11 Gennaio 2020

Dai Simone, sfata anche il tabù-Napoli
di Stefano Greco

Finalmente si torna a giocare. Finalmente torniamo a parlare di calcio e di quello che fanno e dicono i veri protagonisti dello spettacolo, ovvero i giocatori e gli allenatori. Era ora, perché in questi giorni si è parlato troppo e purtroppo a sproposito, in un momento in cui di tutto si sentiva la necessità meno che di uscite che potessero scatenare polemiche o dividere in qualche modo un ambiente finalmente compatto e sereno. Non mi interessa fare nomi o dire se ha sbagliato più chi ha provocato o chi ha risposto cadendo nella provocazione, quello che mi interessa è che oggi finalmente si gioca e l'attenzione torna a spostarsi sul rettangolo di gioco.

Superata indenne la trappola di Brescia (la storia ci ricorda che anche la grande Lazio soffriva sempre dopo la sosta invernale...), oggi la Lazio deve superare un altro ostacolo all'apparenza non impossibile se si legge la classifica (15 punti di differenza in classifica con una partita da recuperare contro il Verona), ma contro un avversario che in questi anni per noi è stato quasi un "gatto nero", perché ci ha battuto sempre o quasi e, spesso e volentieri, in partite in cui la Lazio aveva per larghi tratti giocato meglio. Il Napoli è quasi un tabù, l'ultimo che Simone Inzaghi e i suoi ragazzi sono chiamati ad abbattere dopo aver vinto dopo più di 30 anni in campionato a San Siro contro il Milan, dopo aver battuto la Juventus all'Olimpico e dopo aver compiuto l'impresa delle nove vittorie consecutive.

Vincere contro il Napoli, significherebbe mettere defintivamente fuori dalla corsa Champions League una squadra che all'inizio della stagione veniva indicata addirittura come la prima rivale della Juventus nella corsa allo scudetto. Insieme all'Inter o forse addirittura più dell'Inter. Insomma, quel ruolo di anti-Juventus che sta invece recitando alla perfezione e tra la sorpresa generale proprio la Lazio. Vincere, significherebbe anche chiudere il girone d'andata a quota 42 punti che, potenzialmente, calcolando il recupero all'Olimpico contro il Verona, potrebbero diventare addirittura 45. Ovvero, 14 punti meno di quelli realizzati lo scorso anno in 38 giornate. Una quota mai toccata dalla Lazio nella sua storia come media punti, neanche nelle due stagioni dello scudetto.

Vincere contro il Napoli, significherebbe mettersi alla finestra e vedere che cosa combinano poi Atalanta e Roma, con la tranquillità di chi sa che qualsiasi risultato andrebbe bene: per mettere più distanza sulle inseguitrici o per alimentare il "sogno proibito", quello di cui nessuno vuole parlare apertamente. Perché noi siamo quelli del "non succede, ma se succede..." di 20 anni fa, quelli che scottati l'anno prima da quella beffa arrivata proprio nel finale, hanno dovuto aspettare un'ora dopo la fine del proprio campionato per esultare, per veder trasformato il proprio sogno in realtà e per gridare: "è successo".

Vincere contro il Napoli, però, non è né facile né scontato, anche se noi arriviamo a questo appuntamento al top e loro con mille problemi. Per la statistica, per la cabale e per mille altre ragioni tra cui il valore dell'avversario, questa "trappola" è molto più insidiosa di quella scansata a Brescia. E per vincere la Lazio mai come oggi avrebbe bisogno dell'affetto e del supporto della sua gente. Non vado allo stadio da anni, quindi di sicuro non sto qui a puntare l'indice, ma sono stupito, perché qualche settimana fa avrei giurato in uno Stadio Olimpico popolato da 60.000 anime questa sera. Non lo stadio visto il 9 gennaio del 2000 in occasione del centenario, ma comunque pieno. Invece i dati parlano di 40.000 presenze raggiunte a fatica. E fatico a capire il perché. Perché a leggere sui social o a sentire in giro lo stadio oggi dovrebbe far registrare il tutto esaurito. Un brutto segnale, ma quello che conta è lo spirito con cui si va allo stadio: perché 40.000 avvelenati sono meglio di uno stadio pieno di gente che va per moda e che magari non conosce neanche i nomi dei giocatori in campo. Vero è, però, che giocando in uno stadio come quello di quel Lazio-Vicenza questa Lazio potrebbe fare qualsiasi cosa, abbattere qualsiasi tabù e realizzare anche i sogni più proibiti. Ma, purtroppo, non è così. Quindi tocca ai giocatori e a Inzaghi fare ancora di più, con la speranza di completare la prima riga di questa tabellina del dieci...




Accadde oggi 22.01

1928 Brescia, - Brescia-Lazio 4-3
1933 Padova, stadio Silvio Appiani - Padova-Lazio 1-1
1939 Nasce a Crevalcore (BO) Luigi Simoni
1950 Torino, Stadio Comunale - Juventus-Lazio 1-2
1956 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fiorentina 2-2
1978 Bologna, stadio Comunale – Bologna-Lazio 2-1
1984 Milano, stadio Giuseppe Meazza - Inter-Lazio 1-1
1989 Milano, stadio Giuseppe Meazza – Inter-Lazio 1-0
1995 Brescia, stadio Mario Rigamonti - Brescia-Lazio 0-1
2000 Cagliari, stadio Sant'Elia - Cagliari-Lazio 0-0
2009 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Torino 3-1

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 10/01/2020
 

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