15 Aprile 2019

Appendete queste foto negli spogliatoi
di Stefano Greco

Il gesto ignobile (sportivamente parlando) di Kessie e Bakayoko ha fatto più rumore sui social che sulla stampa nazionale, visto che giornali e tv hanno quasi fatto finta di nulla, al contrario di quando per questioni decisamente minori hanno istituito processi mediatici durati settimane. Ma ha fatto rumore, al punto che ieri è intervenuta anche la procura federale che ha girato la patata bollente al Giudice Sportivo, chiedendo l’utilizzo della prova TV per punire la “condotta gravemente antisportiva” dei due giocatori di colore del Milan.

Credo che la cosa migliore da fare, in questo momento, sia quella di smettere di parlare di questo episodio, perché ci sono due partite consecutive all’Olimpico da preparare bene e da vincere. Se non per la Champions League, almeno per chiudere nel miglior modo possibile questa stagione, senza lasciarci dietro una lunga scia di rimpianti. Ma voltare pagina, non significa dimenticare. Anzi… Quello che è successo sabato sera, mi ha riportato alla mente un qualcosa avvenuto circa 20 anni fa, nella stagione dell’ultimo scudetto della Lazio, con Mihajlovic protagonista al posto di Acerbi. È il 21 novembre del 1999, quando la Lazio,prima in classifica, affronta nel derby la Roma, già staccata di 5 punti. In quella domenica di pioggia, al diluvio meteorologico si aggiunge quello sportivo, perché la Lazio viene inaspettatamente travolta e incassa la prima sconfitta della stagione. Sul campo dopo quel 4-1 e nei giorni successivi, qualcuno dall’altra parte del Tevere si allargò un po’ troppo, definendo i giocatori della Lazio “più delle galline starnazzanti che delle aquile”. E qualcuno, non dimentica. Quel qualcuno si chiama Sinisa Mihajlovic, che raccoglie tutti gli articoli dei giornali di quei giorni e li attacca su una parete degli spogliatoi di Formello, in modo da ricordare a tutti e tutti i giorni l’appuntamento del 25 marzo. E per rincarare la dose, Sinisa Mihajlovic prende un bel foglio bianco di cartone e ci scrive a caratteri cubitali: “A VOLTE LE AQUILE SCENDONO AL LIVELLO DELLE GALLINE, MA NESSUNA GALLINA NON POTRÀ MAI VOLARE IN ALTO COME UN’AQUILA”.

Come è finita nel derby di ritorno ce lo ricordiamo tutti, come tutti ricordiamo la reazione del capitano della Roma a quella sconfitta nel derby di ritorno: “La Lazio? Mi auguro che non vinca niente. Sabato ci penserà la Juventus a chiudere il discorso-scudetto e anche in Champions League sarà durissima per loro”. Chiaramente, le dichiarazioni di Francesco Totti vengono riportate a caratteri cubitali su tutti i giornali e Sinisa Mihajlovic, ancora una volta, ritaglia e conserva tutto, poi, alla ripresa degli allenamenti fa un collage e appende tutto sulla porta dello spogliatoio di Formello, per dare ulteriori stimoli ai compagni di squadra nella rincorsa alla Juventus. Risultato, la Lazio vince a Torino e poi va a conquistare, contro tutto e contro tutti, lo scudetto più incredibile nella storia del calcio italiano.

Ecco, questo dovrebbero fare i giocatori della Lazio, Immobile e Acerbi in testa. Basta Twitter e Instagram, basta perdere altri minuti per rispondere sui social a Kessie e a Bakayoko. Come dice Gattuso, da oggi devono impiegare il tempo che solitamente passano sui social ad allenarsi ancora più duramente in vista della sfida del 24 aprile, perché è in campo che si regolano certi “conti”. Con i fatti e non con le parole o i proclami su Twitter o su Instagram.

Quindi, prendete quelle foto e appendetele sui muri dello spogliatoio di Formello. Per non dimenticare, per trarre da quelle immagini l’energia e la rabbia (sportiva) necessaria per consumare la vendetta sportiva sul campo conquistando il diritto a giocare la finale di Coppa Italia all’Olimpico. Perché è il campo a decidere chi è più forte, non le chiacchiere sui social.




Accadde oggi 27.06

1937 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Hungaria 3-2
1938 Nasce a Parma Pietro Adorni.
1987 Napoli, stadio San Paolo - Taranto-Lazio 1-0

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 24/5/2019
 

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