07 Luglio 2019

Il garante della Lazio? Deve essere Inzaghi!
di Stefano Greco

Manuel Lazzari alla fine indosserà la maglia della Lazio e partirà con il gruppo guidato da Inzaghi alla volta di Auronzo di Cadore. Non può essere altrimenti, perché dopo due anni di inseguimenti e l’annuncio “urbi et orbi” dell’ingaggio del laterale destro della SPAL, tornare indietro è impossibile. E allora, perché le visite mediche programmate per domani sono saltate? Perché le trattative della Lazio non finiscono mai, ci sono sempre dettagli da definire, cifre da limare, tempi di pagamento da digerire o dilazioni da far digerire alla controparte. Ogni volta, sembra quasi di assistere alla famosa trattativa tra i fratelli Capone e Mezzacapa per quantificare il risarcimento per il muro abbattuto. Una trattativa che inizia con la storica frase: “I fratelli Capone hanno sempre pagato, ha capito? Oh…”.

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Da Ferrara hanno fatto sapere ufficialmente che loro hanno fatto tutto quello che c’era da fare e che tocca solo alla Lazio chiudere definitivamente la vicenda. Lotito, quindi, alla fine pagherà, cercando come sempre di tirare acqua al proprio mulino. È fatto così e non cambierà mai. Vale sia per le trattative in entrata che per quelle in uscita, possibile cessione di Milinkovic Savic in testa. Ogni anno il serbo sembra sul piede di partenza, ma fino ad oggi è restato non perché Lotito abbia resistito davanti a proposte indecenti, ma per il semplice motivo che quella famosa proposta indecente non è mai arrivata ufficialmente sul tavolo. Magari a parole, magari a livello di sondaggio, ma un fax ufficiale con una cifra superiore ai 100 milioni di euro non è mai arrivato, altrimenti oggi Milinkovic Savic non sarebbe sulla lista dei partenti per Auronzo di Cadore ma indosserebbe un’altra casacca. Giustamente, anche, perché così come davanti a 300 milioni di euro anche il PSG si rassegnerà all’idea di lasciar andare Neymar, così la Lazio non si può permettere di dire di NO a 100 milioni di euro o addirittura di più per Milinkovic Savic, visto che quella cifra rappresenta più del 70% dell’intero fatturato annuale della società. Oltra ad una plus valenza che supera i 90 milioni di euro, visto che tra acquisto e bunus la Lazio sul serbo ha investito poco più di 12 milioni di euro.

Insomma, domani si riparte con qualche certezza in più ma anche con tanti punti interrogativi, legati a situazioni non risolte (o non chiarite, caso-Radu in testa…) o a giocatori destinati a partire per Auronzo di Cadore ma che potrebbero non indossare più questa maglia al via della stagione 2019-2020. Sia ben chiaro, è così per tutti, Juventus in testa, perché anche se sono già stati tanti i botti in apertura di mercato sono tantissime le questioni irrisolte sul tavolo. Basta pensare a quello che sta succedendo in casa-Inter, con Icardi e Naiggolan che ieri sono stati messi alla porta da Marotta, senza margini di trattativa e senza possibilità di ricucire il rapporto. Ma, almeno, lì la società è stata chiara. Qui da noi, invece, siamo ai SI DICE sulle cause dell’accantonamento di Stefan Radu che, al contrario di Icardi e Nainggolan, non partirà neanche per il ritiro, nonostante un contratto rinnovato da poco che lo lega alla Lazio fino al 30 giugno 2021.

Qualcuno ha attribuito le cause di questo divorzio ad una lite tra Inzaghi e Radu, mentre in realtà è proprio Inzaghi (insieme a Peruzzi) che sta cercando di ricucire il rapporto tra il rumeno e la società (Tare…) dopo la lite tra Radu e un paio di compagni di squadra (Wallace e Bastos, tanto per non fare nomi), accusati di scarso attaccamento alla maglia. I margini per ricucire il rapporto sono minimi, ma c’è spazio, perché se è vero che Inzaghi ha già avuto un difensore in più, Vavro, è altrettanto vero che la Lazio ha chiesto a Jorge Mendes di trovare una collocazione a Wallace e la Lazio è pronta ad ascoltare proposte per Bastos. Insomma, dietro i giochi sono tutt’altro che chiusi e se entro fine mercato Inzaghi non avrà i difensori che ha chiesto chiederà il reintegro di Radu.

Già, Inzaghi. Mai come quest’anno i riflettori sono puntati tutti sull’allenatore, perché firmando quel rinnovo di contratto (anche se solo per un anno in più e con la clausola di potersi liberare comunque a fine giugno del 2020 in caso di offerte…) Simone è diventato un certo senso il “garante del progetto”, del nuovo ciclo che si aprirà ufficialmente domani. Per questo, i tifosi si aspettano parole chiare a fine mercato da parte dell’allenatore, perché non è più il momento dei si dice, delle frasi di circostanza, di quel detto e non detto che lascia troppi spazi alla libera interpretazione dei fatti e delle parole. I tifosi si aspettano che Simone Inzaghi alla fine del mercato dica in modo chiaro se quella che è stata costruita è o no la Lazio che lui voleva, se sono state seguite le sue indicazioni, se sono stati coperti i buchi in organico e, soprattutto, se quelle caselle sono state riempite con giocatori di suo gradimento, non con figurine messe lì (il Durmisi dello scorso anno, tanto per non fare nomi…) tanto per riempire l’album. Perché è arrivato il momento in cui ognuno si deve prendere le proprie responsabilità, allenatore in testa. Perché poi è troppo facile fare il Ballardini di turno che dice sì a tutto e poi a distanza di anni racconta che era obbligato a dire sì a tutto, ad assumersi anche responsabilità di altri per conservare il posto. I tifosi hanno affidato le chiavi della Lazio a Simone Inzaghi, a fine mercato devono capire se quelle chiavi sono in mani sicure, se possono fidarsi del secondo allenatore più vincente della storia della Lazio. Oppure se Inzaghi è solo uno dei tanti che amano la Lazio ma che sono disposti ad ingoiare qualsiasi cosa pur di conservare la panchina in attesa di volare altrove. Lui e solo lui può essere il garante dell’esistenza di un vero progetto di crescita. Perché è l’unico che ha ancora un minimo di credibilità…




Accadde oggi 15.09

1929 Roma, Stadio Rondinella - Lazio-Pistoiese 4-0?
1935 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Budapest III Ker 4-0
1946 Roma, Stadio Nazionale - Lazio-Salernitana 3-0
1957 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Bologna 4-3
1963 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fiorentina 1-1
1968 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Bologna 1-1
1985 Bologna, stadio Renato Dall’Ara – Bologna-Lazio 1-0
1991 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Atalanta 1-1
1993 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Lokomotiv Plovdiv 2-0
2002 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Chievo 2-3
2007 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Empoli 0-0

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 9/8/2019
 

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