14 Aprile 2019

Vergogna, voi non siete uomini...
di Stefano Greco

Non mi interessa parlare della partita. Non mi interessa discutere delle decisioni di Rocchi, perché il pianto lo lascio ad altri, milanisti in testa che per giorni hanno inzuppato di lacrime le pagine di tutti i giornali e allagato web e tv con il loro pianto per il rigore negato a Torino contro la Juventus. Mi chiedo cosa avremmo dovuto fare noi lo scorso anno dopo lo scempio di Lazio-Torino ma, ripeto, non voglio mettermi alo loro livello. Non mi interessa neanche discutere se questa sconfitta abbia messo fine al sogno Champions League della Lazio e se questo sogno abbia mai avuto o no basi solide. No, non mi interessa nulla di tutto questo. Perché voglio fare un altro discorso e per evitare scivoloni (e il rischio è enorme in questo paese quando si parla di giocatori di colore) ci ho pensato tutta la notte prima di mettermi a scrivere o di decidere se scrivere o no quello che penso e quello che ho provato ieri sera alla fine di Milan-Lazio vedendo la scena immortalata in foto. Ma io sono fatto così e, nel bene o nel male, dico e scrivo sempre quello che penso. E quindi lo faccio anche questa volta...

E quello che penso, è che quella scena mi ha disgustato. Quello che penso è che il duo Kessie-Bakayoko abbia fatto una delle cose più vigliacche e ignobili viste negli ultimi tempi su un campo di calcio qui in Italia. Per chi non sapesse la storia, nei giorni scorsi c'è stato un battibecco a distanza tra Acerbi. Botta e risposta verbali sulla superiorità di una o dell'altra squadra, normale amministrazione nel gioco psicologico del pre partita. Un qualcosa che di solito si chiude a fine partita con una stretta di mano e, magari, con uno scambio di maglie. E così sembrava essere andata anche stasera, nonostante quel finale arroventato, la rissa e qualche parola di troppo. Acerbi scambia la maglia per chiudere la questione e cosa fanno Kessie e Bakayoko, vanno sotto la curva milanista e usano quella maglia mostrandola come un trofeo di guerra, come le bandiere rubate al nemico in battaglia o come lo scalpo preso ad un avversario sconfitto e ucciso. Un gesto pessimo, vigliacco. Ma Bakayoko non si è accontentato, ha continuato anche su Instagram con un post dedicato ad Acerbi utilizzando nuovamente quella maglia. Poi, qualcuno deve avergli fatto notare che aveva esagerato e che forse rischiava qualcosa e in tardissima serata è arrivato un post di scuse, sempre su Instagram.

Un paio di settimane fa è successo un putiferio a Cagliari per i cori contro Kean e Matuidi, noi laziali abbiamo pagato a carissimo prezzo in questi anni ululati (veri, ma a volte assolutamente inventati...) da parte di una minoranza dei nostri tifosi e se vogliamo eliminare questa piega, le punizioni devono essere severe. ma per tutti. Anche per chi, come appunto Kessie e Bakayoko, ieri sera ha fatto un gesto che equivale a buttare un bidone di benzina o un barile di polvere da sparo sul fuoco. Perché così si accende la miccia dell'odio, si fomenta la violenza, si da linfa vitale a chi semina odio di suo in questo paese. E tutto questo, quei due geni di Kessie e Bakayoko lo hanno fatto a dieci giorni da un altro Milan-Lazio in cui in palio ci sarà un posto per la finale di Coppa Italia, da una sfida che, se possibile, sarà ancora più carica di tensione, specie dopo questo geniale siparietto messo in scena dai due giocatori di colore del Milan. Sia ben chiaro, se lo avessero fatto Cutrone e Romagnoli avrei scritto le stesse identiche cose, perché è il gesto in sé ad essere grave e vigliacco. Ma il fatto che lo abbiano fatto due giocatori di colore, secondo me è molto più grave, perché come ho scritto prima un gesto come quello manda in frantumi il gran lavoro che stanno facendo in tanti per scacciare il razzismo dai nostri stadi. Perché ora qualcuno si sentirà in diritto di prendere di mira Bakayoko e Kessie. E come faremo a capire se si tratterà di razzismo o di giustificato rancore per il gesto di ieri sera?

Lo so, mi rendo conto che camminando su questo terreno si rischia di scivolare come quando si scende su una pista di ghiaccio indossando un paio di scarpe di cuoio, ma così come è giusto stigmatizzare e punire usando il pugno di ferro chi fischia e insulta un giocatore di colore, così secondo me è giusto stigmatizzare questo gesto e chiedere una punizione esemplare per i due giocatori del Milan. Perché quel siprietto lo hanno visto tutti, perché  come ha scritto giustamente ieris era a caldo Acerbis: "Fomentare odio non è sport". E con quel gesto, Kessie e Bakayoko hanno seminato a piene mani odio, dimostrando tra l'altro non la forza del guerriero che ha sconfitto il rivale, ma la debolezza tipica di chi ha bisogno di queste cose per darsi coraggio o per farsi bello agli occhi dei propri tifosi.

E questo non è un comportamento né da professionisti né da sportivi. Se avessero fatto una cosa del genere due rugbisti alla fine di un match, l'International Board li avrebbe già fermati e non per una o due giornate, ma per mesi. Ma, soprattutto, quello di Kessie e Bakayoko non è un comportamento da uomini. O meglio, per usare una frase storica di Leonardo Sciscia, è una cosa da "mezz'uomini, ominicchi e quaquaraquà"... Avrete vinto sul campo ieri sera cari Kessie e Bakayoko, ma avete straperso da tutti gli altri punti di vista. E al posto vostro mi vergognerei, profondamente...

PS: non sono mai stato tenero con la dirigenza della Lazio e con Tare, ma questa volta meritano un applauso per come si sono comportati ieri sera. Immagino cosa avrebbero detto altri dirigenti ieri sera al posto loro così come immagino che cosa avrebbero detto o scritto quella parte buonista (a comando) della comunicazione romana e nazionale se a fare quella scena fossero stati i giocatori della Lazio. Magari Radu e Acerbi con la maglia di un Kessie o di un Bakayoko. Oggi assisteremmo ad una condanna mediatica unanime senza neanche un processo, all'ennesimo linciaggio. Invece...




Accadde oggi 27.06

1937 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Hungaria 3-2
1938 Nasce a Parma Pietro Adorni.
1987 Napoli, stadio San Paolo - Taranto-Lazio 1-0

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 24/5/2019
 

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