16 Marzo 2020

Il derby in cui Piola diventò leggenda!
di Stefano Greco

Il bello della storia, è che attraverso i racconti di chi l’ha vissuta si possono rivivere a distanza di decenni le emozioni legate a grandi imprese diventate con il passare del tempo addirittura leggendarie. Se la storia è scritta bene, poi, non servono neanche foto o filmati per entrare in quel mondo, a volte basta solo chiudere gli occhi per rivivere le imprese di un campione o domeniche straordinarie. Nella lunga storia della Lazio, ci sono tante imprese che meritano di essere raccontate e tanti campioni che le hanno realizzate, ma quella compiuta da Silvio Piola in una domenica di marzo del 1941 in un derby, scritta con il pennino intinto nel sangue invece che nell’inchiostro, se non le batte tutte sta sicuramente ai primi posti della classifica dei momenti leggendari dei 120 anni della storia biancoceleste.

Il 16 marzo del 1941, nove mesi dopo il famoso discorso di Benito Mussolini a piazza Venezia, l’Italia è un paese in Guerra. I combattimenti sono lontani, ma tanti giovani sono stati spediti al fronte nel sud della Francia e nella testa della gente c’è altro rispetto al calcio, ma gli stadi continuano ad essere pieni, nonostante i grandi pensieri e la grave crisi economica. La grande Lazio di fine anni Trenta, quella ricca costruita nel corso degli anni dall’ingegner Gualdi, Vaselli e Zenobi, che nel 1937 ha sfiorato la conquista dello scudetto e ha perso la finale della Coppa dell’Europa Centrale contro il Ferencvaros, è solo un lontano ricordo, smembrata dalla crisi economica e dall’inizio della Seconda Guerra Mondiale che ha portato molti giocatori della Lazio a lasciare Roma per tornare a casa. L’unica bandiera di quella Lazio che fu che sventola ancora, alta e fiera, è quella con impresso il volto di Silvio Piola: il più grande attaccante di tutti i tempi del calcio italiano che, alla settima stagione con la maglia biancoceleste, indossa la fascia di capitano.

Nella prima vittoria della Lazio in casa della Roma nella storia del derby, quella del 15 gennaio del 1939, Silvio Piola non ha messo la sua firma in calce alle due reti che hanno consentito alla squadra di violare la tana dei lupi, il mitico Campo Testaccio. Quel giorno Piola ha giocato per far segnare i compagni, ma il 16 marzo del 1941 Silvio decide di indossare i panni del protagonista assoluto e di entrare, a modo suo, nella storia.

Quello che va in scena allo Stadio Nazionale del Partito Nazionale Fascista è un derby drammatico, perché la Lazio allenata da Dino Canestri naviga in cattive acque in classifica e ha un bisogno disperato di vincere. E anche la Roma sta ai margini della zona retrocessione. In palio, quindi, ci sono due punti pesantissimi. L’attesa per la partita è enorme in città e già dal venerdì è stato esposto il cartello del tutto esaurito: 22.000 biglietti venduti e circa 25.000 anima a palpitare all’interno dello Stadio dei Mondiali del 1934 che diventerà poi Stadio Grande Torino e infine Stadio Flaminio.

Piola quel giorno è indemoniato, si butta su ogni pallone e al 19’ del primo tempo saltando per colpire la palla Silvio si scontra con il terzino giallorosso Acerbi: uno scontro fortuito (l’arbitro non ferma neanche il gioco all’inizio), ma l’urto è tremendo. Piola è una maschera di sangue e viene portato a braccia negli spogliatoi. Il medico della Lazio gli sutura con i punti quei 4 cm di ferita alla testa e gli consiglia di tornare a casa, perché oltre al taglio a preoccuparlo è il trauma cranico, perché la botta è stata tremenda. Ma Piola non sente ragioni. Non ci sono le sostituzioni, quindi lui non vuole lasciare la Lazio in inferiorità numerica e, dopo venti minuti di cure, tutto fasciato, esce dal tunnel degli spogliatoi e rientra in campo, accolto dal boato di gioia dei tifosi della Lazio e da quello di stupore di quelli della Roma che non credono ai loro occhi.

Nonostante quei venti minuti giocati in superiorità numerica e con la Lazio privata del suo uomo migliore, la Roma non è riuscita a passare in vantaggio, soprattutto per merito di Uber Gradella (il grande portiere laziale scomparso il 6 gennaio del 2015) che ha negato due gol già fatti ad Amadei e a Kriezu. Non passano neanche due minuti dal rientro in campo di Piola che la Lazio passa in vantaggio: cross di Zironi verso il centro dell’area, Masetti esce di pugno e allontana, ma Piola con la palla a fil di terra si getta in tuffo e, proprio di testa, la spedisce in rete. Per l’ennesimo colpo subito, mentre esulta, Piola si trasforma nuovamente in una maschera di sangue, con la benda bianca che gli circonda la testa che in un attimo si tinge completamente di rosso. I punti messi in fretta dal dottore e dal massaggiatore negli spogliatoi per chiudere la ferita sono saltati e il centravanti della Lazio e della Nazionale viene nuovamente portato a braccia negli spogliatoi, quasi privo di sensi.

Il medico laziale tenta in tutti i modi di convincere Piola ad abbandonare, tanto più che ora la sua squadra sta vincendo e si può impostare la partita sulla difesa a oltranza della porta protetta da Gradella. Ma neanche questa volta il dottore riesce a spuntarla. Approfittando dell’intervallo, Silvio si fa cucire nuovamente la ferita e, quando le squadre rientrano in campo dopo l’intervallo, lui riprende il suo posto in campo al centro dell’attacco della Lazio. Nonostante il sangue perso e quel turbante che lo fa somigliare più ad una mummia che ad un giocatore di calcio, barcollando e con la testa completamente fasciata Silvio incita i compagni che, caricati dall’esempio del loro capitano, dominano la ripresa.

A dieci minuti dal termine, Piola raccoglie una respinta corta della difesa della Roma, controlla la palla, finta il cross e punta invece dritto verso l’area avversaria. Quando Vettraino e Dagianti capiscono le intenzioni del compagno, si allargano sulle fasce portando via i rispettivi marcatori. Piola si trova così un corridoio libero e, nonostante il turbante nuovamente colorato dal rosso del suo sangue, acquista velocità poi, con le ultime energie che gli sono rimaste, carica il destro e spara ad occhi chiusi verso la porta: Masetti si allunga più che può e sfiora con le dita il pallone che, però, termina la sua corsa gonfiando la rete. Come Piola, che conclude la sua corsa entrando in porta e attaccandosi alle maglie della rete.

Sentendo il boato dei tifosi, Piola si accascia a terra svenuto, sommerso dall’abbraccio dei compagni. Questa volta è finita davvero. Silvio è costretto ad arrendersi, prova ad uscire con le sue gambe ma crolla nuovamente a terra e, solo a quel punto, accetta di uscire dal terreno di gioco in barella, accompagnato da un applauso senza fine di tutti gli spettatori, romanisti e laziali, che rendono così omaggio al coraggio del campione. Ma non torna negli spogliatoi, resta a bordo campo in attesa del fischio finale. Poi, abbracciato dai compagni e con una nuova benda bianca in testa a copertura della ferita, entra in campo per raccogliere l’applauso del 25.000 che riempiono lo stadio e che in piedi gli tributano il giusto omaggio.

Grazie a quei due gol di Silvio Piola, la Lazio vince 2-0 il derby e, sullo slancio di quel successo, agguanta in extremis il Novara e si salva dalla retrocessione in serie B solo grazie alla differenza reti. Anzi, proprio grazie a quelle due reti segnate da Silvio Piola il 16 marzo del 1941, in quel derby entrato nella storia.




Accadde oggi 30.03

1930 Roma, stadio Rondinella - Lazio-Triestina 0-0
1941 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Atalanta 1-1
1947 Roma, stadio Nazionale - Lazio-Livorno 3-0
1952 Torino, stadio Filadelfia (detto Stadio Torino) - Torino-Lazio 1-1
1958 Firenze, stadio Comunale - Fiorentina-Lazio 2-0
1969 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Mantova 1-1
1972 Nasce a Jindichuv-Hadec (Repubblica Ceca) Karel Poborsky
1976 Nasce a Siena Bernardo Corradi
1980 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Catanzaro 2-0
1983 Amichevole - Roma, stadio Flaminio, Lazio-Italia Under 21 1-1
1991 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Cesena 1-1
2002 Torino, stadio Delle Alpi - Juventus-Lazio 1-1

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 24/01/2020
 

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