso di cui è proprietario Antonino Pulvirenti, presidente e proprietario del Catania. A fare gli onori di casa era anche Pablo Cosentino, agente argentino di calciatori che nel frattempo era diventato vicepresidente del club siciliano. È un dettaglio il fatto che il Catania sia zeppo di argentini, e è ormai velleitario in questo paese parlare di conflitto d’interessi. Per la cronaca, nonostante abbia firmato la fresca retrocessione in B del Catania, Cosentino è stato da poco nominato amministratore delegato del club. A quel meeting parteciparono l’amministratore delegato milanista Adriano Galliani, il presidente e proprietario del Genoa, Enrico Preziosi, il presidente e proprietario della Lazio, Claudio Lotito, e assieme a loro il presidente di Doyen Sports Investments, il portoghese Nelio Lucas. I giornali italiani, col solito acume, parlarono di un’allegra combriccola di dirigenti calcistici in vacanza. Invece c’era in ballo il definitivo sdoganamento dei fondi d’investimento nel calcio italiano. Guardate un po’ certe mosse di mercato. Lotito, che aveva già preso Felipe Anderson dopo una trattativa con Doyen, ha tesserato a gennaio Pereirihna e Helder Postiga. Cioè due bidoni targati Jorge Mendes. E il Milan ha preso mezze figure come Rami, proveniente dal Valencia che è in ottimi rapporti col solito Mendes, e Taarabt dal Queens Park Rangers, club che milita nella B inglese ma in ottimi rapporti con Kia Joorabchian”.

Dal 2013 a oggi hanno dormito tutti, nessuno ha detto nulla quando nell’estate del 2017 Jorge Mendes, dopo aver portato 30 milioni di euro a Lotito in cambio di Keita (in scadenza di contratto) piazzato al Monaco ha portato a Roma per la stessa cifra due ragazzini portoghesi (Pedro Neto e Bruno Jordao) e Nani. Nessuno ha detto nulla quando Lotito, a marzo del 2018, a margine del convegno sul Calciomercato che è andato in scena all’Università Europea di Roma ha detto: “Io preferisco trattare coi procuratori stranieri. Ce ne sono tanti che guadagnano cifre importanti, fino a 100 milioni all'anno. E non tutti rispettano la quota del 3% indicata da Fifa e Uefa. Sicuramente tra i più potenti in Europa c'è Jorge Mendes”

Insomma, Lotito lo avete protetto facendo finta di non vedere quello che faceva quando andava a braccetto con Galliani, lo avete difeso a spada tratta quando i tifosi gli contestavano quei comportamenti che erano sotto gli occhi di tutti e che gli rinfacciate oggi: dai soldi stornati dal bilancio della Lazio fino ad arrivare alla scorta. Quella scorta che avete sempre sostenuto gli fosse stata assegnata a causa delle minacce dei tifosi della Lazio mentre ora dite (quando lo dicevamo o scrivevamo noi, stavate tutti in silenzio) che Lotito quella scorta ce l’aveva già prima di entrare nel mondo del calcio rilevando la Lazio, come è spiegato in questo articolo pubblicato su Millenovecento il 12 febbraio del 2016.

http://www.sslaziofans.it/contenuto.php?idContenuto=30414

Visto che non sono un fenomeno, ma solo un giornalista, mi chiedo: Ma chi si indigna oggi, chi fa una pagina di giornale riassumendo tutte le “malefatte” di Lotito dal 2004 a oggi, dove è stato in questi 16 anni? Stava su Marte o, semplicemente, visto che la Lazio vinceva solo qualche coppa ma non era un pericolo né per la conquista dei posti per la Champions League né tantomeno per lo scudetto faceva comodo a tutti tenere i riflettori spenti su Lotito? Specie quando Lotito, come consigliere federale o di Lega, si “sporcava le mani” per conto di altri presidenti litigando con Tommasi e i vertici dell’Aia, combattendo allo scoperto battaglie che altri preferivano combattere da dietro le quinte o usando Lotito come testa d’ariete. Fino a quando Lotito ha fatto galleggiare la Lazio in un limbo a tanti ha fatto comodo proteggere lui e affossare i tifosi che lo contestavano. Ora che la Lazio è diventata un pericolo concreto, si aprono i tombini e si pesca dentro di tutto, convinti di trovare terreno fertile anche a Roma tra chi Lotito lo ha sempre contestato o addirittura odiato, specie nel mondo Lazio. Beh, avete sbagliato i conti. Perché voi state attaccando Lotito per colpire la Lazio. E se prima abbiamo attaccato Lotito per il bene della Lazio, oggi per il bene della Lazio noi non ci schieriamo al vostro fianco e non colpiamo alla schiena Lotito per fare il vostro gioco. Perché per noi la Lazio, Lotito o non Lotito, viene prima di ogni cosa. E così facendo state ottenendo il risultato contrario, perché state riunendo le migliaia di anime di un mondo Lazio che oramai sembrava irrimediabilmente diviso ma che voi, invece, state ricompattando...




Accadde oggi 16.07

2003 Vigo di Fassa, Salorno-Lazio 0-11
2008 Auronzo di Cadore, stadio Rodolfo Zandegiacomo - Rapp.Bellunese-Lazio 0-8

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 05/06/2020
 

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