21 Maggio 2020

Playoff SÌ, ribaltoni NO!
di Stefano Greco

Qualcuno nei giorni ci ha provato, ha spinto in modo spudorato su un playoff scudetto a 12 squadre per far rientrare nella mischia chi in lotta quest’anno non c’è mai stato, ma gli è andata male, per il Golpe è miseramente fallito e il sogno di rientrare dalla finestra è miseramente naufragato ieri alla fine del Consiglio federale che ha stabilito il ritorno in campo di Serie A e B (anche della C, in realtà, ma il presidente della Lega Pro Ghirelli frena…) e il PIANO A, B e C varato per portare a termine questa disgraziatissima stagione.

I “soliti noti”, insomma,  ci hanno provato ma questa volta gli è andata male. Il playoff è la seconda opzione sul tavolo per chiudere il campionato di Serie A, ma se ci sarà coinvolgerà sì molte squadre, ma rigorosamente divise in fasce e sarà breve, al massimo semifinali e finale. Scudetto, Europa League e Playout salvezza. La formula non è stata ancora decisa, verrà messa nero su bianco (come ipotesi, o meglio, come PIANO B) nel Consiglio Federale che si terrà i primi di giugno, una decina di giorni prima del ritorno in campo della Serie A che resta fissato per il secondo weekend di giugno, con la speranza che il Governo annulli la norma del Decreto che al momento impedisce di poter tornare in campo prima del 14 giugno. Ma visto che la volontà di ripartire c’è, non sarà certo un giorno in più o in meno di stop a far saltare tutto.

Insomma, l’intenzione della Federcalcio è quella di chiudere il campionato, anche a costo di giocare fino alla seconda metà di agosto. La fine della stagione, infatti, è stata fissata al 31 agosto 2020 e l’inizio della successiva annata agonistica al 1° settembre. Insomma, tutto slittato di 2 mesi rispetto alla consuetudine. La speranza di Gravina, è quella che tutti i verdetti possano essere assegnati con la vecchia formula, ovvero alla fine delle 38 giornate di campionato. Ma, per evitare ricorsi e classifiche riscritte a tavolino da parte dei tribunali sportivi o amministrativi (leggi TAR), la Federcalcio ha deciso di mettere sul tavolo tre ipotesi per la chiusura della stagione 2019-2020.

La prima decisione da prendere, ad esempio, è se ripartire il 13/14 giugno tutti insieme dalla ventisettesima giornata (per recuperare con un turno infrasettimanale Verona-Cagliari, Torino-Parma, Inter-Sampdoria e Atalanta-Sassuolo), oppure se giocare subito i recuperi in modo da rimettere subito tutti sulla stessa linea e avere una classifica reale per poi ripartire tutti insieme la settimana successiva. Per ripartire, quindi, si ripartirà e si tornerà in campo (a meno di una nuova esplosione dei contagi) a metà giugno. Il problema, semmai, è cosa fare in caso di nuovi positivi tra i giocatori. Dopo il muro contro muro delle settimane scorse, che prevedeva la quarantena di un’intera squadra anche in caso di un solo positivo (che significava rifermare tutto…), a quanto pare si va verso un’ipotesi più ragionevole, verso quel modello tedesco che ha consentito alla Bundesliga di ripartire già la settimana scorsa.

Insomma, se tutto va bene, lo scudetto sarà assegnato ad agosto dopo 38 giornate di campionato. E lo stesso vale per le 4 squadre qualificate per la Champions League, le 2 qualificate dal campionato per l’Europa League (per stabilire la terza bisognerà aspettare semifinali di ritorno e finale di Coppa Italia) e i nomi delle 4 squadre retrocesse. Ma in caso di nuovo stop?

Se si ferma tutto, scattano immediatamente in PIANO B e il PIANO C, a seconda della durata del nuovo stop. Il PIANO B, come detto sopra, prevede l’assegnazione dello scudetto, dei posti in Europa e delle retrocessioni con i playoff. Ma saranno dei playoff ristretti che non stravolgeranno la classifica. L’ipotesi più probabile è che, in caso di nuovo stop, a disputarsi lo scudetto saranno le prima 4 in classifica che, a quel punto, saranno automaticamente qualificate alla Champions League: prima contro quarta e seconda contro terza in sfide di andata e ritorno, con finale secca. I playoff per l’Europa League coinvolgeranno invece 8 squadre, con la vincitrice qualificata per l’Europa League, la perdente della finale appesa all’esito della finale di Coppa Italia (perché per regolamento la vincente della Coppa va direttamente in Europa League…) e le due perdenti della semifinale che giocherebbero comunque una finale di consolazione per assegnare la settima piazza, quella che potrebbe valere un posto per i preliminari di Europa League nel caso la vincente della Coppa Italia fosse la Juventus o l’Inter, ovvero una squadra già qualificata per la Champions League. Il playout per evitare la retrocessione, dovrebbe coinvolgere 6/8 squadre: se fossero 6 le squadre, le due meglio classificate salterebbero il primo turno e si giocherebbero in finale (andata e ritorno) la salvezza con le vincenti del primo turno con la possibilità, in caso di sconfitta, di restare in Serie A vincendo lo spareggio tra le perdenti, mentre le due squadre sconfitte nel turno preliminare (andata e ritorno) retrocederebbero direttamente in Serie B.

Nessuno ne vuol sentir parlare per il momento, ma esiste anche un PIANO C, l’ipotesi più estrema, quella di dover assegnare scudetto, Champions League, Europa League salvezza e retrocessione a tavolino. Per evitare problemi (e ricorsi) in caso di incontri da recuperare, non si congelerebbe la classifica al momento della sospensione, ma si stilerebbe una classifica in base alla media punti conquistati/partite giocate. Per fare un esempio pratico, con la classifica attuale il Milan non sarebbe settimo, ma addirittura nono. Perché i rossoneri hanno conquistato 36 punti in 26 partite (media 1,384), mentre Verona e Parma ne hanno raccolti 35 ma in 25 partite (media 1,4), quindi come media punti conquistati stanno davanti al Milan. E a parità di coefficiente, il Verona sarebbe settimo e il Parma ottavo perché i veneti all’andata hanno vinto lo scontro diretto a Parma. Per quel che riguarda l’alta classifica e la coda, con la classifica di oggi non cambierebbe nulla: lo scudetto andrebbe alla Juventus, la Lazio sarebbe seconda, l’Inter terza e l’Atalanta quarta. La Roma si qualificherebbe direttamente per l’Europa League mentre il Napoli per entrare direttamente in Europa deve sperare di andare a giocare la finale di Coppa Italia con la Juventus, perché in quel caso si qualificherebbe sia vincendo la Coppa sia perdendo grazie al sesto posto in campionato con il Verona ai preliminari. In coda, invece, il Genoa (calcolando il 2-2 nello scontro diretto con il Lecce) oggi si salverebbe grazie alla differenza reti e toccherebbe al Lecce seguire Brescia e SPAL in Serie B.

Ma nessuno al momento vuol sentir parlare di PIANO B e, tanto meno, di PIANO C. Stanno lì, sul tavolo, perché tutti ora abbiamo la certezza che si ripartirà, ma nessuno può avere la certezza che si riuscirà ad arrivare fino in fondo. Quindi, bisogna stabilire, prima di ripartire, regole certe, accettate da tutti. Vale per le varie formule per chiudere la stagione che per dove giocare. Perché se le porte chiuse sono una certezza, il fatto che Milan, Inter, Atalanta e Brescia possano giocare nei loro stadi non è sicuro. Anzi… Ma va comunque deciso entro il 3 giugno.




Accadde oggi 07.08

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di Stefano Greco

Titolo Lazio

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