09 Aprile 2019

Diaconale e il "complottismo preventivo"
di Stefano Greco

La Lazio è simpatica? No,non lo è mai stata. La Lazio è protetta dagli arbitri? Sono passati sia Carnevale che il primo aprile, quindi è anche inutile discuterne, perché basta la storia recente e passata per dimostrare che noi di favori non ne abbiamo mai ricevuti. A Roma la lobby della comunicazione palesemente sbilanciata verso Trigoria? È così da sempre, lo era anche ai tempi dei fasti cragnottiani quando alle imprese della Lazio veniva dato più risalto fuori da Roma che non nella Capitale, anche per non turbare la sensibilità di chi quei successi li “subiva”. Ma, nonostante questo, noi laziali non ci siamo mai pianti addosso e per decenni ci siamo vantati di essere diversi da chi da lustri giustifica con il “complotto” ogni mancato successo o ogni obiettivo fallito.

Questo succedeva una volta, però, prima dell’avvento dei “fattori imponderabili” e ora addirittura del “complottismo preventivo” inaugurato da Arturo Diaconale con una dichiarazione destinata ad entrare nella storia: “Essere stufi adesso delle critiche verso la Lazio è prematuro. Dobbiamo prepararci a un paio di settimane di campagna stampa contro di noi. Mi sembra evidente che ci sia l’intenzione dei media nazionali di favorire la squadra milanese rispetto a quella che viene dalla Capitale. Fa parte di un gioco mediatico che conosciamo benissimo. Noi vogliamo sia andare in Champions che vincere la Coppa Italia, perché rappresentano due traguardi importanti per la società. Nessuno rinuncia a nulla, sia chiaro. Dobbiamo però essere consapevoli che gli ostacoli che ci verranno messi davanti saranno tanti e verranno da più parti. Molti media hanno interessi legati al territorio: al Nord si vuole mettere in cattiva luce la Lazio in vista dei prossimi impegni contro i rossoneri. La società si deve far sentire per denunciare questo atteggiamento mediatico che rischia di falsare il campionato. Sul sito della Lazio e in radio interverremo, ma dobbiamo essere consapevoli che nella corsa Champions e in Coppa Italia gli ostacoli che ci verranno messi davanti saranno tanti e verranno da più parti”

Sembra un mettere le mani avanti da parte di chi, arrivato al momento della resa dei conti, ha il timore di perdere tutto e, quindi, comincia a ventilare ipotesi di complotto per giustificare un eventuale (speriamo di no…) fallimento. Della serie: non abbiamo perso per colpa nostra (sia della società che non ha fatto quello che doveva fare che della squadra che ha reso meno rispetto ad un anno fa e senza i torti clamorosi ricevuti nella passata stagione), ma perché ci hanno fatto lo sgambetto. Tutti. Non solo gli arbitri, ma anche gran parte della comunicazione che ha messo pressione ai direttori di gara per condizionarli. E cosa fa per evitare tutto questo la Lazio? Manda Lotito a battere i pugni in Federcalcio e in Lega dove occupa da anni i posti di comando? Lotito fa una conferenza stampa per denunciare strani giochi per far fuori la Lazio o va in una trasmissione Rai o su SKY per denunciare questo complotto? No,assolutamente. La grande strategia per controbattere questo possibile attacco mediatico è quella di far parlare Diaconale alla radio ufficiale e sul sito. Una radio che ascoltano poche migliaia di persone a Roma e un sito che leggono solo i tifosi e pochi addetti ai lavori.

Immagino già il terrore scatenato da queste dichiarazioni di Diaconale nelle varie redazioni giornalistiche sportive, la paura provata dai presunti complottasti per esser stati smascherati in questo modo, pubblicamente e da un intervento così veemente e di grande impatto mediatico, paragonabile a quello di un soldato che carica da solo le trincee nemiche armato di un fucile a tappi.

La Lazio va difesa, sempre e comunque. E su questo non ci sono discussioni. Lo abbiamo fatto scendendo in piazza quando hanno provato a farci sparire o quando qualcuno ha provato a rubarci qualcosa che avevamo strameritato sul campo. Lo abbiamo fatto in passato e anche lo scorso anno, quando i vari Massa, Fabbri, Giacomelli e Di Bello nel giro di poche settimane hanno stravoltola realtà dei fatti e utilizzato il VAR per affossare  la Lazio. Quest’anno, però, di motivi evidenti per lamentarsi o per gridare al complotto arbitrale non ce ne sono. Quindi, che cosa si può fare per giustificare eventuali fallimenti o per chiamare a raccolta il popolo? Facile, si vara il “complottiamo preventivo”. Della serie, non ci hanno ancora messo i bastoni tra le ruote ma ce li metteranno. Non mi posso lamentare per quello che è successo fino ad oggi ma mi lamento oggi per quello che succederà in futuro, insinuando il dubbio che il risultato finale(sia in campionato che in Coppa Italia) sia stato già deciso a tavolino.

Ognuno è libero di fare e dire quello che vuole, così come ogni tifoso è libero di credere a chiunque e a qualsiasi cosa. Da laziale vecchio stampo, però, io in tutto questo non mi ci riconosco e continua a considerare il complottiamo la scusa dei perdenti. Quando nel 1999 ci hanno scippato di fatto lo scudetto con quel rigore che non ci ha assegnato Treossi per quella presa al collo da wrestling di Mirri a Salas a Firenze, tutti ci siamo infuriati ma ce la siamo presa non solo con Treossi, ma con la squadra per quei due punti buttati ad Empoli contro una squadra già retrocessa che avrebbero chiuso ogni discorso o per aver perso la testa nel derby. E Cragnotti non ha gridato al complotto, ma si è rimboccato le maniche e nell’estate del 1999 ha costruito una squadra ancora più forte. Così si conquista la stima e la fiducia della gente, così porti tutti dalla tua parte e non serve neanche schioccare solo le dita per convincere la gente laziali ad appoggiarti a protestare in caso di torti subiti. Così, non gridando al complotto, per giunta preventivo e teorico…




Accadde oggi 27.06

1937 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Hungaria 3-2
1938 Nasce a Parma Pietro Adorni.
1987 Napoli, stadio San Paolo - Taranto-Lazio 1-0

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Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 24/5/2019
 

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