20 Marzo 2019

Da Libera la Lazio a Liberate la Salernitana
di Stefano Greco

Qualche giorno fa, girando sul web, mi è comparsa all’improvviso una foto che mi ha riportato alla mente qualcosa. Uno striscione appeso in una via di Salerno con su scritto a caratteri cubitali: LIBERATE LA SALERNITANA! È stato come un déjà vu, come una sorta di salto nel passato. Non tanto e non solo per quella scritta così familiare e per quel malessere che serpeggia da mesi a Salerno, ma per le parole usate nel comunicato con cui gli Ultras della Curva Sud Siberiano hanno annunciato a partire dalla partita in casa con il Venezia lo svuotamento del loro settore allo Stadio Arechi. Una casa sempre piena che a partire dal 30 marzo deve restare, nelle loro intenzioni, vuota o quasi deserta…

“LIBERATE LA SALERNITANA”.  Con questa frase ci presenteremo domani a Livorno e per questo motivo d’ora in avanti, a partire dalla gara interna del 30 marzo contro il Venezia, diserteremo tutte le partite all’Arechi. 
La nostra decisione, maturata di comune accordo dopo un confronto tra tutti i gruppi Ultras della Curva Sud Siberiano, anima vera della Salernitana che in troppi calpestano mentre ostentano un amore falso e che resta solo parola morta, ha un unico obiettivo: dire BASTA.
BASTA con una società che ha ridotto a umiliante e mortificante anche l’anno del nostro Centenario.
BASTA con una squadra che ha solo ricevuto, in affetto e sostegno, senza nulla dare a una maglia che giocatorini viziati e inconcludenti indossano senza sapere cosa rappresenta.
BASTA con una proprietà che ritiene sufficiente pagare gli stipendi, iscriversi e conservare la serie B perché più di questo ha dimostrato di non volere o saper garantire. In entrambi i casi, per noi possono togliere il disturbo. E se il problema è l’alternativa che manca, pazienza, ci rimboccheremo le maniche come sempre, facendo capire a chi verrà che la Salernitana non è il giocattolo né la puttana di nessuno. Perché è la nostra vita.
Il 30 marzo, prima di Salernitana-Venezia, saremo all’esterno dell’Arechi e invitiamo tutto il popolo granata, chiunque voglia condividere con noi questa protesta, a seguirci: a disertare gli spalti e a farsi sentire fuori. Invitiamo pure chi la pensa diversamente: saremo ben lieti di ascoltare altre voci, di confrontarci su altre proposte, guardandoci negli occhi e non scrivendo sui social spesso senza metterci la faccia. Per amare la Salernitana e lanciare un’idea non è necessario far parte di un gruppo, l’unica cosa che pretendiamo, da parte di tutti, è il rispetto per gli ultras. 
Chi conosce i sacrifici, gli sforzi e la mentalità dei firmatari di questo comunicato, sa bene quanto dolorosa sia questa decisione. Perché la Curva Sud è casa nostra e lasciarla vuota è come rinunciare a un pezzo del nostro cuore. 
Ci avete portato a questo con la vostra arroganza, la vostra inettitudine e la vostra incapacità di far sognare una città che non aspettava altro, come vi ha sempre dimostrato. 
Ora BASTA! 
LIBERATE LA SALERNITANA!

Stessi concetti espressi anni fa a Roma, stesse lamentele, stesse accuse al "padrone". Insomma, la storia si ripete, a Salerno come a Roma. Con qualche anno di differenza, però, perché a Salerno ci sono arrivati dopo 7 anni e mezzo di gestione-Lotito, mentre in casa Lazio il primo sciopero con appena 7000  spettatori presenti e la Curva Nord completamente vuota è datato 27 febbraio 2010, dopo “appena” 5 anni e 9 mesi dall’arrivo del “salvatore”.

A Salerno ci hanno messo un po’ di più a capire con chi avevano a che fare, a stancarsi di promesse non mantenute, di mancanza di rispetto per il tifoso oppure di insulti ricevuti da chi rivestendo il ruolo di presidente-padrone considera la società un qualcosa di suo esclusivo possesso, non un simbolo in cui tutti si riconoscono e del quale si sentono in minima parte proprietari perché c’erano prima del suo arrivo e ci saranno quando lui se ne andrà.

E a Salerno sono stati pure fortunati, perché non hanno dovuto pagare il conto salato che ha pagato qualcuno qui a Roma per aver osato ribellarsi, per aver contestato apertamente il personaggio in questione e il suo modo di agire e di gestire la società. Non hanno visto qualche amico andare in prigione, oppure altri subire pressioni assurde o peggio ancora, perché a Roma qualcuno per aver osato contestare si è visto mettere i bastoni tra le ruote in tutti i modi possibili e immaginabili, con ripercussioni anche nella vita privata o sul lavoro. Perché funziona così, perché questi sono i metodi che qualcuno usa quando non riesce più a controllare la situazione o quando vede scalfita la sua immagine di “salvatore”, di “benefattore” che lavora H24 per quei colori e sostiene di farlo pure GRATIS, anche se poi spulciando tra i bilanci della Lazio poi si scopre che di milioni dalle casse della Lazio ne sono usciti più del doppio di quello che lui ha “investito” per comprare la Lazio.

A Salerno, oggi hanno scoperto che il distino e quello di galleggiare in Serie B. Che visto dall’esterno da un occhio distratto sarebbe pure un bel vivere considerando la storia della Salernitana, ma non è così. Perché se al tifoso gli togli la possibilità di sognare, che cosa rimane? Si diventa tifosi perché il calcio ti consente di evadere da quel tran-tran quotidiano che ti stritola, perché grazie al calcio puoi vivere quelle emozioni che nella vita di tutti i giorni ti sono negate. Si diventa tifosi anche con la speranza di poter vivere una favola simile a quella che hanno vissuto negli anni ’70 società come Lanerossi Vicenza e Perugia, arrivate ad un passo dallo scudetto, oppure come quella del Leicester in cui ogni tifoso di provincia si è identificato perché ha avuto quel lieto fine tipico delle favole della Disney.

Sono anni che ho denunciato e che ripeto che con Lotito padrone sia della Lazio che della Salernitana siamo davanti ad un illecito tollerato da tutto il sistema calcio. Perché nessuno ha osato cancellare o modificare l’art. 16 bis delle NOIF, quello che vieta in modo tassativo ad un presidente di avere anche solo quote di minoranza (e con lui tutti i suoi parenti o affini fino al quarto grado) di due società che appartengono al settore professionistico, ma con una tacita deroga Lotito può avere una società in A e una in B, sventolando a giorni alterni due bandiere diverse, indossando una sciarpa il sabato e una la domenica, come un novello Pippo Franco che per amore aveva un abbigliamento double face e in un derby faceva la spola tra la Curva Sud e la Curva Nord, vestendosi da romanista per stare con il futuro suocero o da laziale per stare con suo padre. Ecco, questo non è un film, ma la trama è più o meno la stessa.

Nell’augurare ai tifosi della Salernitana migliore fortuna di quante ne abbiamo avuta noi, ripropongo l’art. 16 bis delle NOIF, invitando il presidente Gravina (che fa del rispetto delle regole e del cambiamento la sua bandiera) a mettere la parola fine a questa farsa, a decidere una volta per tutte se questo benedetto art. 16 bis deve essere rispettato, modificato oppure abolito…

1. Non sono ammesse partecipazioni o gestioni che determinino in capo al medesimo soggetto controlli diretti o indiretti in società appartenenti alla sfera professionistica o al campionato organizzato dal Comitato Interregionale.

2. Ai fini di cui al comma 1, un soggetto ha una posizione di controllo di una società o associazione sportiva quando allo stesso, ai suoi parenti o affini entro il quarto grado sono riconducibili, anche indirettamente, la maggioranza dei voti di organi decisionali ovvero un’influenza dominante in ragione di partecipazioni particolarmente qualificate o di particolari vincoli contrattuali.

3. L’inosservanza del divieto di cui al comma 1 costituisce illecito e comporta su deferimento della Procura Federale, l’applicazione delle sanzioni previste dal Codice di Giustizia Sportiva. L’avvio del procedimento disciplinare comporta la sospensione dei contributi federali, da revocarsi in caso di pronuncia definitiva, favorevole alle società. Permanendo l’inosservanza del divieto di cui al comma 1 alla scadenza del termine, annualmente fissato, per la presentazione della domanda di iscrizione al campionato, le società oggetto di controllo non sono ammesse al Campionato di competenza e decadono dai contributi federali.




Accadde oggi 27.06

1937 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Hungaria 3-2
1938 Nasce a Parma Pietro Adorni.
1987 Napoli, stadio San Paolo - Taranto-Lazio 1-0

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Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 24/5/2019
 

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