15 Marzo 2019

Stadio-Lazio, quante bugie...
di Stefano Greco

Da anni dalle parti di Formello c’è una sorta di virus che contagia chiunque varchi i cancelli del Centro Sportivo per insediarsi come dirigente della Lazio. Quindi, non c’è da stupirsi per quello che sta succedendo in questi giorni in occasione dell’ennesimo tentativo di far passare l’idea (perché un progetto vero, come leggerete in seguito, non è mai stato presentato…) di un nuovo stadio della Lazio da far sorgere su quei terreni sulla Tiberina di proprietà del ramo della famiglia Mezzaroma a cui è legato Claudio Lotito. Prima De Martino, poi Diaconale e infine Lotito hanno ribadito che il progetto c’è ed è stato presentato al Comune. Tesi smentita dai 4 sindaci di tutti i colori politici che si sono succeduti sullo scranno del Campidoglio (Veltroni, Alemanno, Marino e Raggi) e dai loro collaboratori.

È vero che i politici mentono per mestiere, ma se tutti concordano su un unico punto pur facendo parte di schieramenti in perenne lotta tra loro, allora forse è qualcun altro che mente. E per smascherarli ci vorrebbe un attimo: basterebbe presentarsi ad una conferenza stampa con un foglio e un numero di protocollo. Perché ogni progetto depositato deve essere protocollato e quindi ha un numero di protocollo. Ma al di là delle tante chiacchiere, quel foglio non si è mai visto, per il semplice motivo che NON ESISTE. Così come non esisteva, quando il 26 maggio del 2014 è stata posata in modo virtuale la prima pietra dell’Academy Bob Lovati, un progetto depositato e approvato dal Comune di Formello per l’ampliamento della struttura. E, infatti, dopo quasi 5 anni di distanza non esiste nessuna Academy e a Formello sono stati fatti dei semplici lavori di ristrutturazione.

Visto che nella vita contano i fatti e non le chiacchiere, perché quelle se le porta via il vento. Aspettiamo con fiducia di vedere il foglio con il numero di protocollo del progetto presentato dalla Lazio al Comune di Roma per la costruzione dello Stadio delle Aquile. Perché senza quello, gridare al “complotto contro la Lazio” serve ad alzare un bel polverone (magari per coprire altro), ma è come abbaiare alla Luna. Che ci piaccia o no, che sia condivisibile oppure no, la Roma un progetto lo ha presentato e ha fatto tutto l’iter previsto dalla legge. La Lazio, nonostante quella presentazione in pompa magna fatta a Formello nel 2005, NO. Siamo ancora a quel plastico dell’AMA Group e nei bilanci della Lazio dal 2005 a oggi non c’è traccia di spese sostenute (che come dimostra il caso della Roma sono notevoli, nell’ordine di decine di milioni di euro…) per la trasformazione di un’idea o di un intenzione in un progetto reale e completo in tutte le sue parti.

In attesa (fiduciosa) che qualcuno ci smentisca mostrando questo progetto depositato, con tanto di numero di protocollo (risalente al 2005, 2006, 2007…), lo Stadio delle Aquile è e resta un’enorme bugia, una fandonia raccontata per stordire i tifosi e ripetuta decine, centinaia di volte, con l’intento di trasformare il nulla in verità. Quindi, ad oggi, pur non amando la politica e tantomeno i politici, gli unici fatti reali sono queste dichiarazioni rilasciate in questi 14 anni e mai smentite, con un atto concreto, da chi dirige la Lazio. E senza queste carte ufficiali, siamo a 5016 giorni di nulla da quel 21 giugno del 2005, quando Lotito mostrò a Formello quel plastico annunciando: “I sindaci di Fiumicino e di Valmontone mi hanno già dato la loro disponibilità, credo che anche l’amministrazione capitolina non si lascerà scappare questa occasione. Servono però almeno 150 ettari. E per realizzare lo stadio in cui tutti i tifosi potranno riconoscersi sono pronto a fare nuova battaglia, come quella con il fisco”...

“Sono molto perplesso. Lotito ci ha illustrato un progetto che è molto diverso dalla semplice realizzazione di uno stadio. È in realtà una lottizzazione di due milioni di metri cubi di un vasto comprensorio agricolo e ambientalmente tutelato. E più che un progetto vero e proprio abbiamo ricevuto una serie di rappresentazioni cartografiche, che spiegano come realizzare per il 90 per cento abitazioni, centri commerciali e attività ricettive, in cui lo stadio è solo il 10 % dell' intervento complessivo. Un tempo si sarebbe chiamata speculazione. Non è una cittadella dello sport, ma un nuovo enorme quartiere su un'area golenale esondabile e su ettari vincolati a terreno agricolo da piani paesistici che dipendono dalla legislazione regionale. Se anche si volesse promuovere quel progetto, la Regione, che si occupa della vincolistica, dovrebbe prima adottare una legge che cancella i vincoli e dovrebbe fare anche un serio piano di infrastrutture viarie e ferroviarie oggi inesistenti. E la Regione non ha manifestato alcun atto né ha fatto alcuna mossa istituzionale in questo senso. Quindi le cose sono due: o il presidente della Lazio non ha capito bene o non vorrei che qualcuno lo stia prendendo in giro, magari promettendo cose che è molto difficile fare. Senza la cancellazione dei vincoli da parte della Regione, non si potrebbe mai procedere a trasformare quelle aree. Se la Pisana è interessata lo dica chiaramente con atti concreti e con decisioni istituzionali. Il Comune ha parlato sempre il linguaggio della verità alle squadre della Roma e della Lazio senza suscitare false illusioni, ma cercando un terreno concreto e fattivo. Siamo stati e siamo ancora disponibili ad esaminare possibili valorizzazioni immobiliari delle proprietà della Roma e della Lazio, che vadano a beneficio non degli imprenditori che le dirigono, ma delle società”.  Alberto Morassut, Roberto Morassut, assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, 13 febbraio 2006

“So che il presidente Lotito ha parlato con il sindaco di Fiumicino Mario Canapini Canapini per costruire lì il suo stadio e non ho nulla in contrario, a patto che sia uno stadio e non un nuovo insediamento urbano. Se la Lazio e il Comune di Fiumicino vorranno fare questa scelta anche noi la sosterremo, anche perché si tratta di una zona molto vantaggiosa: c' è l' aeroporto e la Fiera e offre grande sviluppo commerciale”. Walter Veltroni, 26 maggio 2007

“Ricordo che l’Amministrazione Comunale ha chiesto a Lotito di presentare un’area urbanisticamente compatibile con il nuovo Piano regolatore generale di Roma, che abbiamo offerto il Flaminio, e che c’eravamo dichiarati d’accordo con il sindaco di Fiumicino, di centrodestra, per la realizzazione dello Stadio della Lazio nel territorio di quel comune. In tutti e tre i casi abbiamo ricevuto risposta contraria. In particolare per Fiumicino Lotito sostiene che la cubatura non sarebbe sufficiente. Ecco quindi svelata la verità: a Lotito non interessa affatto lo stadio ma solo una gigantesca speculazione edilizia sulle spalle della Lazio e dei suoi tifosi anche a costo, magari, di portare fuori Roma la Lazio con i suoi oltre cento anni di storia. Ora basta! Lotito la smetta con i suoi progetti speculativi e affaristici chiari già da quando pretendeva di realizzare, in un’area esondabile e ambientalmente vincolata a nord di Roma solo perché di sua disponibilità, un intero quartiere di 20.000 abitanti con appartamenti, alberghi, centri commerciali e nel quale lo stadio costituiva la minima parte. Roberto Morassut, assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, settembre 2007

 “Né io, vice presidente della Commissione Cultura e Sport, né Cochi, delegato allo sport del comune, abbiamo ricevuto un progetto per gli stadi di Roma e Lazio, dettagliato in modo da avviare un iter burocratico nelle sedi consiliari per le discussioni di eventuali progetti. Poi, tutti hanno la libertà di dialogare con il Sindaco o il Presidente della Regione in modo autonomo, ma, perché la stampa sia corretta, è necessario ribadire che finché non si avvieranno le procedure previste dalla legge,i progetti saranno proposte, intenzioni… Non atti concreti. Per quanto riguarda lo stadio della Lazio, poi, il comune attende da due anni il progetto protocollato per l’apertura formale del procedimento e ciò non è avvenuto (né per Roma né per Lazio). Dunque: primo, non è stato avviato l’iter previsto dalle vigenti leggi e regolamenti. Il prossimo 29 settembre ci sarà la presentazione di una volontà della AS Roma, legittima, ma la società non ha intrapreso alcun iter amministrativo. Secondo, abbiamo precedenti amministrativi su cui si deve basare l’iter amministrativo (nel 2007 un consiglio straordinario fissava le modalità e i criteri per l’acquisizione di eventuali aree atte alla creazione di opere pubbliche, tipo gli stadi). Nel merito, invece, noi abbiamo sempre dimostrato una grandissima apertura a riguardo (3/4 del consiglio comunale) perché pensiamo che lo stadio di proprietà dei club sia utile alla sopravvivenza stessa delle società, ma pensiamo, allo stesso tempo, che debba arrivare a questo non stravolgendo l’interesse della collettività cittadina. È evidente che Lazio e Roma coinvolgono molti cittadini, ma quanti sarebbero disposti a pagare più tasse per lo sport? Perché le infrastrutture viarie da costruire per arrivarci sarebbero a carico della collettività. In qualunque area identificata, in ogni caso, i servizi commerciali che sorgeranno, porteranno nella zona un carico urbanistico da valutare. E’ difficile pensare che l’amministrazione possa sobbarcarsi l’onere economico per la costruzione di tutte le infrastrutture necessarie. Un altro aspetto importante è quello legato alla destinazione di uso dei terreni: il comune può cambiare la destinazione di uso da struttura pubblica (come lo stadio) a costruzioni private come gli appartamenti? Ci sarebbe un problema giudiziario! Tutti vorrebbero costruire uno stadio per poi cambiare destinazione. Giulio Pelonzi, vice presidente della Commissione Cultura e Sport del Consiglio Comunale di Roma, 24 settembre 2009

“Noi aspettiamo di vedere le carte ufficiali, perché fino ad oggi ci sono stati tanti discorsi, ma di ufficiale sul tavolo del Comune non c’è nulla. Non è mai stato presentato nessun progetto. E senza un progetto e una richiesta ufficiale da parte della Lazio, ma vale anche per la Roma, non si può iniziare neanche a ragionare, a vedere se c’è la possibilità o no di approvare il progetto, di fare delle deroghe e che tipo di deroghe in base alle leggi esistenti e in base al testo della ‘Legge sugli stadi’ che sta per essere varata. Perché sono le società che devono indicare le aree, i terreni su cui costruire. Se le società ce lo chiedono, noi possiamo dare solo delle indicazioni in base al piano regolatore e alle aree disponibili all’interno del raccordo anulare, ma questo è e deve restare un discorso tra privati. E deve comunque essere un progetto a costi zero per il Comune. Questo il sindaco lo ha sempre detto e questo prevede anche la ‘Legge sugli stadi’: i costi dei nuovi impianti devono essere completamente a carico dei privati, senza gravare minimamente sulle casse del Comune e quindi della collettività. Comprese le infrastrutture e le opere di viabilità”. Alessandro Cochi, delegato allo Sport del Comune di Roma, 25 ottobre 2011

“Abbiamo dato tutte le informazioni, accompagnato tutta l'istruttoria. Adesso le società della Roma e della Lazio ci devono dire dove hanno scelto l'area, presentandoci un progetto. Attendo da un momento all'altro una risposta. Mi auguro quindi che, al più presto possibile, potremmo dare un lieto annuncio a tutti i tifosi della nostra città. Abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare e abbiamo sollecitato una decisione - ha proseguito Alemanno - adesso sta alle squadre dirci qual è il progetto perché l'iniziativa e le risorse sono private”. Gianni Alemanno, 18 ottobre 2012

“Chi lo ha mai presentato il progetto di questo stadio? Comunque io sono sempre pronto, lo sono h24. Ora si tratta di un problema di volontà. Abbiamo uno strumento che è l'accordo di programma ma l'iter è molto lungo. Uno stadio lo potremmo avere in cinque, sei anni perché lo deve approvare il consiglio comunale. Ma io per presentarlo aspetto ancora le legge sugli stadi che in 180 giorni ti permette di avere la concessione”. Claudio Lotito in risposta al Sindaco Alemanno, 18 ottobre 2012

“È importante per Roma costruire. Penso che sarebbe importante costruire anche uno stadio privato della Lazio, se ci sarà l’intenzione di imprenditori e soprattutto della società. Io non ho avuto nessun incontro o richiesta di incontro dalla Lazio. Non ho nessuna contrarietà all’idea di stadi che appartengono alle società. È un tipo di decisione presa in tante città europee e che va incoraggiata, non scoraggiata”. Ignazio Marino, 29 aprile 2014

“La Roma non ha presentato ancora nessun progetto, ha presentato all’opinione pubblica e alla stampa un plastico, poi bisognerà vederne la fattibilità. Sarebbe bello che anche la Lazio si adoperasse per presentare un progetto di fattibilità e quindi individuasse la struttura migliore per ospitare la casa dei laziali”. Gianni Paris,presidente Lazio Club Campidoglio, 29 aprile 2014

“Quale stadio? Il progetto dello stadio della Lazio non l'ho mai visto. Aspetto con ansia il nuovo, modernizzato rispetto a quello del 2005. Io sono in attesa del presidente e di una sua formula. Dispiace fino ad ora non aver ricevuto una bella proposta da parte della Lazio. Lotito l’ho incrociato in qualche occasione, ho provato a sponsorizzare in via informale un’idea, quella del Flaminio, un sogno per tanti laziali. Diamo per scontato che la Lazio non prenda questo stadio? La legge è molto chiara: la proposta deve venire dal proponente. I siti devono essere già dotati di un impianto sportivo. Queste sono le prescrizioni per un nuovo progetto. In base ad altri criteri, viene valutata l’idea. Non ci sono pregiudizi, assolutamente. Quando Lotito vorrà formulare una proposta, sono pronta ad accoglierla e analizzarla. Sono in attesa. Anzi, in trepidante attesa”. Virginia Raggi, 14 marzo 2019




Accadde oggi 25.03

1956 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Bologna 2-2
1979 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Inter 1-1
1984 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Torino 1-0
1990 Genova, stadio Luigi Ferraris - Genoa-Lazio 2-2
2000 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Roma 2-1
2004 Bologna, stadio Renato dall'Ara - Bologna-Lazio 2-1 - Recupero della gara del 7 marzo non disputata per neve

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Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 1/3/2019
 

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