14 Gennaio 2020

Ripartiamo da qui...
di Stefano Greco

Non è mai facile trovare motivazioni quando si gioca un primo turno di Coppa Italia contro una squadra di Serie B e in un momento in cui la testa di tutti è rivolta al campionato. Non è facile, ma bisogna farlo, perché vincere aiuta a vincere e a tenere alto l’entusiasmo, perché bisogna mantenere alta la soglia dell’attenzione e, soprattutto, perché la Coppa Italia per noi negli ultimi 20 anni è sempre stata importante, come dimostrano gli 11 trofei conquistati (6 Coppa Italia e 5 Supercoppa d’Italia) in 16 finali.

La Coppa Italia è importante, perché in questi anni ci ha consentito più volte di raddrizzare una stagione altrimenti deludente o sottotono e perché andare bene in coppa in partite da dentro o fuori è allenante anche per l’Europa. Non tanto per la fase a gironi, quanto per le sfide ad eliminazione diretta, quelle in cui ogni piccolo dettaglio può fare tutta la differenza del mondo.

Lo ha sottolineato anche Simone Inzaghi ieri quanto possa essere importante e da non sottovalutare questa sfida con la Cremonese, anche se oggi pomeriggio Simoncino dovrà usare il bilancino per evitare di sovraccaricare qualcuno o di stravolgere troppo l’assetto di una squadra che quando può schierare tutti i titolari (o quasi…) si muove con i sincronismi di un orologio quasi perfetto. Ma la rosa è corta, quindi specie in certi ruoli Inzaghi dovrà fare di necessità virtù visto che si ritrova con Lulic, Correa, Radu e il solito Lukaku infortunati e con Marusic e Leiva squalificati. Per questo, Simone chiederà un altro sforzo a Ciro Immobile lì davanti, ad Acerbi in difesa (con Vavro e Bastos a completare probabilmente il trio arretrato) ma anche a Luis Alberto e Milinkovic, magari impiegati un tempo per uno. A sinistra, l’unico a disposizione è Jony, mentre a destra Lazzari ha bisogno di tirare il fiato e quindi l’unica vera alternativa è Patric non da difensore ma da quinto a centrocampo. E con Proto in porta al posto di Strakosha e Berisha e Cataldi in campo dal primo minuto.

La coperta è corta, ma questo non deve essere una scusa come lo è stata in Europa League, dove la Lazio ha fatto veramente di tutto per uscire il prima possibile, per liberarsi in fretta di un impegno che in questi anni non ha mai gradito e che raramente è stato onorato come merita la partecipazione ad una coppa europea conquistata lottando per 38 domeniche in campionato.

In Coppa Italia, per fortuna, le cose sono andate diversamente, anche se qualche volta la Lazio ha rischiato di inciampare proprio nella prima partita e nonostante il vantaggio del fattore campo. Come è successo, ad esempio, quel 19 dicembre del 2012 all’Olimpico contro il Siena, quando solo un gol segnato da Ciani al 94’ ci ha evitato una clamorosa eliminazione. Quella qualificazione ai quarti di finale strappata ai calci di rigore e più sofferta delle successive sfide con Catania e Juventus (3-0 e 3-2 complessivo) ci ha aperto la strada verso quella finale del 26 maggio entrata nella storia. Ma siamo arrivati ad un passo dall’eliminazione e quell’episodio deve essere un monito, perché questa squadra ha dimostrato di poter vincere contro chiunque se e quando è concentrata, ma anche di poter perdere contro chiunque appena cala di intensità, come abbiamo visto a Ferrara contro la SPAL o a Cluj in Europa League.

Ripartiamo da quella Coppa Italia alzata al cielo di Roma il 15 maggio, quindi, da campioni in carica e con l’obiettivo di andarci a giocare contro il Napoli la possibilità di giocare la diciassettesima finale (ventesima se si aggiungono le tre finali europee di cui due vinte...) in 22 anni. Non male per una Lazietta diventata solo da poco Lazio…




Accadde oggi 31.05

1891 Nasce a Roma Augusto Faccani
1931 Foligno, stadio del Littorio - Lazio-Legnano 4-0
1942 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Milano 5-2
1964 Bologna - Bologna-Lazio 1-0
1972 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fiorentina 1-0
1974 Roma, stadio Flaminio, Lazio-Cynthia 1-0
2009 Torino, stadio Olimpico - Juventus-Lazio 2-0

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 29/04/2020
 

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