04 Agosto 2019

Correa-Luis Alberto: fantasia al comando
di Stefano Greco

Ce lo diciamo ogni anno, a volte per tirarci su il morale e a volte per restare con i piedi per terra: il calcio d’estate conta poco o nulla, perché è illusorio, come un miraggio in mezzo al deserto. È vero, ma anche dal calcio d’estate arrivano spesso e volentieri dei messaggi importanti. E da questa estate del 2019, senza guardare i risultati, parlando di Lazio arrivano due indicazioni importanti: 1) Lo spirito di gruppo. 2) La rinascita di Luis Alberto e la definitiva consacrazione di Correa. Poi ci sono anche dei campanelli d’allarme, come i troppi gol subiti e l’impressione che la rosa, con o senza Milinkovic, non sia ancora completa. Ma il mercato chiude il 1° settembre e sono deciso a mantenere la parola data di tirare una linea solo dopo il gong finale. Senza illudermi, ma anche senza puntare l’indice prima della fine dei giochi.

Quella che sta nascendo è una Lazio tutta fantasia, molto simile a quella di due anni fa e anche a quella del primo anno di Roberto Mancini. Una squadra rigenerata nello spirito dopo le tensioni e i musi lunghi dello scorso anno, un gruppo che ha fatto finalmente la preparazione giusta senza i ritardi della passata stagione causati dalla ripresa ritardata a causa dei Mondiali o gli infortuni che hanno accompagnato per quasi tutta l’annata qualche giocatore condizionandone pesantemente il rendimento. Luis Alberto in testa. E il risultato è sotto gli occhi di tutti: una squadra che corre e si diverte, giocatori che scendono in campo sereni e grazie a quella serenità tentano giocate all’apparenza impossibili. E il “Tucu” Correa è l’emblema della nuova Lazio che Simone Inzaghi sta forgiando.

“Cerco di puntare l'uomo, di fare qualcosa di diverso. Ogni tanto mi riesce, sono contento. Ma soprattutto sono felice dell'atteggiamento della squadra. Manca qualcosina da affinare, ma abbiamo fatto una preparazione ottima. Abbiamo corso tanto. Siamo in forma, la squadra sta bene fisicamente. Siamo concentrati e segniamo tanto facendo belle giocate. Insomma, ho buone sensazioni”.

Correa e Luis Alberto possono essere veramente gli uomini in più della Lazio 2019-2020. È vero, non sono dei nuovi acquisti, ma sono sicuramente dei giocatori diversi rispetto a quelli visti un anno fa. Lo spagnolo sta ripercorrendo la strada che ha fatto nell’estate del 2017 e che lo ha portato ad essere la grande sorpresa e il protagonista assoluto di quell’annata; l’argentino oramai si è inserito completamente, ha capito dove sta, cosa vuole da lui l’allenatore ed è entrato in sintonia con i compagni. Non più giocate tanto per mettersi in mostra, ma numeri da circo con la palla tra i piedi per arrivare al gol o per regalare un assist ad un compagno, proprio come ha fatto l’altro giorno a Bournemouth.

Lo scorso anno abbiamo solo visto degli sprazzi di Correa, qualche lampo isolato di questo giocatore in grado di spaccare in due le partite e le difese avversarie, come ha fatto nel derby, come ha fatto la sera della finale di Coppa Italia. Un giocatore in grado di cancellare completamente il rimpianto per la partenza di Felipe Anderson, perché ha le stesse caratteristiche del brasiliano senza avere quei problemi di “testa” che hanno condizionato molto il rendimento di Felipe Anderson nelle sue stagioni in biancoceleste. Forse il “Tucu” non ha la potenza di Keita, ma il suo modo di giocare ricorda molto quello del ragazzino senegalese di passaporto spagnolo che nella stagione 2016-2017 segnò addirittura 16 gol in campionato formando con Immobile una coppia-gol da 40 reti che trasformò la Lazio dopo l’annata deludente che aveva portato al licenziamento di Pioli e all’arrivo di Inzaghi sulla panchina biancoceleste. È vero, alla Lazio per disputare una stagione in cui la squadra dovrà giocare come minimo 46 partite (38 di campionato, almeno 2 tra Supercoppa e Coppa Italia, più 6 sicure di Europa League) serve un altro attaccante da inserire in rosa, ma Correa è la spalla ideale di immobile e potrebbe diventare un attaccante da doppia cifra sicura in questa stagione.

Correa e Luis Alberto, ovvero la fantasia al comando. Due giocatori in grado di tirare fuori il coniglio dal cilindro magico e di rendere assolutamente imprevedibile una squadra che lo scorso anno giocava sì a memoria ma dava sempre l’impressione di svolgere il compitino: senza guizzi, senza quell’impegno e quella voglia di spaccare tutto che trasformano una buona squadra in una squadra in grado di puntare in alto. E, soprattutto, senza quella continuità indispensabile per fare grandi cose in un campionato in cui non esistono partite scontate. Questo è stato il vero tallone d’Achille della Lazio dello scorso anno, la mancanza di continuità: grandi partite, con la luce che poi si spegneva all’improvviso provocando tonfi clamorosi come la sconfitta in casa con il Chievo, quella in casa del genoa, oppure quei pareggi interni contro Sampdoria e Sassuolo che hanno tolto alla Lazio la possibilità di arrivare fino in fondo.

Siamo in estate, è vero, ma questa sembra veramente una Lazio diversa. Per carità, con i soliti difetti e le solite amnesie in difesa (5 gol subiti contro Bournemouth e Paderborn sono tanti, troppi…), ma con uno spirito che la può portare lontano. Soprattutto se resta Milinkovic Savic e se il “sergente” non perderà il sorriso che lo ha accompagnato in queste settimane. Un viso e uno spirito completamente diverso da quello del giocatore sbarcato a Roma l’estate scorsa con la faccia di chi stava per andare ai lavori forzati, di chi si sentiva privato di qualcosa. Quello di oggi è un Milinkovic diverso, con la speranza che lo sia anche dopo l’8 agosto. Se così fosse, allora questa potrebbe essere veramente una stagione “divertente”, un’estate destinata a durare fino a maggio…




Accadde oggi 16.10

1921 Roma, campo della Rondinella - Lazio-Vittoria 4-0
1927 Roma, stadio Nazionale - Lazio-Alessandria 0-1
1932 Milano, stadio Civico Arena - Ambrosiana-Lazio 1-2
1938 Bologna, stadio Littoriale - Bologna-Lazio 2-0
1949 Roma, Stadio Nazionale - Lazio-Roma 3-1
1953 Nasce a Briosco (MI) Giuliano Terraneo
1955 Roma, stadio Olimpico - Roma-Lazio 0-0
1983 Roma, stadio Olimpico - Lazio-NY Cosmos 3-1
1988 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Torino 1-1
1994 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Napoli 5-1
1999 Udine, stadio Friuli - Udinese-Lazio 0-3
2001 Roma, stadio Olimpico - Lazio-PSV Eindhoven 2-1
2005 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fiorentina 1-0

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 16/10/2019
 

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