08 Febbraio 2019

Cosa volete di più da questa squadra?
di Stefano Greco

Non siamo il Real Madrid e finché ci sarà questo personaggio alla guida della società non saremo MAI (e neanche ci avvicineremo mai ad esserlo) la Lazio di Sergio Cragnotti. E, probabilmente, non faremo MAI il tanto auspicato e invocato salto di qualità. Oramai questo lo sappiamo tutti, anche chi si ostina a giustificare l’operato della società o addirittura chi difende a spada tratta Lotito mettendolo anche sopra il bene della Lazio. La domanda che mi faccio, quindi, è: perché prendersela con la squadra? Uno può andare allo stadio o restare a casa per continuare in silenzio la propria protesta, ma su una cosa secondo me non si deve transigere, MAI: QUANDO GIOCA LA LAZIO SI TIFA PER LA LAZIO...

Non lo scrivo perché sono arrivate due vittorie (contro la penultima e la quartultima in classifica…), ma per il semplice motivo che mi sto rendendo conto che oramai in questo ambiente si sta perdendo il senso della misura. Su tutti i fronti, sia ben chiaro, perché ieri ad esempio accendendo certe radio non sembrava di stare a Roma, ma a Gerusalemme davanti al muro del pianto, con gente che urlava al complotto perché giocavamo di giovedì senza rendersi neanche conto che dalla Lazio società non è partita nessuna protesta e nessuna richiesta di giocare in altra data, quindi anche la società sarebbe coinvolta in questo complotto per estromettere la Lazio dalla lotta per il quarto posto. E senza considerare che anche giocando oggi o domenica, Immobile e Luis Alberto non sarebbero stati comunque della partita e che, forse, era meglio giocare prima con l’Empoli quartultimo in classifica che avere meno giorni a disposizione (ora abbiamo una settimana esatta per tirare il fiato…) per affrontare un Siviglia che è “leggermente” più forte della squadra di Iachini. Parlare di complotti quest’anno, dopo quello che è successo un anno fa, è semplicemente ridicolo. Tanto quanto lo è storcere la bocca perché si è vinto solo 1-0 e soffrendo contro Frosinone ed Empoli.

Come ho scritto ieri sera a caldo su Facebook, ma magari vincerle tutte per 1-0 e pure su autogol le partite. Specie in momenti come questo in cui la squadra giocando ogni tre giorni è cotta e Inzaghi è costretto a fare la conta dei morti e dei feriti per trovare 11 giocatori da mandare in campo. E criticare la squadra perché ha vinto soffrendo contro Frosinone e Empoli è RIDICOLO... Io non sopporto Lotito al punto che quando vedo la sua immagine cambio canale e non sono per niente soddisfatto neanche del mercato di gennaio, ma alla fine tifo per la Lazio. Quindi, oggi non posso che sorridere, perché anche se soffrendo in 8 giorni questa squadra ha vinto ai rigori a San Siro con l'Inter e ha portato a casa 6 punti obbligatori. Quindi, perdonate il francesismo, STI CAZZI di come sono arrivati... Perché l’Inter, ad esempio, ne ha persi 3 in casa con il Bologna terzultimo di punti la settimana scorsa e l’Atalanta a Cagliari contro una squadra ridotta in 10 ha rischiato di prendere il gol dell’1-1 a tempo scaduto e si è salvata solo grazie ad una traversa che ancora trema. Quindi, va bene così. Va benissimo così.

Poi, sappiamo benissimo tutti che anche se dovessimo andare in Champions non cambierebbe niente, perché con questo personaggio alla guida della Lazio il salto di qualità non lo faremo mai, neanche con i soldi che incassa chi va in Champions. Questo, oramai lo abbiamo capito tutti e da un pezzo. Ma per quello che hanno fatto (e subito lo scorso anno), Inzaghi e questi ragazzi si meriterebbero di tagliare questo traguardo, perché pur con tutti i limiti evidenti e anche qualche errore commesso, hanno sputato e stanno sputando sangue per arrivarci. Il quarto posto sarebbe un premio per loro e ci consentirebbe di vivere finalmente un finale diverso dalla solita storia, anche se con la consapevolezza che si tratta solo di un’illusione, di una piccola parentesi, perché Lotito non la costruirà mai una squadra per competere veramente in Champions League o per spiccare il volo in campionato. Ma perché togliere ai nostri figli la gioia e l’orgoglio di sentire quella musichetta prima del fischio d’inizio?

Certo, a tutti tremano i polsi all’idea di presentarci al Bernabeu, al Campo Nou, all’Old Trafford o ad Anfield con una squadra “rinforzata” da Lotito e Tare, magari con un’altra campagna acquisti roboante come quella fatta nell’estate del 2007 a Champions League conquistata. Artipoli e Vignaroli, loro malgrado sono diventati l’emblema della “poraccitudine” di chi guida la Lazio e il Lotito del 2007 è lo stesso di oggi. È cambiato solo perché prova a mostrarsi diverso, ma basta ascoltare quello che dice per capire che dietro la maschera c’è sempre lo stesso volto. Pensate a quanto di buono ha fatto ieri un giocatore normale come Romulo messo alposto giusto e probvate a pensare che cosa avrebbe potuto fare la Lazio se la società avesse dato a Inzaghi Lazzari e un altro paio di buoni giocatori invece che buttare soldi perSprocati e Durmisi, ad esempio. Ma Lotito è così dasempre e sarà sempre così, uno di quelli a cui manca sempre un centesimo per fare un euro. Quindi, nessuna illusione. Così è e così sarà, fino a quando resterà alla guida della Lazio. Allora, anche se io resto a casa per scelta, una cosa deve essere ben chiara: QUANDO GIOCA LA LAZIO, IO TIFO LA LAZIO. E se vince, comunque vinca, sono contento... E questo dovrebbe valere per tutti, sia per chi va sempre e comunque sia per chi continuando la sua protesta silenziosa se ne resta a casa. Perché tanto non saranno né il fallimento di un obiettivo o un quarto posto strappato con le unghie e con i denti a cambiare il copione, perché regista e sceneggiatore sono sempre gli stessi.

Ma, così come non sopporto i complottisti e i piagnoni, al tempo stesso non sopporto quelli che devono sempre dire SÌ, MA… Perché io sono anni che critico, che mi espongo tirando fuori cose che nessuno ha il coraggio di dire o di scrivere, ma non vivo fuori dalla realtà e, soprattutto, non ho mai smesso di tifare Lazio. Forse non ho più dentro il sacro fuoco di una volta, ma quanti di noi alla soglia dei 60 anni hanno dentro lo stesso fuoco e la stessa rabbia che avevano a 20/30 anni? Si cambia, così come si cambiano mogli, compagne e partito politico. Ma una sola non cambia e non cambierà mai: l’amore per la Lazio e per quei colori. E se qualcuno non ci crede, peggio per lui. Mi scivola addosso come una goccia di pioggia, perché significa che non mi conosce e che di me non ha capito veramente nulla…




Accadde oggi 19.07

1982 Nasce a Roma Diego Favazza
2001 Riscone di Brunico - Lazio-Olympiakos Nicosia 1-0
2004 Sendai - Vegalta-Lazio 2-2
2006 Unterchutzen - Steierselektion-Lazio 0-5
2008 Auronzo di Cadore, stadio Rodolfo Zandegiacomo - Lazio-Auronzo 7-0

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 12/7/2019
 

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