02 Luglio 2019

"Lazzari, vieni fuori"...
di Stefano Greco

Si è parlato talmente tanto di lui in questi due anni, che quella di Manuel Lazzari è diventata quasi una figura mitologica alla Romolo e Remo, oppure una di quelle che campeggiavano nel Pantheon romano e che corrispondevano a quelle dei miti greci: tipo Giove che altro non era che lo Zeus dei greci. Il sogno Lazzari è morto per due estati consecutive e ora all’improvviso è risorto a nuova vita, quindi più che “benvenuto Lazzari” verrebbe quasi da dire “sorgi Lazzari”. O, meglio ancora, parafrasando le parole attribuite a Gesù nel Vangelo secondo Giovanni (Gv 11:1-44) nel momento del miracolo della resurrezione di Lazzaro di Betania: “Lazzari, vieni fuori”.

Lasciando da parte religione e mitologia, l’arrivo di Manuel Lazzari è realtà. Non c’è ancora il comunicato ufficiale della SS Lazio (ma, si sa, la società in questo non brilla…), ma la cosa è data per fatta da tutti, quindi la diamo per buona, con Simone Inzaghi che può tirare finalmente un sospiro di sollievo dopo due anni di inseguimento e un corteggiamento serrato nelle ultime settimane fatto di telefonate rassicuranti al laterale destro della SPAL e di promesse che alla fine la situazione di sarebbe sbloccata.

Manuel Lazzari sta alla Lazio di Inzaghi come Francesco Acerbi, nel senso che così come un anno fa Simone Inzaghi è andato a sbattere i pugni sul tavolo in quel di Formello (o di Villa San Sebastiano, fate voi) per mettere fine a quel tira e molla che rischiava di far saltare l’arrivo del centrale che l’allenatore aveva scelto per coprire quella casella lasciata vuota dalla partenza di De Vrij, quest’anno Simone ha messo al primo posto della lista il nome di Lazzari e ha fatto di tutto per portare a Formello questo ragazzo in cui crede fermamente. Non sarà Djalma Santos (per i più giovani, Djalma Santos era il terzino-fenomeno del Brasile di Pelé), ma Manuel Lazzari con il suo arrivo chiude finalmente quel buco a destra che si era aperto “solo” 8 estati fa con la partenza di Stephan Lichtsteiner. E, euro più, euro meno, Manuel Lazzari alla fine è costato quasi quanto quello che ha incassato 8 anni fa la Lazio dalla Juventus per la cessione dello svizzero. Peccato, che tra Lichtsteiner e Lazzari la Lazio si soldi ne abbia buttati al vento non pochi per trovare un sostituto degno: da Stankevicius a Marusic, passando per Pereirinha, Basta, Patric e Càceres, la Lazio ne ha spesi circa 20 di milioni di euro nel tentativo (fallito) di tappare quella falla a destra. Quella a sinistra, invece, è ancora aperta dal 2010, dall’estate in cui fu ceduto Kolarov al Manchester City.

Ma come dice un vecchio adagio: “Meglio tardi che mai”… Quindi, VIVA LAZZARI e lunga vita al laterale di Valdagno, fortemente voluto da Inzaghi. Già, Inzaghi. Da quando ha messo la firma sul rinnovo di contratto (un solo anno in più rispetto alla scadenza originaria del 30 giugno 2020…), Simoncino ha smesso di parlare e si è messo in finestra, per vedere che cosa esce fuori da questo mercato. Cosa vuole il tecnico piacentino per dare il via ad un nuovo ciclo, la società lo sa benissimo, così come lo sapeva un anno fa quando Inzaghi stilò la sua lista di “desiderata” che, oltre a Lazzari e Acerbi, comprendeva i nomi di Izzo, Zapata e Papu Gomez. Inzaghi non chiede la Luna, ma chiede certezze e non più scommesse. Non, almeno, nelle caselle dei titolari o nella prima alternativa in quelli che lui considera come i ruoli chiave. Tanto per fare un esempio, Jonathan Rodríguez Menéndez, meglio noto come Jony, può essere una buona scommessa da fare visto che arriva a costo zero o quasi, ma non può essere una certezza da cui ripartire. Magari lo diventerà cammin facendo, ma non lo può essere in partenza.

E, tanto per chiarire, non è stata di Simone Inzaghi la decisione di mettere alla porta Stefan Radu. Né lui né Lulic. Anche se, è chiaro, una società che vuole crescere deve partire dal presupposto che Radu e Lulic debbano essere delle alternative, un usato garantito buono per qualsiasi evenienza, ma di partenza non dei titolari fissi, non giocatori a cui chiedere 35/40 presenze al via di un’altra stagione che si annuncia ricca di impegni. Perché, pronti via, nella peggiore delle ipotesi la Lazio nella stagione 2019-2020 giocherà 46 partite ufficiali: 38 di campionato, 6 di Europa League più la Supercoppa e almeno gli ottavi di finale di Coppa Italia. Insomma, pronti via almeno 7 partite più del Milan.

Visto che quest’anno ho scelto di non parlare di mercato fino alla chiusura delle trattative, da tifoso prendo atto con grande soddisfazione dell’arrivo di Manuel Lazzari e gli auguri di conquistare grazie alla Lazio una delle 23 maglie a disposizione per gli Europei del 2020. È un ottimo acquisto, senza SE e senza MA. Questo non significa che farà sicuramente sfracelli, significa solo che sull’acquisto di Lazzari non si può e non si deve rimproverare nulla alla Lazio (se non il fatto che l’abbiano preso con un anno di ritardo, ma il passato è passato…), perché scegliendolo ha accontentato l’allenatore. E questo è quello che chiediamo da anni: che sia l’allenatore a scegliere i giocatori adatti al modulo, alla sua idea di gioco. E Lazzari lo è. Ora, per quel che mi riguarda, mi rimetto alla finestra. Senza aspettarmi nulla, senza arrovellarmi il cervello ad esempio pensando al futuro di Milinkovic Savic e Luis Alberto o sul nome del sostituto di Caicedo. Io aspetto, in silenzio. Come Simone Inzaghi. Con la speranza che Lazzari non sia il "contentino" dato dalla società all'allenatore come ha fatto lo scorso anni con Acerbi, ma solo un primo passo verso un qualcosa di diverso dal solito…




Accadde oggi 15.09

1929 Roma, Stadio Rondinella - Lazio-Pistoiese 4-0?
1935 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Budapest III Ker 4-0
1946 Roma, Stadio Nazionale - Lazio-Salernitana 3-0
1957 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Bologna 4-3
1963 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fiorentina 1-1
1968 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Bologna 1-1
1985 Bologna, stadio Renato Dall’Ara – Bologna-Lazio 1-0
1991 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Atalanta 1-1
1993 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Lokomotiv Plovdiv 2-0
2002 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Chievo 2-3
2007 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Empoli 0-0

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Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 9/8/2019
 

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