11 Maggio 2019

Tre punti di rimpianto....
di Stefano Greco

Gli ultimi di Cagliari-Lazio, forse sono l’immagine perfetta di questa stagione: una squadra in grado di dominare in lungo e in largo la partita che rischia addirittura di veder sfuggire sul filo di lana la vittoria. Questa è stata la Lazio di quest’anno, nel bene e nel male: una squadra incapace di gestire il vantaggio e, soprattutto, di sferrare il colpo del ko anche ad avversari oramai in ginocchio. Una squadra bella a metà, capace di vincere due volte a San Siro, di umiliare la Roma nel derby, ma anche di regalare giornate di gloria a squadre come Chievo e Genoa: la prima retrocessa e l’altra che continua a danzare sull’orlo del baratro.

Nella giornata in cui vede sfumare definitivamente il sogno Champions League, la Lazio ritrova la via della vittoria e risponde a distanza all’Atalanta: 2-1 a Cagliari come 2-1 ha vinto la squadra di Gasperini contro il Genoa. Tre punti che hanno portato l’Atalanta addirittura a scavalcare l’Inter con il sogno Champions che diventa sempre più concreto e tre punti che hanno portato la Lazio a scavalcare nuovamente il Torino e a mettere le mani su quel settimo posto che potrebbe valere l’Europa League anche in caso di malaugurata sconfitta nella finale di Coppa Italia. Tre punti ottenuti con una facilità quasi imbarazzante, nonostante Inzaghi abbia (giustamente) tenuto a riposo giocatori importanti in vista della sfida di mercoledì sera. Turnover fatto e partita vinta, a dimostrazione che il problema non è né ruotare i giocatori (senza Milinkovic, Leiva, Strakosha, Immobile e Romulo hai vinto, mentre con il Chievo hai perso…) né il modulo, perché il 3-5-2 non ha mostrato crepe. Il problema è e resta sempre e soprattutto la testa. Quella dei giocatori. Perché Inzaghi ha urlato oggi come in tutte le altre 35 giornate precedenti, perché è uno che vuole vincere sempre e comunque, anche se gioca a pari e dispari.

Ma Cagliari è subito da archiviare, perché la stagione la Lazio se la gioca mercoledì sera all’Olimpico. Un successo in Coppa Italia non cancellerebbe assolutamente la delusione per l’ennesimo salto di qualità, ma un eventuale sconfitta con l’Atalanta potrebbe avere conseguenze disastrose. Perché potrebbe costare addirittura l’Europa per la prossima stagione (all’ultima giornata c’è lo scontro diretto in trasferta con il Toro) e anche un’Europa conquistata mettendo le mani sul settimo posto non basterebbe per non considerare fallimentare questa stagione, soprattutto considerando le attese della piazza e l’obiettivo sbandierato della Champions League (a parole…) da parte della società. Insomma, Coppa Italia in bacheca o no, il salto di qualità non c’è stato, perché il cammino in Europa è stato a dir poco deludente e quello in campionato non all’altezza di quello che aveva fatto la Lazio nella passata stagione, quando nonostante torti e scippi è arrivata ad un quarto d’ora dalla qualificazione alla Champions League.

Testa all’Atalanta, quindi, con la patata bollente di scegliere la formazione giusta che torna nuovamente nelle mani di Simone Inzaghi. Già, perché lasciare fuori Caicedo per far posto a Immobile potrebbe essere un errore (visto il rendimento delle ultime giornate), come potrebbe essere un suicidio lasciare fuori Immobile. Per come la vedo io, in questo momento l’unica follia potrebbe essere lasciare fuori Correa che, in questo momento, è l’unico giocatore che là davanti fa veramente la differenza, perché ha velocità, dribbling e cambio di passo. Il gol di oggi, ad esempio, è da manuale del contropiede. Poi tocca vedere se ci sarà o no Milinkovic Savic, oppure se convenga mandare in campo un giocatore fermo da molti giorni per infortunio e non al meglio della condizione, lasciando fuori magari qualcuno che sta bene fisicamente con il rischio di dover sprecare dopo poco un cambio.

Altro giocatore che, secondo me, deve trovare sicuramente una maglia da titolare è Romulo e ha fatto bene Inzaghi a non rischiarlo a Cagliari. Marusic non è stato disastroso come invece è successo quest’anno troppe volte, ma non ha mai inciso veramente e ha sbagliato aperture facile e perso palloni che potevano costare cari. Insomma, Romulo offre altre garanzie. Ultima patata bollente, considerando scontato il rientro di Strakosha (bravo, comunque, oggi Proto), è il nome del terzo difensore della linea a tre: scontata la presenza di Luis Felice e Acerbi, non resta che decidere a chi dare l’ultima maglia tra Radu e Bastos: si tratta di scegliere tra l’esperienza del capitano senza fascia e la forza fisica del difensore di colore. Di sicuro, non ci sarà posto per Wallace: perché è il meno forte di tutti, perché sarebbe un vero tentato suicidio spedirlo nuovamente nell’arena dell’Olimpico dopo le bordate di fischi ricevute contro l’Atalanta per quella serie di errori costata carissima alla Lazio.

Tocca a Inzaghi scegliere. E qualunque scelta faccia, come ha detto candidamente lui stesso a fine partita a Cagliari, qualcuno ci resterà male. Tra i giocatori e tra le migliaia di fanta-allenatori che popolano il mondo Lazio.




Accadde oggi 20.05

1923 Bari - Ideale Bari-Lazio 0-3
1951 Roma, stadio Torino – Lazio-Como 2-0
1956 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Genoa 2-0
1974 La Lazio, neo Campione d'Italia, viene ricevuta in Campidoglio dal Sindaco On.Darida
1979 Rosario, Estadio Gigante de Arroyto, Rosario Central-Lazio 3-0
2001 Firenze, stadio Artemio Franchi - Lazio-Udinese 3-1
2007 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Parma 0-0
2009 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Reggina 1-0

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 26/3/2019
 

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