22 Gennaio 2019

Ci mettiamo la benzina in questa Ferrari???
di Stefano Greco

Ieri, vedendo questa foto che girava sul web, non ho sorriso come è successo in passato con tanti altri fotomontaggi legati a questo personaggio. Perché c’è poco da ridere davanti all’ennesima presa per i fondelli, all’ennesima occasione gettata al vento, all’ennesimo treno perso. Le uniche due cose che accomunano veramente la Lazio e la Ferrari, sono che entrambe sono state protagoniste in quegli anni a cavallo tra la fine del ventesimo e l’inizio del ventunesimo secolo, ma da allora non hanno più primeggiato e che quei successi sono legati alla presenza di un grande manager alla guida della scuderia (Todt alla Ferrari e Cragnotti alla Lazio) e di fuoriclasse assoluti al volante (Schumacher alla Ferrari e i campioni portati da Cragnotti nella Lazio). Per il resto, il paragone fatto un mese fa dal presidente della Lazio, fa ridere.

Fa ridere, perché per tornare a vincere la Ferrari ha fatto di tutto, investendo un patrimonio sia per portare a Maranello un pilota che aveva vinto 4 titoli mondiali consecutivi sia per assicurare a quel pilota i migliori ingegneri in circolazione, in modo da mettergli a disposizione una macchina in grado di vincere o, quantomeno, di poter competere ad armi pari con i rivali di sempre. Chi guida la Lazio, invece, oltre a sperare nelle disgrazie altrui o a invocare un ridimensionamento delle spese degli altri, che cosa ha fatto? Nulla, o quasi. Ha sempre cercato ingegneri, piloti e meccanici a basso costo, si è limitato a pagare il bollo di circolazione, l’assicurazione e a fare solo i tagliandi obbligatori per non perdere la garanzia. Ha risparmiato su tutto, anche sulla benzina, visto che in molte occasioni ha messo dentro la macchina solo il carburante strettamente necessario per arrivare alla fine del Gran Premio. Spesso e volentieri sbagliando anche i calcoli, perché dopo essere partita alla grande la macchina nel finale ha rallentato perché al pilota era rimasta troppa poca benzina per poter continuare a premere al massimo l’acceleratore.

Sì, perché senza la benzina necessaria per arrivare al traguardo una Ferrari fa meno strada di una 500 con il pieno. È successo anche questo in 15 anni, ad esempio quando siamo arrivati quinti dietro l’Udinese quando la quarta andava al preliminare di Champions League e quarti l’anno dopo quando al preliminare ci andava la terza. È successo anche alla Ferrari, battuta a volte non solo dalla Mercedes di Hamilton nel mondiale piloti ma superata anche dalla Red Bull nella corsa al titolo costruttori. Ma poi la Ferrari si è rimboccata le maniche, ha fatto nuovi investimenti e ha riprovato a vincere. Perché investire, anche tanto, non dà nessuna garanzia di vittoria, ma senza investimenti vincere o primeggiare è utopia. E negli ultimi anni, chi guida la Lazio è stato ambizioso solo a parole, ma mai in modo concreto. Tante chiacchiere e pochi fatti, un controsenso che rende ancora più ridicolo e fastidioso un personaggio che da sempre dice di parlare con i fatti e che si presenta come uno che non vende sogni ma solide realtà.

E la realtà è che nel mercato estivo la Lazio ha comprato Proto, Durmisi, Acerbi, Berisha, Badelj e Correa (marchette come quella di Sprocati, pagato 2,5 milioni per consentire alla Salernitana di mettere i conti in regola neanche le calcolo…), a fronte delle partenze di De Vrij, Felipe Anderson e Nani. Dopo 6 mesi, Durmisi non s’è mai visto (anche perché per sua stessa ammissione è arrivato rotto e lo è da 2 anni…), Badelj vuole cambiare aria, Berisha ha passato più tempo in infermeria che sul campo di gioco, Proto non ha giocato neanche in Coppa Italia contro il Novara, mentre Acerbi e Correa non hanno fatto rimpiangere né De Vrij né Felipe Anderson. Quindi, la Lazio è rimasta quella dell’anno scorso, con gli stessi difetti e qualche pregio in meno, visto che qualcuno non sta rendendo come un anno fa. E se in Formula Uno se ti fermi sei perduto perché la tecnologia fa la differenza quasi più del pilota, anche nel calcio se resti fermo sulle tue posizioni puoi solo sperare nel fallimento altrui, altrimenti diventa dura anche solo confermarsi, mantenere le stesse posizioni.

Quindi, si può pure sbraitare contro i commissari di gara che in modo palese ti hanno danneggiato o hanno favorito altri, ma il problema vero è che tu non hai fatto nulla per essere competitivo, per far seguire alle parole i fatti. E le chiacchiere non sono carburante, purtroppo, altrimenti il serbatoio di quella Ferrari con lo stemma dell’aquila sulla fiancata sarebbe sempre pieno. Siamo arrivati a metà gara, c’è la possibilità di cambiare le gomme e di mettere la benzina che serve per recuperare posizioni, ma ai box sono tutti fermi, immobili. E anche il Team Principal (alla Ferrari è Maurizio Arrivabene, alla Lazio è Simone Inzaghi), quello che alla fine paga per tutti se le cose vanno male, sta lì, fermo e silenzioso, in attesa di vedere se dall’alto arriva qualcosa. Attesa vana, purtroppo, perché come non è successo nulla in queste tre settimane nulla accadrà negli ultimi giorni prima della chiusura dei box. E quella Ferrari sarà costretta a tornare in pista sapendo di avere a malapena gomma e benzina per arrivare al traguardo, ma senza poter fare accelerazioni, senza consentire al pilota di giocarsela ad armi pari con gli altri. Non solo con la Mercedes (la Juventus…), ma neanche con gli altri che puntano ad occupare i tre gradini restanti di quel podio a quattro che garantisce l’ingresso in Champions League. E a quel punto, ai tifosi non resta che prendersela con i commissari di gara o con la FIA, perché l’alternativa sarebbe contestare chi comanda o disertare i prossimi Gran Premi. Ma la Ferrari è la Ferrari: nun se discute, se ama…




Accadde oggi 21.08

1916 Muore a Porpetto (UD) Florio Marsili, Pioniere
1949 Foligno, Stadio Comunale - Foligno-Lazio 0-7
1977 Varese - Varese-Lazio 2-1
1983 Catanzaro-Lazio 0-0
1988 Pescara-Lazio 2-1
1992 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Espanol di Barcelona 2-1
2000 Karlstad, - Karlstad-Lazio 1-5
2001 Roma, stadio Olimpico - Lazio-FC København 4-1
2004 Milano, stadio Giuseppe Meazza - Milan-Lazio 3-0
2005 Rieti, stadio Centro d'Italia - Rieti-Lazio 0-1

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 9/8/2019
 

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