06 Ottobre 2019

La Lazio si fa male da sola...
di Stefano Greco

Mi dispiace dirlo, ma così non si va da nessuna parte. Una squadra tecnicamente superiore, non può commettere certi errori, davanti e dietro, rischiando addirittura di perdere una partita che poteva e doveva vincere con un paio di gol di scarto. E oggi, mi dispiace, hanno sbagliato tutti, compreso Simone Inzaghi.

Non si può, se si hanno grandi ambizioni, regalare due gol agli avversari; non si può, se si punta al quarto posto, buttare un rigore in quel modo a tre minuti dal termine; non si può, se si è lucidi, far battere il rigore a Correa (che se ha un limite è quello di non essere lucido in zona gol) quando hai l’esperienza di Parolo, la classe di Luis Alberto e la potenza di Milinkovic; non si può, se giochi da una vita ad alto livello, fare due falli come quelli che ha fatto Lucas Leiva che per tutta la partita ha camminato sul filo; non si può, stando in panchina, non vedere che Lulic cammina e si perde l’uomo sempre e che Luis Felipe, quando prende un giallo, diventa un pericolo pubblico perché esce dalla partita con la testa. Non si può, infine, continuare a giocare con un portiere che non sa uscire e trasforma ogni cross avversario in un brivido.

Sarebbe troppo facile oggi gettare la croce addosso a Correa per il rigore sbagliato o a Inzaghi per il cambio di Immobile all’apparenza incomprensibile, perché questi due punti oggi li ha buttati la squadra: dal portiere all’allenatore, escluso Ciro Immobile. Sì, proprio uno dei giocatori più contestati da una tifoseria oramai isterica che cerca sempre un capro espiatorio pe r giustificare delusioni e mancati salti di qualità, quando la realtà è che la Lazio di oggi è la stessa di ieri, perché in questi due mesi di campionato nessuno dei nuovi acquisti è riuscito, non solo a fare la differenza, ma diventare insostituibile nello scacchiere di Inzaghi e a scalzare chi c’era prima. E se la Lazio lo scorso anno aveva lacune evidenti che dovevano essere colmato, almeno da quello che si è visto in queste prime sette giornate di campionato quelle falle non sono state tappate. La Lazio sta andando meglio rispetto allo scorso anno solo perché Immobile ha fatto 7 in 7 giornate (e c’è qualcuno che ha ancora il coraggio di rompergli le scatole in questa città assurda…) e sia Milinkovic Savic che Luis Alberto sono tornati ad essere quelli di due anni fa e non le controfigure viste lo scorso anno. Ma Correa aveva il difetto di non vedere la porta e quel difetto gli è rimasto; Lulic e Radu dovevano essere due alternative e invece sono ancora titolari inamovibili… E via discorrendo. Per questo la Lazio continua a restare ai margini della zona Champions League, ma sta a 5 punti dall’Atalanta e a pari punti con il Cagliari e la Fiorentina che ha cambiato 9 giocatori su 11. E questo già dice tanto, se non tutto.

Poi, per carità, nulla è perso e può succedere ancore di tutto in questa stagione. Così come i vari Vavro, Jony e Lazzari potrebbero esplodere e Adekanye dimostrare di essere un giocatore di calcio vero e non una semplice figurina, ma siamo nel campo delle speranze. Una certezza, invece,  è legata al fatto che Strakosha commette oggi gli stessi errori che commetteva quando giocava con la Primavera, causati da difetti che oramai possono essere considerati strutturati, cronici. Un altro fatto, è che questa squadra continui a piacersi troppo, ad essere a tratti bella ma troppo narcisa e poco concreta. E i 7 pali presi in questo inizio di stagione (compreso il rigore di Correa), non possono essere una giustificazione per tutti questi punti gettati al vento. Il problema è l’atteggiamento, un altro problema sono i troppi regali fatti agli avversari. L’ultimo problema è legato alle scelte di Inzaghi, a volte incomprensibili: cambi o esclusioni che hanno poco senso, anche in chiave turnover. Poteva starci Marusic in partenza al posto di Lazzari così come Lulic con Jony (che ha problemi familiari, gravi) all’inizio in panchina. Ma Jony doveva entrare prima, perché il Bologna stava sulle gambe e Lulic camminava. Non ci sta, invece, Bastos fuori e Luis Felipe in campo, perché l’angolano sta in forma e quando è entrato ha dato solidità a destra.

Non ho mai gettato la croce addosso a Inzaghi, ma certe decisioni di Simone quest’anno sembrano quasi provocatorie, una sfida e non si capisce verso chi: se verso la società rea di non aver fatto tutto quello che doveva fare (ma lui a fine mercato ha detto di essere soddisfatto…) o verso la piazza che oramai lo contesta apertamente qualsiasi cosa faccia.

Questi sono alcuni dei problemi. La cosa positiva, invece, è il rendimento di Ciro Immobile, oggi più che mai vera anima e uomo in più di questa squadra. Ciro ha ritrovato il feeling con il gol (anche in Nazionale, finalmente…) ma ha capito anche che deve a volte deve anche mettere da parte l’egoismo per mettersi a disposizione della squadra. E specie dopo quello sfogo plateale contro Inzaghi, lo ha capito. Forse definitivamente. E dopo una giornata come questa in cui la Lazio ha buttato dalla finestra altri due punti, facendosi per l’ennesima volta male da sola l’unica nota positiva è e resta proprio e solo Ciro Immobile…

PS: l’unica cosa che rende meno amaro questo pareggio, è che a prendersi il punto sia stato Sinisa Mihajlovic. Vedere Sinisa piegato fisicamente e segnato sul volto come lo abbiamo visto oggi, è un pugno nello stomaco, di quelli che ti tolgono il respiro. Ma Sinisa è un guerriero e riuscirà a vincere anche questa battaglia. Me lo auguro e credo che se lo auguri chiunque, anche che non è laziale o bolognese. FORZA SINISA!




Accadde oggi 16.10

1921 Roma, campo della Rondinella - Lazio-Vittoria 4-0
1927 Roma, stadio Nazionale - Lazio-Alessandria 0-1
1932 Milano, stadio Civico Arena - Ambrosiana-Lazio 1-2
1938 Bologna, stadio Littoriale - Bologna-Lazio 2-0
1949 Roma, Stadio Nazionale - Lazio-Roma 3-1
1953 Nasce a Briosco (MI) Giuliano Terraneo
1955 Roma, stadio Olimpico - Roma-Lazio 0-0
1983 Roma, stadio Olimpico - Lazio-NY Cosmos 3-1
1988 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Torino 1-1
1994 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Napoli 5-1
1999 Udine, stadio Friuli - Udinese-Lazio 0-3
2001 Roma, stadio Olimpico - Lazio-PSV Eindhoven 2-1
2005 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fiorentina 1-0

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 16/10/2019
 

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