05 Gennaio 2020

Chiamatela ZONA-LAZIO....
di Stefano Greco

No, non è più un caso. Sì, questo è il nostro anno e bisogna dirlo, senza esaltarsi troppo ma anche senza paura di bruciarsi, perché i segnali ci sono tutti e Brescia è solo l’ultima perla di una collana straordinaria.

Quando segni 6 gol in pieno recupero, quando segni 12 gol negli ultimi 15 minuti di gioco, significa che la Dea bendata ti ha messo una mano sulla testa ma anche che la squadra ci crede fino alla fine, anche in una domenica in cui si è vista forse la peggiore Lazio degli ultimi tre mesi, una squadra lenta, imballata, quasi svogliata che è riuscita a complicarsi in tutti i modi la vita: prima prendendo un gol assurdo per un’ingenuità colossale di Luis Felipe e poi giocando senza cattiveria, senza fantasia e con un apporto inutile dei cambi effettuati da Inzaghi in un secondo tempo giocato con un uomo in più. Ma anche in una domenica in cui tutto lasciava pensare alla fine del filotto di successi, la Lazio è riuscita a tornare a casa con tre punti pesantissimi che la riportano a pochi passi dalla vetta e con una partita ancora da recuperare. Ci è riuscita con due zampate di Immobile, il simbolo di questa annata in cui tutto diventa oro: già, perché con le due di oggi Ciro è arrivato a quota 19 gol a due partite dalla fine del girone d’andata. Numeri da record per Ciro, numeri da record anche per la Lazio.

Già, perché era dai tempi del grande Torino che una squadra non segnava per 12 domeniche consecutive 2 o più gol. Era dai tempi di Eriksson e di un’altra Lazio che non vincevamo 9 partite di fila in campionato. E non era mai successo di avere così tanti punti alla fine del girone d’andata, ripeto, con due partite da giocare all’Olimpico. Anzi, alla vigilia di 6 partite consecutive da giocare all’Olimpico e da sfruttare per spiccare definitivamente il volo.

Chi si aspettava di vedere a Brescia la Lazio schiacciasassi vista nelle due sfide con la Juventus o con il furore agonistico con cui la squadra di Inzaghi ha ribaltato il Cagliari, forse è rimasto deluso. Ma chi conosce bene le cose di casa Lazio, sa che questa trasferta di Brescia era un vero e proprio trappolone, una di quelle buche coperte di foglie in cui rischi di cadere senza neanche accorgertene: l’assenza di due giocatori fondamentali come Luis Alberto e Leiva; l’euforia del post Riyad, la sosta che interrompe il momento e provoca inevitabilmente un rilassamento; l’invasione di Formello che fa piacere ma che può stordire in una città in cui si passa dal Paradiso all’Inferno (e viceversa) in un amen. Invece, Inzaghi torna a casa con tre punti pesantissimi. Ancora più pesanti perché arrivati alla fine di una pessima prestazione e di una partita in cui il pareggio sembrava scritto. E visto quello che era successo dopo Cagliari-Lazio, immagino quali reazioni possa aver provocato oggi a Roma quella zampata finale di Immobile…

Bisogna mantenere la calma, bisogna restare con i piedi ben saldi in terra (perché mai come oggi si sono visti il reali limiti di questa rosa, perché Jony ha sbagliato praticamente tutti i cross che ha fatto, Parolo e Cataldi sono stati impalpabili, André Anderson tra palle perse e falli inutili ha fatto più danni della grandine e Correa in quella posizione perde il 50% della sua pericolosità offensiva), ma diventa quasi impossibile non sognare ad occhi aperti: sia guardando la classifica, sia pensando ai segnali che partita dopo partita continuano ad arrivare in questa stagione. Perché, ripeto, quando vinci 6 volte in pieno recupero non può essere un caso e non si può parlare di fortuna. O meglio, non solo di fortuna. Perché un pizzico di fortuna serve sempre nella vita, specie nello sport. E se quel pizzico di fortuna questa squadra lo avesse avuto tre anni fa avrebbe conquistato senza problemi la qualificazione alla Champions League.

Si potrebbe scrivere per ore di questa partita e dei mille risvolti di questa vittoria, ma ci sarà tempo e modo per farlo. Ora, si deve solo esultare, a braccia alzate e con lo stesso urlo bestiale che ha accompagnato tutti questi gol arrivati nel finale. Perché, diciamocelo, non c’è niente di più bello di una vittoria agguantata sul filo di lana, quando oramai non ci credi più. In quella che una volta si chiamava “zona Cesarini” e che ora si possiamo chiamare “zona Lazio”… E se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, questo 2020 non poteva iniziare meglio di così!




Accadde oggi 31.05

1891 Nasce a Roma Augusto Faccani
1931 Foligno, stadio del Littorio - Lazio-Legnano 4-0
1942 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Milano 5-2
1964 Bologna - Bologna-Lazio 1-0
1972 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fiorentina 1-0
1974 Roma, stadio Flaminio, Lazio-Cynthia 1-0
2009 Torino, stadio Olimpico - Juventus-Lazio 2-0

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 29/04/2020
 

795.609 titoli scambiati
Chiusura registrata a 1,196
Variazione del -0,33%