06 Febbraio 2020

Solo applausi per questa squadra!
di Stefano Greco

Uno 0-0 arrivato dopo 65 partite consecutive con almeno un gol segnato. 17 risultati utili consecutivi (eguagliato il record di Eriksson della stagione 1998-1999) in campionato. 50 punti conquistati su 66 a disposizione. 11 punti di vantaggio su Atalanta e Roma appaiate al quarto posto. Immobile, 25 gol segnati in 22 giornate.

Dopo questo mini stop subito contro il Verona, è giusto snocciolare alcuni dei numeri della Lazio di Simone Inzaghi, perché per quello che ha fatto in queste prime 22 giornate questa squadra merita solo applausi. Ci può essere un pizzico di amarezza per non aver battuto il Verona, aver fallito il sorpasso all’Inter e non essere riusciti a salire a due sole lunghezze dalla vetta, ma nulla di più. Perché la Lazio sta andando oltre ogni aspettativa, oltre le più rosee previsioni e lo scudetto può essere un meraviglioso sogno da coltivare fino a quando la matematica ci consente di sognare, ma senza perdere il contatto con la realtà. Senza dimenticare quelli che sono i limiti oggettivi di questa squadra, il valore di Juventus e Inter, ma anche la forza dell’avversario affrontato ieri. Perché è vero che il Verona è una neo promossa, ma queste prime 22 giornate di campionato hanno detto che quest’anno nessuno ha avuto vita facile contro la squadra di Juric, la vera rivelazione di questa stagione.

La delusione per non aver centrato la dodicesima vittoria in 14 partite, non giustifica il disfattismo di chi sui social parla di “crisi”, di “inizio della solita parabola discendente del girone di ritorno” e, neanche, i rimpianti per la “rosa corta” o il mancato arrivo di Olivier Giroud. Ci sta non vincere contro il Verona, ci sta non riuscire a segnare in una serata in cui ti gira tutto storto (altri due pali e almeno un paio di parate miracolose fatte da Silvestri), così come ci stava vincere a tempo quasi scaduto partite che potevano finire tranquillamente con un pareggio, come è successo a Sassuolo e soprattutto a Cagliari e a Brescia. Fa parte della storia di un campionato, in cui fortuna e cattiva sorte si alternano. Non sempre si compensano, ma in questa stagione il bilancio della Lazio è sicuramente in attivo anche da questo punto di vista, perché chi è laziale da una vita lo sa che in questa stagione stanno succedendo cose che non sono da Lazio, episodi che non fanno parte del DNA di questa squadra che non ha mai avuto grandi regali da parte della Dea Bendata.

È vero, ieri sono emerse delle lacune, ieri sera il gran ritmo del Verona ha messo a nudo la stanchezza di qualche giocatore e riportato alla mente la sofferenza già mostrata dalla squadra contro Napoli e Roma nel macinare gioco con la consueta facilità, ma razionalmente parlando ci sta e non c’è da fare drammi. Bisogna solo voltare pagina e provare a recuperare in fretta le energie spese ieri sera nell’inutile assalto alla porta di Silvestri, perché tra 3 giorni si gioca di nuovo e a Parma troveremo un’altra squadra decisa a tentare l’impresa. Sì, perché ieri sera Juric sorrideva e ringraziava i suoi ragazzi sostenendo che avevano compiuto “una grande impresa”. Perché è così: NON PERDERE O NON ESSERE TRAVOLTI OGGI DA QUESTA LAZIO È CONSIDERATA UN’IMPRESA.

Bisognerebbe partire da questo prima di affrontare qualsiasi altro discorso. Perché considerare un’impresa strappare un punto alla Lazio di oggi (impresa, tra l’altro, che non è riuscita alla Juventus…), dà l’esatta misura della crescita di questa squadra sotto la gestione di Simone Inzaghi. Una crescita a 360 gradi, perché tutto è cresciuto in questi anni, anche il calore intorno a questo gruppo. Simone Inzaghi ama ripetere che il giorno della sua prima panchina da allenatore della prima squadra, all’Olimpico c’erano meno di 3.000 paganti e circa 10.000 persone sugli spalti. C’era un distacco totale tra l’ambiente e la squadra e non si intravedeva né la possibilità di poter conquistare tre trofei né quella di poter crescere al punto da essere messi quasi allo stesso livello di Inter e Juventus da parte di quell’informazione che la Lazio l’ha sempre snobbata e considerata quasi un’intrusa quando in questi anni nella prima parte della stagione ha viaggiato insieme alle prime della classe.

Ecco, in passato la Lazio è scesa ben presto dal treno. Questa volta sono convinto che non succederà. Certo, pensare di viaggiare fino a maggio ai ritmi tenuti a novembre, dicembre e gennaio, è utopia e lo sarebbe stata, forse, anche con l’arrivo di Giroud e di un altro centrocampista. Perché parliamo di un pareggio e 11 vittorie in 12 partite, un ritmo che in Europa ha tenuto solo il Liverpool di Jürgen Klopp: che è campione d’Europa in carica e che ha a disposizione una rosa che Simone Inzaghi non può neanche sognare di avere.

Ripeto, quindi, questa squadra merita solo applausi, anche dopo lo 0-0 di ieri sera. Perché vincere non era facile, perché in altri tempi probabilmente questa partita l’avremmo addirittura persa, perché se noi storciamo la bocca o siamo preoccupati per il futuro, quelli che stanno 11 punti dietro che dovrebbero fare? I tifosi del Milan (staccato di 18 lunghezze) o quelli del Napoli ( che sta addirittura 20 punti lontano da questa Lazio) che cosa dovrebbero fare? Nessuno è contento per questo 0-0, tutti sappiamo benissimo che queste ultime 16 giornate tutto saranno meno che una passeggiata di salute, ma il pessimismo no, quello lasciatelo fuori dalla porta, lasciatelo agli altri, a quelli che arrancano dietro e sono costretti a esultare se il Verona pareggia all’Olimpico e a sperare in qualche passo falso da parte nostra per poter tenere accesa la fiammella della speranza. E che, anche se non lo dicono, sanno benissimo che quest’anno potrebbe anche non bastare mettersi sul trespolo e gufare. Per tutte queste ragioni, SOLO APPLAUSI PER QUESTA SQUADRA. Anche oggi, senza SE e senza MA




Accadde oggi 24.02

1929 Vercelli – Pro Vercelli-Lazio 3-1
1935 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Triestina 0-0
1957 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Bologna 3-2
1980 Cagliari, stadio Sant’Elia - Cagliari-Lazio 1-1
1985 Napoli, stadio San Paolo – Napoli-Lazio 4-0
1991 Bologna, stadio Renato Dall'Ara - Bologna-Lazio 1-2
2002 Bergamo, stadio Atleti Azzurri d'Italia - Atalanta-Lazio 0-1
2008 Cagliari, stadio Sant'Elia - Cagliari-Lazio 1-0

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 24/01/2020
 

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