04 Febbraio 2019

Lazio, lo scudetto del 1915 è ad un passo
di Stefano Greco

Il terzo scudetto della Lazio è ad un passo, così vicino da poterlo quasi toccare. Non lo vinceremo mai sul campo uno scudetto con questa proprietà, ma grazie alla testardaggine dell’avvocato Gian Luca Mignogna, alla Lazialità di Antonio Buccioni e al grande lavoro fatto da un gruppo di ricercatori, la Lazio entro pochi mesi (forse già prima dell’estate) si vedrà riconoscere lo scudetto del 1915, ex aequo con il Genoa. E fa sorridere il fatto che, a livello ufficiale, proprio la Lazio non sia mai scesa in campo per appoggiare questa iniziativa, nonostante la “presenza” del suo presidente ai vertici della Federcalcio dal 2014 a oggi…

Dopo il lungo sonno di Tavecchio e quello ancora più profondo del Commissario Fabbricini, ci ha pensato finalmente il neo presidente della Federcalcio a prendere in mano la situazione per dare una risposta definitiva a 4 istanze presentate in questi anni e per chiudere, una volta per tutte, i conti con il passato. A riscrivere la storia dell’albo d’oro e a mettere fine a questa lunga serie di ricorsi, sarà una commissione di saggi varata qualche giorno fa dal neo presidente della Federcalcio con a capo Matteo Marani, giornalista e vice presidente della Fondazione Museo del Calcio. Una commissione composta da ricercatori e professori universitari chiamata a esprimere un parere definitivo su 4 casi rimasti aperti.

“Solo così ritengo che si possa finalmente dare valore al senso storico dei fatti e consentire a tutti di farsi la propria opinione senza preconcetti o precostituite posizioni faziose dettate dal tifo”.

Una commissione di studiosi senza la sciarpetta al collo chiamata a decidere su 4 ricorsi presentati da Lazio, Genoa, Bologna e Torino, con 3 scudetti in ballo: quelli del 1915, del 1925 e del 1927. La Lazio chiede che venga assegnato ex aequo il titolo del 1915 che nessuno ha vinto sul campo causa sospensione del campionato per la Grande Guerra ma assegnato dalla Federcalcio solo al Genoa che, documenti alla mano, aveva meno titolo della Lazio per vedersi consegnare dalla FIGC quel tricolore. Lo stesso Genoa, invece, chiede l’assegnazione dello scudetto del 1925, andato al Bologna al termine di ben cinque finali. Più complicato, il discorso legato al titolo del 1927  vinto dal Torino sul campo, ma poi revocato e mai assegnato a causa dello “scandalo Allemandi”. Il Toro chiede la restituzione di quel titolo vinto sul campo, mentre il Bologna, arrivato secondo, chiede che gli venga assegnato il titolo seguendo le stesse modalità adottate dalla Federcalcio per l’assegnazione dello scudetto della stagione 2005-2006, vinto sul campo dalla Juventus davanti al Milan ma assegnato all’Inter (che aveva chiuso la stagione al terzo posto) a causa del coinvolgimento di bianconeri e rossoneri nella Calciopoli del 2006.

Chi mi conosce bene o chi mi legge da 8 anni su Millenovecento, sa che non faccio il cavalcatore di onde popolari per prendere applausi o per andare a caccia di consensi, quindi di solito quando tutti spingono per qualcosa io preferisco stare in disparte salvo poi, quando cala la marea e tutti dimenticano, squarciare il velo di silenzio e di omertà fatto calare ad arte su un certo argomento accendendo, nei limiti del possibile, i riflettori su quella vicenda. Se penso che sia giusto farlo, allora lo faccio. Perché ho il difetto di dire e scrivere sempre quello che penso e, fondamentalmente, me ne frego se quello che dico e scrivo piace o dà fastidio a qualcuno. Per questo ho sempre avuto parecchi nemici, gente che mi odia senza neanche conoscermi o che mi odia semplicemente per come sono fatto… Male, probabilmente, perché proprio non riesco a stare zitto e non so dove sia di casa la diplomazia. E questo vale anche per la vicenda dello scudetto del 1915, sulla quale per 3 anni è stato fatto calare ad arte un silenzio tanto assurdo quanto imbarazzante.

Nel 2015, quando tutti facevano a gara per parlare di questa vicenda o per dar voce ai promotori di quella iniziativa, io ho scritto un articolo in cui ho spiegato perché ero contro l’assegnazione dello scudetto del 1915 e perché non avrei firmato quella petizione. Chiaramente, anche in quell’occasione mi sono fatto più nemici che amici, ma uno degli attestati più belli l’ho ricevuto proprio dal promotore di questa iniziativa, l’avvocato Gianluca Mignogna. Ci siamo incontrati per caso ad un evento laziale e mi ha detto: “Grazie per averne parlato. Anche se hai un’idea diversa, che rispetto, è importante che se ne parli”.

La mia posizione sulla vicenda dello scudetto del 1915 oggi è la stessa di 4 anni fa, perché non ho cambiato idea. Considero legittima la richiesta dell’avvocato Mignogna, trovo giusto assegnare moralmente quel titolo anche alla Lazio (non fosse altro come riconoscimento per quello che ha dato la società e la Polisportiva Lazio in termini di vite nella Grande Guerra), ma io sono sempre dell’idea che gli scudetti si vincano sul campo. Non nelle aule di un tribunale, oppure riscrivendo la storia. E io un profondo rispetto per la storia, soprattutto per quella della Lazio. E ce l’ho da sempre, perché la mia famiglia è legata a questa società da più di un secolo, fin dai primi anni di vita della Lazio. Mio nonno Tullio è stato revisore dei conti per anni, era amico del generale Vaccaro ed è entrato nel Consiglio Direttivo nel 1927, nell’anno più difficile della storia della Lazio, quello in cui fu sventata la fusione che avrebbe decretato la fine della società. Il mio prozio, Aldo Fraschetti (fratello di mia nonna), ha giocato nella Lazio insieme a Fulvio Bernardini e ai fratelli Saraceni in uno dei periodi più vincenti della storia della società. E ha sfiorato lo scudetto. È successo nel 1923, quando dopo aver vinto il campionato del Centro-Sud, si è andato a giocare la finale proprio contro il Genoa, in una sorta di rivincita di quella finale del 1915 che non è stata mai giocata a causa dell’entrata in Guerra dell’Italia. Nel 1923, vinse il Genoa sul campo, sia all’andata che al ritorno. Zio Aldo, quando ero bambino, mi prendeva in braccio e mi parlava spesso di quella sfida e del calcio di quell’epoca. E mi diceva: “Contro quelli, non avevamo nessuna possibilità. Loro erano già dei professionisti, venivano pagati per giocare a calcio e facevano solo quello nella vita. Noi, invece, eravamo ancora dilettanti. Al massimo ci scappava qualche premio, oppure qualche raccomandazione per trovare lavoro, ma non vivevamo di calcio”

Ma proprio perché rispetto la storia, nel momento in cui la Federcalcio ha deciso di affidarsi a degli storici per chiudere definitivamente questioni rimaste in sospeso per oltre un secolo credo che sia giusto dare alla Lazio quello che è della Lazio. Perché lo dicono i documenti presentati dall’avvocato Mignogna. Quali sono questi documenti?

Detto che già nel 2016 un parere vincolante della Commissione dei Saggi istituita dall’allora Presidente Federale, Carlo Tavecchio, sottolineò che la richiesta presentata dall’avvocato Mignogna era legittima e che l’assegnazione dello Scudetto 1915 ex aequo a Genoa e Lazio fosse l’unica strada da seguire, in questi anni è stato raccolto e presentato ulteriore materiale che cancella qualsiasi tipo di dubbio.

Il materiale raccolto da Mignogna, insieme all’equipe di ricercatori che lo ha aiutato, si basa sulle pagine de L’Italia Sportiva, che all’epoca dei fatti era l’organo ufficiale della Federcalcio. In alcune copie de L’Italia sportiva del 1915, oltre ai risultati e alle classifiche che testimoniano il fatto che la Lazio si era aggiudicata il titolo dell’Italia Meridionale (quindi il diritto a disputare la finalissima con la vincente del campionato del Nord), nell’edizione del3 marzo 1915 de L’Italia Sportiva c’è un comunicato ufficiale della Figc che stabilisce l’annullamento della pre-finale meridionale tra Internazionale Napoli e Naples per irregolarità di tesseramento di 2 giocatori. Per questo motivo, la partita tra la Lazio e la vincente di questa sfida fu annullata determinando automaticamente che era la Lazio la squadra designata per la finale che assegnava lo scudetto della stagione 1914-1915. Titolo che, invece, non aveva conquistato sul campo il Genoa, visto che al momento della sospensione del campionato i rossoblù non erano ancora matematicamente campioni del Nord, visto che avevano solo 2 punti di vantaggio e c’era ancora l’ultimo turno da giocare. Oltre a questi documenti del 1915, in un’edizione de L’Italia Sportivadel 18 giugno 1920 c’è la conferma che nella stagione 1914-15 la Lazio fu Campione d’Italia Centro-Meridionale ed unica finalista nazionale certa e ufficiale del campionato 1914-15. Sempre in una copia de L’Italia Sportivadell’11 ottobre 1920, Mignogna e gli altri ricercatori hanno trovato la notizia che L’Italia Sportiva era organo ufficiale della FIGC per l’Italia Centrale e Meridionale. La prova definitiva, quindi, dell’ufficialità della conquista da parte della Lazio dello Scudetto del centro-sud Italia e di conseguenza della legittimità della richiesta, visto che a riportarla era un organo ufficiale della stessa Federcalcio. Una prova inconfutabile, verrebbe da dire “a prova di tifo”… Quindi, documentazione alla mano, non resta che aspettare l’ufficialità.

Per quel che mi riguarda (ma credo che la cosa valga per tutti i laziali), in caso di assegnazione dello scudetto non scenderò in piazza e continuerò a considerare 2 gli scudetti vinti dalla Lazio e primo quello conquistato dalla squadra di Maestrelli. Ma capisco benissimo anche chi non vede l’ora di festeggiare un titolo che toglie  a “quelli” anche l’unico record vero che hanno: quello di essere stati i primi a vincere uno scudetto a Roma. Perché il fatto di aver portato la B a Roma nel 1951, non glielo può togliere nessuno, così come albo d’oro dell’Uefa alla mano non è in discussione il fatto che sia la Lazio l’unica squadra romana ad aver vinto dei trofei europei…

Detto questo, io continuo a sperare e a sognare di poter vincere un giorno sul campo il terzo scudetto, festeggiando sugli spalti abbracciato a mio figlio. Ora è dura anche solo immaginarla una cosa del genere, ma lo era e per ogni  laziale nell’estate del 1987, quella degli spareggi di Napoli; era impossibile anche solo immaginare in quei momento quello che sarebbe successo poco più di due lustri dopo, tra il 1998 e il 2000. Ma siamo laziali e tifosi, quindi nessuno ci toglierà mai una cosa: la voglia di sognare un futuro diverso… 

FORZA LAZIO!




Accadde oggi 20.04

1903 Balestrieri si classifica 2° nella Gara di Marcia bandita dalla Esperia Roma.
1930 Cremona, stadio Giovanni Zini - Cremonese-Lazio 1-3
1941 Milano, stadio San Siro - Milan-Lazio 3-0
1947 Napoli, stadio Vomero – Napoli-Lazio 0-0
1952 Roma, stadio Torino - Lazio-Atalanta 1-2
1957 Nasce ad Ancona Andrea Agostinelli
1958 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Sampdoria 2-2
1969 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Brescia 1-0
2005 Cagliari, stadio Sant'Elia - Cagliari-Lazio 1-1
2008 Catania, stadio Angelo Massimino - Catania-Lazio 1-0

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 26/3/2019
 

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