31 Gennaio 2019

È la ASRoma il vero alleato di Lotito...
di Stefano Greco

Mentre ieri sera sul 7-1 la Curva Fiesole cantava a squarciagola “sembra Manchester, sembra Manchester, sembra Manchester”, oppure “il pallone è quello giallo, il pallone è quello giallo”, sorridendo davanti all’ennesimo risultato tennistico e all’idea di cosa avrebbe scatenato quel 7-1, mi sono ricordato di un articolo scritto circa 5 anni fa che finiva così: “Il maggiore alleato di Lotito, non è chi si schiera apertamente dalla sua parte, oppure chi lo protegge da chi lo contesta. Il maggiore alleato di Claudio Lotito è la AS Roma. Sì, perché fino ad oggi Lotito si è salvato grazie alla ‘sua’ Roma, alle debacle in serie collezionate da una gestione Sensi agonizzante e dagli errori commessi dalla nuova gestione americana che per la smania di fare bene e subito facendo dimenticare ai tifosi e al mercato quel monte di debiti che ha ereditato ha sbagliato tanto, tantissimo. E non ha vinto nulla…”

È così, da anni. Ogni volta che Lotito scende ai minimi storici a livelli di popolarità, ogni volta che la sua gestione mostra tutti i suoi limiti strutturali e l’assenza assoluta di un vero progetto e della volontà far di crescere la Lazio, in suo soccorso arriva la Roma. Lo scudetto gettato al vento nel 2010 mentre la Lazio conquistava a fatica la salvezza; le sconfitte umilianti in Europa incassate contro Manchester United (7-1), Barcellona (6-1) e Bayern Monaco (1-7 all’Olimpico…); la Coppa Italia persa nel derby del 26 maggio; la bacheca giallorossa vuota da più di 10 anni e, ora, il7-1 di Firenze che, giustamente, ha fatto partire l’ondata di sfottò che sta travolgendo i rivali di sempre, quelli che in questi momenti non accettando di essere incudine come unica difesa tirano fuori gli “11 anni de B”. Ecco, quando lo fanno, significa che stanno alla frutta, che hanno accusato pesantemente il colpo e non sanno veramente più a cosa attaccarsi. Oggi lo ha fatto anche un mio amico di vecchia data, romano e romanista ma neo senatore della Lega di Salvini. Che ci volete fare, loro sono fatti così e fanno anche un po’ tenerezza per la loro incapacità di incassare e per l’assenza assoluta di ironia.

Ma torniamo a noi. In un momento in cui tutti stanno prendendo coscienza della mancanza di volontà nel trasformare parole e promesse in fatti, con un mercato che potrebbe portare al massimo come “rinforzi” Romulo e Casasola; in un momento in cui la squadra è precipitata in classifica e alla vigilia di una trasferta a San Siro da dentro e fuori, ecco che a distrarre l’attenzione e in soccorso di Claudio Lotito è arrivata la AS Roma, con la più grande debacle in  terra italiana di sempre. Perché quel 7-1 di ieri sera è perfetto come scusa per ridimensionare anche (speriamo che non accada) un’eventuale eliminazione di questa sera per mano dell’Inter. Perché tutto verrebbe liquidato con un “vabbé, ma sono uscite anche Juventus e Napoli, poi noi mica abbiamo fatto la figura della Roma”

Premesso che mi auguro di cuore che non succeda, perché proprio l’uscita di scena di Juventus, Napoli e Roma offre a tutte le semifinaliste la possibilità di essere l’unica squadra in grado di vincere oltre alla Juventus che ha già ipotecato il nono scudetto consecutivo e messo le mani sulla Supercoppa, comunque per i difensori ad oltranza la scusa è già lì, pronta, servita per l’ennesima volta su un vassoio d’argento proprio dalla AS Roma.

Come laziale ho goduto, mi sono divertito sui social network e ho martellato come è giusto che sia in una città che vive di derby per 365 giorni all’anno, ma sono stanco di pensare che gli unici motivi di gioia vera sono legati alle debacle di “quelli”. Perché questo è il vero limite di questa città: pensare a quello che fanno gli altri. Per crescere bisogna pensare a quello che fa la Juventus, oppure aspirare a fare quello che ha fatto l’Atletico Madrid da quando è arrivato il Cholo Simeone. Sì, perché non avendo alla guida della società arabi ricchi e spendaccioni come quelli che hanno a Manchester (sponda City) o a Parigi e neanche la potenza economica che hanno da decenni club come Manchester United, Real Madrid e Barcellona, il punto di riferimento deve essere per forza di cose una società che fino a qualche anno fa fatturava come la Lazio e che oggi fattura il triplo, mentre noi siamo cresciuti al massimo del 15% e solo grazie alla crescita del valore del contratto collettivo dei diritti tv del campionato italiano. Perché da tutti gli altri punti di vista la Lazio di oggi non è meglio di quella del 2011 capace di sfiorare per due anni consecutivi la qualificazione alla Champions League, beffata sempre sul filo di lana dall’Udinese. E con la società, come oggi, immobile nel mercato di gennaio o al massimo pronta a investire 5000 euro (non è un errore, la cifra è reale) per prendere in prestito Sculli oppure a sostituire Cissé con Alfaro. Perché in questo ultimo giorno di mercato gli obiettivi si chiamano Romulo (ma solo se si piazza Basta) e Casasola, ennesima scusa per versare 2/3 milioni di euro nelle casse della Salernitana.

Per questo dico che è la Roma il vero alleato di Lotito. Lo è da sempre, da quando nel 2004 ha messo piede a Formello, da quando è passato a cantare “Grazie Roma” allo stadio da tifoso giallorosso o presunto tale (come diceva Storace) a intonare oggi quel coro come una sorta di preghiera di ringraziamento per l’ennesima grazia ricevuta. Perché anche quest’anno la Roma non vincerà nulla e questo gli consentirà, comunque finisca la stagione della Lazio, di continuare a navigare tranquillamente in queste acque laziali solo apparentemente agitate…




Accadde oggi 21.08

1916 Muore a Porpetto (UD) Florio Marsili, Pioniere
1949 Foligno, Stadio Comunale - Foligno-Lazio 0-7
1977 Varese - Varese-Lazio 2-1
1983 Catanzaro-Lazio 0-0
1988 Pescara-Lazio 2-1
1992 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Espanol di Barcelona 2-1
2000 Karlstad, - Karlstad-Lazio 1-5
2001 Roma, stadio Olimpico - Lazio-FC København 4-1
2004 Milano, stadio Giuseppe Meazza - Milan-Lazio 3-0
2005 Rieti, stadio Centro d'Italia - Rieti-Lazio 0-1

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 9/8/2019
 

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