22 Marzo 2019

C'era una volta la Lazio Femminile...
di Stefano Greco

Qualche giorno settimana fa, parlando al Circolo Canottieri Lazio con Antonio Buccioni, mi sono tornati in mente gli anni d’oro della Polisportiva, quando il nome Lazio primeggiava in quasi tutti gli sport: al maschile come al femminile. Parlando di squadre maschili, mi sono ricordato del rugby, della pallanuoto, del basket, della pallavolo, della pallamano e dell’hockey su prato che giocavano tutte in Serie A, mentre al femminile arrivavano gli scudetti del softball (il baseball in versione femminile) che giocava nel campo di piazza Mancini e, soprattutto, del calcio, il fiore all’occhiello al femminile della Polisportiva.

Per chi non sapesse o per chi avesse la memoria corta, tra la metà degli anni Settanta e il 2003, in 23 anni di attività ad altissimi livelli, pur cambiando molti nomi a seconda della sponsorizzazione annuale (nel calcio femminile, come nel basket, a prevalere è il nome dello sponsor) la Lazio femminile ha conquistato qualcosa come 5 scudetti, collezionando anche 6 secondi e 6 terzi posti in campionato. Una vera e propria corrazzata, che giocava prima il sabato pomeriggio a Tor di Quinto sotto lo sguardo di pochi curiosi, poi con il passare degli anni si è spostata addirittura allo Stadio Flaminio nell’era d’oro, quella dei due scudetti consecutivi conquistati da una squadra entrata nel cuore di tutti i laziali: quella che giocava con la maglia con l’aquila sul petto (come la prima squadra…) e che aveva come capitano e bandiera Carolina Morace, la più grande attaccante della storia del calcio italiano, una sorta di Silvio Piola in gonnella grazie ai 105 gol segnati (in 153 presenze) con la maglia azzurra e del record di gol segnati in una stagione in Serie A: addirittura 40, proprio nella stagione 1987-1988 con la maglia della Lazio.

In quella Lazio, c’era il meglio del calcio italiano, quasi mezza nazionale. Nomi mitici come quelli di Maura Furlotti, Elisabetta “Betty” Bavagnoli, Federica D’Astolfo, Bianca Micieli e Eva Russo. Uno squadrone che si giocava in titolo contro il Trani. E proprio di una sfida con il Trani è la foto che ho scelto per questo articolo, con Carolina Morace in basso a destra con la fascia rossa da capitano.

Un bel tuffo nel passato ma che mette un po’ di tristezza pensando al presente. Nella stagione 1986-1987, una delle più difficili nella storia biancoceleste, nel giro di pochi giorni la Lazio vinse addirittura due scudetti nel calcio: uno con la Primavera allenata da Giancarlo Morrone e uno proprio con la Lazio Femminile. Oggi, tutte e due quelle squadre, gestite direttamente dalla SS Lazio Calcio, militano in Serie B. La Primavera con la speranza di riuscire a risalire dopo la clamorosa quanto umiliante retrocessione dello scorso anno, mentre la femminile naviga quasi nell’anonimato della categoria, all’ottavo posto in classifica, ai margini della zona retrocessione e senza nessuna chance di potersi inserire nel discorso promozione. E questo nonostante le promesse, i proclami, l’importanza data al calcio femminile in tempi recenti dalla Federcalcio che per rilanciare il settore ha varato un campionato obbligando le squadre professionistiche ad avere anche una squadra femminile. Risultato, le azzurre dopo anni di assenza si sono qualificate per i Mondiali di Calcio (che si giocheranno in Francia dal 7 giugno al 7 luglio), mentre la Lazio nonostante quel passato glorioso continua a navigare nell’anonimato. Zero investimenti, zero voglia di crescere, a dimostrazione che questa squadra femminile è considerata più un obbligo federale da sbrigare che un fiore all’occhiello da curare e da rivitalizzare. Il tutto, sorvolando sulla querelle che ha portato ad avere addirittura due Lazio al femminile, quella gestita a Formello e quella ricostruita da Elisabetta Cortani che milita in Serie C, dopo che qualche anno fa la stessa Cortani aveva ceduto a titolo gratuito il titolo sportivo della Lazio a Claudio Lotito, convinta di aver trovato il personaggio giusto per dare certezze e un futuro all’altezza del passato a questa sezione della Polisportiva. Purtroppo, però, non è andata così…

Restano i titoli sportivi, resta il blasone un po’ impolverato, restano i ricordi di una squadra che tremare l’Italia calcistica faceva. E restano le foto,magari un po’ sbiadite come questa di 30 anni fa della più bella Lazio Femminile di tutti i tempi. C’era una volta la Lazio Femminile… C’è ancora, in realtà, con la speranza che qualcuno decida di rilanciarla veramente e non solo a parole…




Accadde oggi 20.04

1903 Balestrieri si classifica 2° nella Gara di Marcia bandita dalla Esperia Roma.
1930 Cremona, stadio Giovanni Zini - Cremonese-Lazio 1-3
1941 Milano, stadio San Siro - Milan-Lazio 3-0
1947 Napoli, stadio Vomero – Napoli-Lazio 0-0
1952 Roma, stadio Torino - Lazio-Atalanta 1-2
1957 Nasce ad Ancona Andrea Agostinelli
1958 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Sampdoria 2-2
1969 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Brescia 1-0
2005 Cagliari, stadio Sant'Elia - Cagliari-Lazio 1-1
2008 Catania, stadio Angelo Massimino - Catania-Lazio 1-0

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 26/3/2019
 

49.936 titoli scambiati
Chiusura registrata a 1,192
Variazione del -0,67%