31 Ottobre 2019

Re Ciro e la legione degli imbecilli...
di Stefano Greco

In passato, Beppe Signori è stato incoronato RE per aver vinto due volte consecutive la classifica dei cannonieri, Bruno Giordano è entrato nella storia per essere salito una volta sul trono dei bomber e Giorgio Chinaglia e Giorgio Chinaglia nella leggenda per aver vinto il titolo dei cannonieri in A e in B nel giro di tre anni, ma anche e soprattutto perché è stato l’uomo della rinascita laziale, quella sorta di gigante buono della pubblicità di quando eravamo bambini, quello che arrivava e risolveva qualsiasi cosa.

Oggi, Ciro Immobile, uno che viaggia ad una media gol superiore addirittura a quella del mitico Silvio Piola, re incontrastato del gol della Lazio e del calcio italiano, non solo non è idolatrato, ma di recente è stato anche insultato, contestato perché sbagliava troppi gol e attaccato in modo vigliacco con un video di quasi 11 minuti titolato IL DISASTROSO 2019 DI CIRO IGNOBILE… Quel video (di cui mi rifiuto di pubblicare il link per non dare visualizzazioni a chi lo ha realizzato) è stato postato il 16 settembre, 45 giorni fa, nel momento in cui una parte del mondo Lazio di oggi invocava la panchina per Ciro Immobile chiedendo a gran voce a Inzaghi di promuove Felipe Caicedo attaccante titolare della Lazio. Cose che possono succedere solo a Roma, cose che mi hanno allontanato anni luce da un mondo che fatico a riconoscere e a sentire mio, popolato da gente che solo per il fatto di possedere un computer e una connessione a internet si considera opinionista, oppure allenatore solo perché ha visto qualche centinaio di partite in televisione.

Il laziale 2.0, attacca e insulta Simone Inzaghi appena legge la formazione titolare salvo poi eclissarsi se quella formazione si rivela azzeccata e la Lazio vince. Il laziale 2.0 massacra Immobile perché non spedisce in rete ogni pallone che tocca, dimenticando che quelli di Ciro sono dei numeri da Re Mida del gol: 79 reti in 115 partite di campionato con la maglia della Lazio (di cui 12 in 10 partite quest’anno…), a cui si aggiungono 10 reti in 15 partite tra Coppa Italia e Supercoppa Italiana e 10 gol realizzati in 16 partite giocate in Europa League. Totale: 99 gol in 146 partite, alla stratosferica media di 0,678 gol segnati ogni partita. Per capire di cosa stiamo parlando, Beppe Signori in 6 anni di Lazio ha segnato 127 gol in 195 partite, alla media di 0,651 gol a partita e Silvio Piola ne ha realizzati 159 in 243 partite, alla media di 0,654 gol a partita. Stiamo parlando di due massimi realizzatori nella storia della Lazio e Immobile, al momento, li guarda dall’alto in basso. Ma viene criticato e offeso perché “sbaglia troppi gol”. Per fare un esempio un po’ estremo, sarebbe come dare dell’impotente a Rocco Siffredi perché qualche volta ha fatto cilecca sul set…

Non riesco a capire tutto questo accanimento verso Ciro Immobile, così come non capirò mai l’odio o l’antipatia strisciante di una parte del mondo Lazio e dei laziali 2.0 nei confronti di Simone Inzaghi, primo a finire sul banco degli imputati in caso di sconfitta o di mancata vittoria, ultimo della lista degli elogiati quando la Lazio vince e convince come ha fatto domenica a Firenze o ieri sera. Facendo turnover. Sì, perché quello del turnover è un falso problema, come quello del modulo, di quel 3-5-2 sposato da Inzaghi e considerato da alcuni laziali la fonte di tutti i mali della Lazio, la causa della mancata qualificazione alla Champions League in queste ultime stagioni. Se la Lazio fa un paio di “vaccate” in difesa (errori individuali…) e getta al vento una vittoria strameritata a Glasgow, la colpa è di Inzaghi. Se a Bologna Inzaghi indica come rigorista un giocatore e i compagni mandando sul dischetto Correa per farlo sbloccare e l’argentino sbaglia gettando al vento due punti pesantissimi, la colpa è di Inzaghi. Se a San Siro Strakosha non esce su un crosso innocuo e Jony si fa saltare sulle spalle da D’Ambrosio, la colpa è di Inzaghi, del modulo e del fatto che l’allenatore ha mandato in campo un giocatore che non ha chiesto lui e che gli ha preso la società. Sì, perché l’acquisto di tutti i giocatori contestati viene accollato a Inzaghi, non a chi ha comprato quei giocatori. Ma quando Immobile e Acerbi fanno i fenomeni (spesso e volentieri, non solo ieri sera), nessuno o quasi si ricorda che è stato Inzaghi a chiedere Immobile per sostituire Klose e che è stato Inzaghi a imporre l’acquisto di Acerbi per coprire il buco che si era aperto con la partenza di De Vrij e che è andato a sbattere i pugni sul tavolo minacciando le dimissioni quando la Lazio tirava la corda con i Sassuolo per risparmiare un milioncino. Così come nessuno o quasi ricorda che Luis Alberto era stato preso per fare la fascia al posto di Candreva e dopo un primo anno fallimentare o quasi è stato proprio Inzaghi a cucirgli addosso quel nuovo ruolo che gli ha permesso di imporsi come uno degli uomini chiave di questa squadra.

Ma a Roma in generale e nel nuovo mondo Lazio in particolare si va avanti per slogan, per frasi fatte, per preconcetti duri o impossibili da sradicare anche con l’evidenza dei numeri. Vale per Inzaghi come vale per Immobile, che dal giorno in cui è stato pubblicato quel video su internet (ovvero il giorno dopo la sconfitta di Ferrara contro la SPAL…) ha segnato 8 gol in 6 partite di campionato (in realtà, 5 e mezza perché contro l’Inter stava in panchina ed è entrato a poco più di mezz’ora della fine) e 1 gol in 2 partite di Europa League. In tutta Europa, solo Robert Lewandowski con 13 gol in 9 partite sta viaggiando ad una media superiore a quella di Ciro Immobile. Neanche Messi e Ronaldo segnano così tanto, ma a quando pare nel nuovo Mondo Lazio non basta. O meglio, oggi sì perché la Lazio ha vinto, ma al primo passo falso o alla prima mancata vittoria, i laziali 2.0 torneranno a invadere il web, ad attaccare Immobile oppure Inzaghi, il bomber e l’allenatore uniti da un rapporto di affetto e di stima reciproca che qualcuno ha provato a mandare in frantumi parlando di liti e di fratture inesistenti. Ha proprio ragione Umberto Eco: “Il dramma di Internet è che ha promosso lo scemo del villaggio a portatore di verità. I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività, e venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel”.




Accadde oggi 20.11

1921 Roma, campo della Rondinella - Lazio-Juventus Audax 1-1
1927 Roma, campo Rondinella - Lazio-Milano 3-1
1932 Torino, stadio di Corso Marsiglia - Juventus-Lazio 4-0
1949 Roma, Stadio Nazionale - Lazio-Triestina 2-0
1977 Roma, stadio Olimpico - Roma-Lazio 0-0
1983 Torino, stadio Comunale - Torino-Lazio 4-0
1988 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Verona 3-1
1994 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Padova 5-1
2005 Genova, stadio Luigi Ferraris - Sampdoria-Lazio 2-0

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 16/10/2019
 

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