15 Maggio 2020

Maggio, un'orgia biancoceleste...
di Stefano Greco

Che settimana… Ogni giorno un ricordo, una foto che ti riporta indietro nel tempo e ti regala un’emozione: in bianco e nero o a colori, vicina o lontana, fa poca differenza, perché le emozioni non hanno tempo e le lacrime di gioia sono sempre le stesse. È vero, nella vita ci sono tante cose più importanti del calcio o del tifo per una squadra di calcio, ma chi oggi ci guarda con disgusto perché speriamo o tifiamo affinché questo campionato riparta, probabilmente non ama in modo viscerale questo sport e certe emozioni le ha vissute sempre in modo annacquato, oppure ha un cuore che si è inaridito con il passare degli anni al punto da non commuoversi più, da non provare più brividi rivedendo un’immagine, sentendo una radiocronaca o il boato per un gol segnato dalla Lazio o da qualcuno che non ha mai indossato la maglia della Lazio ma è stato nominato laziale ad honorem: Calori in testa.

Per noi laziali, maggio è un mese speciale. Già, perché a maggio è (quasi) sempre festa: non solo per chi come il sottoscritto in questo mese festeggia pure il compleanno, ma per il semplice motivo che maggio negli sport di squadra più importanti è il mese della resa dei conti, quello dei trofei alzati o dei sogni infranti. E, per fortuna, da laziale facendo i conti sono molte più le gioie dei dolori. Perché le ferite degli scudetti persi sul filo di lana il 20 maggio 1973 e il 23 maggio 1999, sono compensate dai due tricolori vinti il 12 maggio 1974 e il 14 maggio 2000. Per uno strano scherzo del destino, sempre un anno dopo e, forse, nell’anno in cui lo avevamo meritato di meno. E lo stesso vale anche per le finali Europee, perché a quella di Coppa Uefa persa il 6 maggio del 1998 a Parigi contro l’Inter ha fatto subito da contraltare quella vinta il 19 maggio del 1999 a Birmingham contro il Maiorca.

Oggi, ad esempio, smaltita da poco e a fatica quell’emozione riaffiorata ieri con prepotenza per l’anniversario tondo dello scudetto conquistato nel 2000, cambiando la data sul calendario ci siamo resi tutti conto che anche questo è uno di quei giorni cerchiati in rosso sul calendario, un altro giorno che fa riaffiorare con i ricordi anche le emozioni per un successo solo all’apparenza meno importante degli altri.

Per carità, siamo in Italia e non in Inghilterra, quindi sappiamo tutti benissimo che una coppa nazionale alzata al cielo non vale e non varrà mai quanto uno scudetto e che quel cerchietto tricolore è bello, bellissimo da vedere sulla maglia della tua squadra del cuore, ma mai come quel triangolino di stoffa. Ma, a volte, un successo in Coppa Italia può avere un peso enorme, quasi superiore a quello di uno scudetto. E noi lo sappiamo bene, perché quel successo del 15 maggio del 2019 è stato un punto di ripartenza, la rampa di lancio di viaggio meraviglioso interrotto sul più bello e rimasto appeso ad un filo di speranza: la speranza che quel sottilissimo filo non si spezzi.

E a proposito di fili, alla vigilia di quella sfida con l’Atalanta del 15 maggio del 2019 il destino di Simone Inzaghi era appeso ad un filo e la stessa cosa valeva per il suo rapporto ventennale con la Lazio. Il campionato che doveva sancire la consacrazione di quel gruppo che un anno prima aveva visto sfumare negli ultimi minuti dell’ultima partita di campionato il sogno Champions League, si era trasformato in un mezzo flop, in una marcia tanto incostante quanto deludente che aveva fatto riaffiorare in qualcuno i dubbi non solo sull’esistenza di un progetto vincente, ma anche sul fatto che potesse essere Inzaghi l’uomo giusto per far fare alla Lazio il definitivo salto di qualità. In molti facevano da settimane il toto-allenatore, in molti davano Inzaghi già per spacciato in caso di sconfitta nella finale con l’Atalanta, in tanti avevano già voltato le spalle all’allenatore che un anno prima era stato dipinto come l’unico degno erede di Tommaso Maestrelli. Quel 15 maggio del 2019, poteva finire veramente tutto, invece, per nostra fortuna la ruota ha girato per il verso giusto e ha rimesso tutto a posto.

Simone Inzaghi, grazie a quel successo, ha ripreso il pieno controllo non solo della squadra, ma del mondo Lazio. Ed è stata una fortuna, la base giusta per edificare qualcosa di importante e, forse, di duraturo. Perché il vero problema della Lazio degli ultimi 16 anni non è stato quello di non aver vinto, ma di non aver mai dato continuità ai successi conquistati, apparsi più come episodi fortunati che come frutto di una crescita costante. Alti e bassi, trionfi e tonfi. Da quel successo con l’Atalanta, invece, è scattato qualcosa e pochi mesi, nell’intervallo di un’altra partita con l’Atalanta è partita la scintilla che ha acceso definitivamente il fuoco che ancora arde oggi, nonostante due mesi e mezzo di ibernazione delle emozioni, la prospettiva di un altro mese di attesa e l’incertezza che una volta ripartiti si possa arrivare fino in fondo. Ma il fuoco è ancora vivo e quel fuoco si è acceso la sera del 15 maggio del 2019, in una notta di pioggia, alla fine di una battaglia vinta con merito e con un pizzico di fortuna.

Dopo quel successo è arrivata la notte di Riad, un altro trofeo alzato al cielo che ha consentito alla Lazio di staccare definitivamente la Roma nella classifica delle coppe (vere…) in bacheca, ma soprattutto quel pieno di benzina e di entusiasmo che ha consentito alla Lazio di mettere le ali e di spiccare definitivamente il volo dopo la sosta di Natale: 8 vittorie e 2 pareggi, ma soprattutto scalpi importanti come quelli raccolti all’Olimpico contro Napoli e Inter che hanno fatto della Lazio l’unica vera antagonista della Juventus nella corsa allo scudetto. Anzi, addirittura la vera grande favorita nella corsa al titolo prima di quello stop che ha congelato tutto: non solo la classifica, ma anche le emozioni. E tutto è nato proprio la notte del 15 maggio del 2019, una notte di volti bagnati da gocce di pioggia e lacrime di felicità. L’ennesima notte da orgia biancoceleste di questo meraviglioso mese di maggio…




Accadde oggi 07.08

1957 Nasce a Pescate (LC) Roberto Tavola
1990 Trossingen - Trossingen-Lazio 0-7
1991 Saint Vincent - Lazio-Cecoslovacchia 1-1 - Memorial Pier Cesare Baretti
1992 Bayer Leverkusen-Lazio 2-1
1999 Cadiz, - Betis Sevilla-Lazio 2-2 (6-4 dcr)
2004 Manchester - Manchester City-Lazio 3-1
2005 Fiuggi, Fiuggi-Lazio 0-11
2009 Muore a Treviglio (BG) Orlando Rozzoni
2010 Fiuggi - Stadio Campo i Prati - Triangolare Lazio-Latina-Sora

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 05/06/2020
 

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