11 Ottobre 2019

Lotito, la boria e la storia calpestata
di Stefano Greco

Ho aspettato la sosta per toccare questo argomento, perché a bocce ferme c’è la possibilità di lasciare da parte quello che dice il campo per concentrarsi anche su altro. Magari su piccoli particolari o su storie che sono sotto gli occhi di tutti e che in tanti fanno finta di non vedere: per quieto vivere, per il timore di non finire sulla black list della società, oppure perché appoggiando ciecamente questa gestione si fanno andare bene qualsiasi cosa, anche quando con iniziative come quella di cui ho deciso di parlare oggi, Lotito calpesta per l’ennesima volta la storia della Lazio e le imprese compiute da chi lo ha preceduto alla guida di questo club. Sergio Cragnotti in testa, chiaramente, perché è da sempre il suo vero incubo, ma anche Umberto Lenzini, troppo spesso e a torto dimenticato negli ultimi tempi.

E veniamo al “fattaccio”. Dall’inizio di questa stagione, nell’area ospitalità (quella riservata ai VIP, alla stampa e ai palchi business) dello Stadio olimpico, è stata allestita una zona in cui sono esposti i trofei vinti dalla Lazio. Non tutte le 15 coppe  conquistate dal club in 120 anni di storia e nemmeno i trofei più importanti, ma solo ed esclusivamente le 5 coppe (3 relative alla Coppa Italia e due alla Supercoppa Italiana) vinte dalla Lazio sotto la gestione di Claudio Lotito. Come se la storia della Lazio fosse iniziata a metà del 2004 e non il 9 gennaio del 1900, come se i 120 anni di storia fossero divisi in modo netto tra A.L. e P.L., ovvero ANTE e POST Lotitum, come gli anni della nostra storia sono divisi in ANTE e POST Cristum…

È bellissimo che una società ricordi la sua storia, è bellissima l’iniziativa di esporre in bella mostra i propri trofei per dar modo ai tifosi di fare foto o di poter ammirare da vicino trofei che riportano alla mente imprese epiche. Ma perché solo gli ultimi 5? Perché solo quelli vinti da Lotito? Perché la Coppa Italia vinta contro l’Atalanta dovrebbe valere più di quella alzata al cielo a settembre del 1958 da Bob Lovati (il primo trofeo nella storia biancoceleste) o di quella vinta il 29 aprile del 1998 e che ha segnato l’inizio di una cavalcata trionfale che ha portato la Lazio a vincere addirittura 7 TROFEIIN  29 MESI? Sì, 7 trofei in 29 mesi, non 5 in 15 anni… E, tra l’altro, in quei 29 mesi la Lazio ha conquistato i trofei più importanti della storia del calcio romano, ovvero la Coppa delle Coppe e la Supercoppa d’Europa, gli unici due trofei riconosciuti dall’Uefa conquistati da una squadra romana in Europa.

Esporre solo quelle 5 coppe e lasciare, ad esempio, chiusi chissà dove in uno stanzino i trofei ricevuti dalla Federcalcio per i 2 scudetti vinti nel 1974 e nel 2000, è un vero schiaffo alla storia. Al centro del grande salone della Club House di Formello, Sergio Cragnotti aveva fatto costruire una bacheca in cui erano esposti tutti i trofei vinti dalla Lazio. E campeggiava in bella mostra la Coppa per lo scudetto vinto nel 1974. Perché l’impresa compiuta dal presidente del primo scudetto non era per Sergio Cragnotti un incubo con cui dover fare i conti continuamente e Umberto Lenzini non erano uno scomodo fantasma che turbava i suoi sogni. Anzi, quell’unico scudetto era uno stimolo per fare sempre meglio e per entrare nella storia. Per Lotito, invece, Cragnotti è un vero e proprio incubo, quindi da sempre lo attacca o fa di tutto per sminuire quello che è stato fatto in quella che resterà per sempre la gestione più vincente della storia della Lazio. Un ciclo entrato nella storia del calcio italiano! Sì, perché neanche la Juventus, il Milan o l’Inter sono riusciti a vincere addirittura 7 trofei in appena 29 mesi. E questo Claudio Lotito proprio non lo digerisce…

Il suo ego e la sua boria, quindi, lo hanno portato per l’ennesima volta a compiere un passo falso nel tentativo di attirare tutta l’attenzione su se stesso, su quello che fa lui nel tentativo maldestro di far dimenticare alla gente quello che eravamo prima del suo arrivo. Quindi, si esaltano ad esempio i 20.000 abbonati fatti quest’anno dimenticando che nel primo anno della gestione-Lotito gli abbonati erano addirittura 28.724. Tanti, pochi rispetto ai 41.539 abbonati ricevuti in eredità dalla gestione precedente, quella che con Ugo Longo presidente ha stabilità un record che appare impossibile da battere. Soprattutto per questa gestione. Quindi, si mettono in bella mostra 5 coppe vinte in 15 anni e si chiude in uno stanzino il resto della storia della Lazio. Per boria, ma anche perché Lotito sa benissimo che per lui sarà impossibile o quasi vincere uno scudetto o un trofeo europeo.

Se Lotito si comportasse in modo diverso, nessuno avrebbe difficoltà a riconoscergli i meriti acquisiti sul campo: sia i 5 trofei vinti che fanno di lui (a livello numerico, sia ben chiaro, perché uno scudetto ha un valore immenso…) il secondo presidente più vincente nella storia della Lazio che la normalizzazione della situazione finanziaria della Lazio. Che come dimostra anche l’ultimo bilancio (-13,2 nell’ultima stagione e 120,82 milioni di euro di indebitamento complessivo) non è rose e fiori come sostiene qualcuno, ma che è sicuramente migliore di quella di tutti gli altri grandi club italiani, Napoli escluso. Ma il Napoli, ripartendo da zero nel 2004, si è tolto le zavorre del passato, anche se a De Laurentiis va riconosciuto il merito di aver quasi triplicato il fatturato della società negli ultimi due lustri. Quindi, i meriti di Lotito ci sono e sono sotto gli occhi di tutti. E non serve cancellare o calpestare la storia per metterli in evidenza. Anzi, agendo in questo modo, Lotito non fa altro che scavare ancora di più un solco tra lui e quel mondo Lazio che non ama, che in alcuni casi lo odia e che nella migliore delle ipotesi lo sopporta perché si è rassegnato all’idea che lui oramai ha blindato la sua posizione alla guida della Lazio al punto da rendere quasi impossibile un domani senza un Lotito alla guida della Lazio.




Accadde oggi 20.11

1921 Roma, campo della Rondinella - Lazio-Juventus Audax 1-1
1927 Roma, campo Rondinella - Lazio-Milano 3-1
1932 Torino, stadio di Corso Marsiglia - Juventus-Lazio 4-0
1949 Roma, Stadio Nazionale - Lazio-Triestina 2-0
1977 Roma, stadio Olimpico - Roma-Lazio 0-0
1983 Torino, stadio Comunale - Torino-Lazio 4-0
1988 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Verona 3-1
1994 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Padova 5-1
2005 Genova, stadio Luigi Ferraris - Sampdoria-Lazio 2-0

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 16/10/2019
 

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