14 Agosto 2019

Il funerale non si nega a nessuno...
di Stefano Greco

“Il funerale non si nega a nessuno”. Gentile Questore di Roma, Carmine Esposito. Ho deciso di scriverle questa lettera aperta dopo aver assistito alla “farsa” andata in scena ieri mattina all’alba al cimitero di Prima Porta, blindato e presidiato dalla forze di Polizia come succedeva in anni bui della nostra storia, negli anni di piombo, in occasione dei tanti funerali di qualche militante ucciso dalle forze dell’ordine oppure da avversari politici. So che il termine “farsa” può sembrarle esagerato oppure offensivo, ma spiegherò in seguito perché ho deciso di utilizzare quel termine e quanto questa sua decisione non aveva alcuna base logica.

Le scrivo da privato cittadino, perché non sono un avvocato e nemmeno un parente o un amico di Fabrizio Piscitelli. Anzi, noi due tutto eravamo meno che amici e a unirci era solo un sottile filo: la passione per la Lazio. Anche se vissuta su versanti diversi, direi quasi opposti ultimamente. Ma veniamo al motivo che mi ha spinto a scriverle questa lettera. Ho deciso di aprire con una frase pronunciata in questi giorni da don Sergio Pellini, il parroco di Santa Maria Ausiliatrice, la Basilica del Tuscolano a quattro passi da via Amulio, dove hanno sede gli Irriducibili, la chiesa dove la famiglia aveva deciso di celebrare il funerale di Fabrizio Piscitelli. “Il funerale non si nega a nessuno”. Sembra una frase banale, scontata, ma a quanto pare non lo è. Perché in questa città, purtroppo, la normalità oramai non è più di casa, da tempo. Non sta né a me né a lei né ai tanti che si ergono a giudici sul web giudicare chi è stato e cosa è stato Fabrizio Piscitelli. Ma una cosa è chiara a tutti noi: ha subito processi e condanne, ma è morto da uomo libero. E un uomo libero ha dei diritti che nessuno può negare. Primo fra tutti quello di essere lasciato in pace, almeno da morto. Ma Lei, con la sua ordinanza, ha negato a lui, ai suoi familiari e alle persone che gli volevano bene questo diritto impedendo quel funerale pubblico e ordinando un rito privato che, tra l’altro, non è stato neanche celebrato per assenza sia dei familiari che della salma. Di questa sua decisone, resta solo l’immagine di uno spiegamento di forze dell’ordine da derby assolutamente inutile. Un danno d’immagine ma anche un danno economico. Senza contare poi l’effetto boomerang, sottovalutato sia da Lei che da chi la consiglia… male aggiungerei, perché chi conosce le dinamiche del tifo e del movimento ultras, sa benissimo che quel funerale non rappresentava alcun rischio, mentre la sua decisione e questo braccio di ferro assurdo con la famiglia rischia di diventare sì una pericolosa miccia.

Non parlo per sentito dire. Sono stato Ultras da ragazzo, conosco il “codice” non scritto e le spiego perché è stato un errore negare quel funerale. Lei ricorderà bene, immagino, il funerale di Gabriele Sandri. Un ragazzo ucciso non da un killer sconosciuto e per motivi che con il calcio non hanno nulla a che fare, ma un giovane tifoso ucciso da un poliziotto mentre stava andando a vedere una partita di calcio. Lei ricorderà bene quale reazione ha scatenato quell’11 novembre del 2007 la morte di quel ragazzo, con alcuni quartieri di Roma messi a fuoco e fiamme (nel vero senso della parola), con commissariati di Polizia assaltati al Flaminio e guerriglia che a Roma non si vedeva dagli anni di piombo. Bene, nonostante tutto quello che era successo, nessuno si è neanche lontanamente sognato di negare alla famiglia di celebrare il rito funebre, pubblico. Il funerale di Gabriele Sandri è stato celebrato e nonostante la presenza a Roma di Ultras arrivati da tutta Italia e anche dall’estero, non solo non si è verificato alcun incidente, ma il capo della Polizia è entrato in chiesa senza scorta e senza ricevere né insulti né contestazioni. È entrato con la folla che si apriva in silenzio sulla piazza e poi sulla scalinata della chiesa. E questo è successo al funerale di un tifoso ucciso pochi giorni prima da un poliziotto. Non di un uomo ucciso da un killer in un parco.

Quel giorno, in quella piazza si sono mischiati e abbracciati rappresentanti di tifoserie che si odiano da una vita, per il semplice motivo che in occasione di un funerale, quando c’è un morto da piangere, non esistono AMICI o NEMICI. Si azzera tutti. Come succedeva nella Grande Guerra quando dopo una feroce battaglia scendevano in campo i rappresentanti della Croce Rossa per raccogliere morti e feriti e nessuno osava sparare un colpo da quelle due trincee contrapposte. La stessa cosa, è successa qualche giorno fa in occasione di quella fiaccolata al Tuscolano, in cui tra la folla c’erano tutte le anime della tifoseria laziale e anche tifosi di altre squadre. Amici e nemici (o presunti tali) mischiati. E la stessa cosa sarebbe successa al funerale, se Lei non fosse stato mal consigliato e non avesse negato quel rito pubblico. Sì, sarebbero arrivati tifosi da tutta Italia e da tutta Europa, ma non sarebbe successo nulla e tutti avrebbero rispettato il “codice”. Come in occasione del funerale di Gabriele Sandri.

Invece, dopo la “farsa” di ieri, con quei blindati schierati a Prima Porta, con quei lampeggianti che squarciavano il buio e con quel luogo di culto trasformato in un bunker, con i caselli autostradali e le stazioni presidiate inutilmente, quei tifosi arriveranno lo stesso a Roma per celebrare un “Diabolik Day” e succederà probabilmente il 1° settembre, in occasione del derby. Alla luce del flop di ieri e di quello che potrebbe succedere tra poco più di due settimane, non era meglio far celebrare quel funerale? Non era meglio rispettare il dolore della famiglia invece di forzare la mano e dar vita a questo tanto assurdo quanto inutile braccio di ferro?

Perché vede, caro Questore ed esimio dottor Carmine Esposito, a voler essere qualunquisti verrebbe da chiedersi: con quale diritto e con quale faccia si nega un funerale a un libero cittadino quando in questa stessa città, ad agosto del 2015 in occasione del funerale di Vittoria Casamonica è andato in scena quel Carosello, con tanto di petali di rosa gettati dal cielo da un elicottero alla musica de “Il padrino” a fare da colonna sonora  a quello show? Quattro anni fa il prefetto Gabrielli disse: “Non eravamo informati”. Poi si parlò di “distrazione da ferie d’agosto” per giustificare quello show e la facilità con cui era stato aggirato il divieto di volare senza permesso sui cieli di Roma.

Ecco, per il funerali di Fabrizio Piscitelli non era prevista né una caduta di petali di rosa dal cielo, né la musica de “Il padrino” né l’uso di Rolls Royce per accompagnare il feretro trasportato da sei cavalli neri che trainavano una carrozza antica. No, non era previsto nulla di tutto questo. Al massimo un inno della Lazio o qualche coro da stadio. E allora la domande è: perché?

Quel PERCHÉ, caro Questore, è una miccia che avete acceso voi, mostrando tra l’altro inutilmente i muscoli e usando in modo ingiustificato il pugno di ferro. Non è negando un funerale che si dimostra di saper gestire l'ordine pubblico, così come non è giocando a porte chiuse che si risolvono i problemi del calcio italiano o facendo giocare il derby romano (e solo quello) ad orari improponibili che si dimostra di essere bravi ed efficienti. Anzi, se permette, quello di negare il funerale pubblico è autogol è molto più grave e pericoloso di quello che vi siete fatti il 20 agosto del 2015 in occasione del funerale del “Re di Roma”a cui nessuno di voi si è opposto, anzi... Ecco perché ho parlato di “farsa” all’inizio, ecco perché nessuno è riuscito a comprendere il perché di questa decisione che Lei ha preso e che i suoi superiori hanno avallato.




Accadde oggi 08.12

1927 Roma, stadio Nazionale - Lazio-Reggiana 1-1
1929 Roma, stadio Rondinella - Lazio-Roma 0-1
1932 Vercelli, stadio Leonida Robbiano - Pro Vercelli-Lazio 1-1
1935 Torino, stadio Filadelfia - Torino-Lazio 0-2
1936 Bellinzona, - Bellinzona-Lazio 2-8
1937 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Brescia 0-1
1940 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Torino 0-2
1946 Genova, stadio Luigi Ferraris - Genoa-Lazio 3-0
1948 Trieste, Stadio Comunale (detto Valmaura) - Triestina-Lazio 4-1
1949 Roma, Stadio Nazionale - Lazio-Atalanta 1-1
1955 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Napoli 1-1
1957 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Torino 1-1
1963 Torino, stadio Comunale - Torino-Lazio 2-0
1968 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Perugia 1-1
1985 Perugia, stadio Renato Curi – Perugia-Lazio 0-0
1991 Cremona, stadio Giovanni Zini - Cremonese-Lazio 2-0
2005 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Cittadella 2-0
2007 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Catania 2-0

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 16/10/2019
 

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