11 Luglio 2019

Stefan, Milan e l'altra Lazio...
di Stefano Greco

C’è una Lazio che si appresta a fare le valigie per partire alla volta di Auronzo di Cadore per preparare la nuova stagione. C’è un’altra Lazio, invece, che aspetta che si liberi Formello per iniziare a lavorare per gettare le basi fisiche per un futuro che con la Lazio non ha più nulla a che vedere.

È l’altra Lazio, quella degli “epurati”, quella dei giocatori in attesa di sistemazione, quella degli acquisti inutili che ancora pesano sul bilancio della società, delle promesse mai mantenute e dei ragazzi usciti dalla Primavera in attesa di sistemazione. È la Lazio di Radu e Badelj, del trio Kishna-Di Gennaro-Vargic, di Minala e Tounkara, come di Lombardi, Bizziccheri, Spizzichino, Bari, Mohamed e Baxevanos. Un gruppetto che da domani inizierà a sudare agli ordini del preparatore atletico messo a disposizione della società, perché questo prevede il regolamento, perché questo è il risultato delle rose extralarge del calcio moderno.

Mentre non fa più di tanto impressione vedere in questo gruppo giocatori come Kishna, Vargic e Di Gennaro, perché soprattutto gli ultimi due erano acquisti inutili già in partenza, fa decisamente impressione vedere in testa a questo gruppetto Stefan Radu e Milan Badelj: il primo perché fino a pochi mesi fa era il capitano senza fascia del gruppo di Inzaghi, leader non solo per le 12 stagioni di militanza e le 348 presenze con la maglia biancoceleste; il secondo, perché proprio l’11 luglio di un anno fa aveva giocato la semifinale con l’Inghilterra che aveva spalancato alla Croazia la finale mondiale con la Francia.

Due storie completamente diverse quelle di Milan e di Stefan. Il croato non è mai riuscito ad integrarsi in questo gruppo, forse perché è partito in ritardo rispetto al resto del gruppo, forse perché sognava di avere un ruolo diverso o di godere di una considerazione diversa da parte dello staff tecnico, forse perché fa parte di quella categoria di giocatori che hanno bisogno di giocare sempre e di sentirsi importanti per rendere al massimo. Tra Badelj e la Lazio non è andata. Succede. E quando succede ci si lascia con una stretta di mano e con la speranza che l’addio porti qualcosa di buono ad entrambi: a Milan una squadra in cui recitare un ruolo importante, alla Lazio soldi e plus valenza, visto che un anno fa Badeli era arrivato a costo zero e nonostante tutto quello che è successo nella passata stagione ha ancora un buon mercato.

Completamente diversa è la storia di Stefan Radu. A causa di un litigio con qualche compagno di squadra e uno ancora più duro con Igli Tare, il rumeno si è ritrovato fuori dal gruppo. Una frattura resa ancora più palese dall’assenza di Radu ieri in Campidoglio, visto che pur entrando a partita in corso (perché per decisione dall’alto non doveva partire tra i titolari…) Stefan era stato uno dei grandi protagonisti della finale di Coppa Italia vinta contro l’Atalanta, del quinto trofeo conquistato nell’era-Lotito: cinque trofei sotto i quali, in calce, c’è sempre la firma di Stefan Radu. Una firma cancellata con il bianchetto, su decisione di Igli Tare.

Quello tra Tare e Radu non è mai stato un rapporto facile, perché Stefan è l’unico giocatore in rosa che non è stato acquistato dal gigante di Valona. Radu è “figlio” di Walter Sabatini, l’unico vero regalo fatto a Delio Rossi dalla Lazio nell’estate del 2007 dopo quella qualificazione alla Champions League conquistata proprio battendo la Dinamo Bucarest in cui militava quel difensore che era considerato una delle promesse del calcio rumeno e che aveva esordito ad appena 17 anni tra i professionisti. L'accordo tra Lazio e Dinamo è stato sancito proprio la sera di quella sfida di ritorno di Champions League, ma Stefan Radu è approdato alla Lazio solo a gennaio 2008 (non avrebbe potuto giocare in Champions League...) per 1 milione di euro di prestito più 5,5 milioni di euro di riscatto. Nell’estate del 2019 può lasciare la Lazio a costo zero, nonostante due anni di contratto. Il problema, è che Stefan Radu non vuole lasciare la Lazio e in questi giorni ha fatto di tutto per ricucire lo strappo. Inutilmente. Non sono bastati né un sms di scuse né quelle fatte a voce e l’unica possibilità di rimettere insieme un rapporto andato in frantumi è legata ad un intervento dall’alto da parte del presidente. Perché solo Claudio Lotito può convincere Igli Tare a fare marcia indietro, visto che neanche le pressioni da parte di Inzaghi hanno fatto recedere il DS dalla sua decisione di escludere Radu dalla rosa che partirà alla volta di Auronzo di Cadore. A Stefan, quindi, per ora resta solo l’altra Lazio, quella destinata a sudare sui campi di Formello. In attesa di un piccolo miracolo. E proprio perché crede nei miracoli, Radu fino ad oggi ha rifiutato almeno tre offerte arrivate dall’Italia e un paio dall’estero. Ma, come detto, serve veramente un miracolo, un segnale da Villa San Sebastiano…




Accadde oggi 15.09

1929 Roma, Stadio Rondinella - Lazio-Pistoiese 4-0?
1935 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Budapest III Ker 4-0
1946 Roma, Stadio Nazionale - Lazio-Salernitana 3-0
1957 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Bologna 4-3
1963 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fiorentina 1-1
1968 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Bologna 1-1
1985 Bologna, stadio Renato Dall’Ara – Bologna-Lazio 1-0
1991 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Atalanta 1-1
1993 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Lokomotiv Plovdiv 2-0
2002 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Chievo 2-3
2007 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Empoli 0-0

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Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 9/8/2019
 

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