03 Febbraio 2019

Cosa possiamo fare per farti cambiare?
di Vincenzo Morabito

Tratto da Facebook

A volte stento a credere che un uomo di affari, che nel suo ambito ha comunque dimostrato di essere molto abile e scaltro, non si renda conto delle potenzialità di questo club: con la sua centenaria storia, con un recente passato che con Cragnotti aveva portato la Lazio tra i primi club nel mondo. Una società capace di attirare fior di campioni, con una tifoseria sempre presente, anche nei momenti di grande difficoltà. Basta pensare ai 41.539 abbonati nella stagione 2003-2004 con oltre 52.000 presenze di media a partita, ai 120 milioni di euro di aumento di capitale sottoscritti da migliaia di tifosi che di fatto salvarono la Lazio dal fallimento.

Una tifoseria di “rompicoglioni”, è vero, che ha sempre borbottato contestando persino il presidente più vincente della storia biancoceleste. Una tifoseria che in passato ha però sempre fatto seguire ai borbottii i fatti, rispondendo sempre presente nel momento del bisogno, unita e compatta. Un potenziale che Lotito finora non è stato in grado di sfruttare e valorizzare. Anzi, in realtà questa gestione ha di fatto portato la Lazio a record negativi in materia di abbonati, di media presenze, di sostegno alle poche (peraltro) iniziative di marketing societarie. Leggo spesso e ovunque sui social network che in molti tifosi laziali Lotito ha spento il sacro fuoco della passione. Eppure, in qualche occasione si è tornati a vedere un Olimpico pieno, una tifoseria unità, compatta, in ogni settore, non solo nella Nord che ha continuato a sostenere la Lazio, a prescindere. Le finali di Coppa Italia e di Supercoppa, il preliminare di Champions contro il Leverkusen, l’ultima in casa contro l’Inter nello scorso campionato. Per non parlare dei tantissimi tifosi che seguono i nostri ragazzi nelle trasferte, in Italia e all’estero.

C’è ancora tanta voglia di Lazio in giro. Ma non bastano gli appelli per far tornare i tifosi allo stadio, come non servono gli insulti verso chi ha scelto una posizione intransigente, perché non si ricompatta una tifoseria attraverso il rilascio di patenti di Lazialita. Anche perché la stragrande maggioranza di chi è ostile a questa gestione, in passato ha dimostrato comunque e con i fatti l’attaccamento ai colori biancocelesti. Tifosi che sono scesi in piazza ogni volta che si è trattato di difendere la Lazio da qualcuno o da qualcosa, tifosi che si sono venduti la macchina o il motorino per far affluire soldi nelle casse di una società in agonia.

Mi da fastidio questa lotta tra guelfi e ghibellini e mi è antipatico chi usa definizioni idiote come lazialoni o gufi. Come si può riaccendere quella fiamma o rinvigorire quel sacro fuoco che al momento è al massimo brace sotto la cenere? Come si può eliminare questa spaccatura? All’inizio nessuno si aspettava follie da questa gestione. Apprezzabile l’opera di salvataggio e quella che ha portato a una stabilità dei conti. Ma la virtuosità in questo machiavellico paese non paga, perché poi abbiamo visto che società con decine o centinaia di milioni di euro di debiti continuano a spendere senza nessuna conseguenza sul piano sportivo.

Qualcosa in casa Lazio si è vinto in questi ultimi dieci anni, mentre invece società come Inter e Roma si sono dovute accontentare di vedere vincere gli altri. Ma cosa è allora che tifosi come me e tantissimi altri rimproverano a Lotito? Quella inspiegabile ostinazione a non voler fare un piccolo sforzo per cercare di portare la Lazio un gradino più in alto. Anche questa finestra di mercato, è stata la fotocopia delle precedenti finestre di mercato invernali veste in tre lustri di gestione Lotito. Il presidente ha purtroppo confermato la mancanza di volontà da parte della società di sostenere un allenatore e un gruppo in piena corsa per un posto in Champions League, in Coppa Italia e in Europa League.

Un abile affarista dovrebbe essere capace di capire che con due rinforzi veri le possibilità di centrare tutti gli obiettivi sarebbero state notevoli, con un aumento di introiti nelle casse della società. Investire non a fondo perduto, quindi, ma per fare ancora più profitti. Si parla sempre di fatturati. Ma non puoi aumentarli se non sfrutti al pieno le potenzialità di un club, se non hai un programma fatto di iniziative commerciali serie, se non investi parte di quei profitti e al contrario ne spendi una parte in attività che non portano nessun beneficio sportivo alla Lazio: tipo la Salernitana. Per non parlare, poi, del progetto stadio, rimasto fermo al modellino presentato addirittura a giugno 2005...

Chi conosce Lotito o ha avuto a che fare con lui per questioni professionali, sa che il soggetto non è facile e che ha una visione patriarcale della gestione delle sue aziende. È intransigente, preferisce i monologhi ai dialoghi. Molti nemici molto onore, diceva Benito Mussolini, uno a cui Lotito sicuramente si ispira, imitandone anche i toni e la gestualità. Ricordo ancora il “combatteremo lo strapotere del nord”, scandito a petto in fuori davanti a una platea festante in quella piazza situata a due piazza da quel balcone di piazza Venezia. Ma quel potere del Nord non lo si combatte sportivamente se ci si ostina a non fare quel piccolo sforzo, oltretutto economicamente sostenibile, per dare al gruppo le armi necessarie a combattere fino alla fine.

Forse abbiamo sbagliato anche noi, i cosiddetti dissidenti, contestatori o gufi come ci definiscono coloro che si ritengono laziali doc. Lo scontro non è servito. Forse l’uomo avrebbe voluto una tifoseria simile alla platea di romani che acclamavano e divinizzavano gli imperatori dell’antica Roma. Il Claudio presidente della Lazio ha certamente studiato il suo omonimo Claudius Caesar Augustus Germanĭcus che fu imperatore romano dal 41 al 54 d. C. Il regno di Claudius Lotito dura ormai da più di 14 anni e sembra destinato a durare ancora a lungo. Ripartendo dalle immagini dei nostri ragazzi festosi l’altra sera a San Siro, la domanda è: cosa possiamo fare tutti, guelfi e ghibellini biancocelesti, lazialoni e gufi, per far capire all’imperatore Claudio, che il popolo laziale in cambio di quel salto di qualità, è pronto a riaccendere quel fuoco sacro, senza alcun pregiudizio ad personam?




Accadde oggi 19.07

1982 Nasce a Roma Diego Favazza
2001 Riscone di Brunico - Lazio-Olympiakos Nicosia 1-0
2004 Sendai - Vegalta-Lazio 2-2
2006 Unterchutzen - Steierselektion-Lazio 0-5
2008 Auronzo di Cadore, stadio Rodolfo Zandegiacomo - Lazio-Auronzo 7-0

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 12/7/2019
 

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