21 Gennaio 2019

Sul ponte sventola bandiera bianca...
di Stefano Greco

“Sul ponte sventola bandiera bianca, sul ponte sventola bandiera bianca…”. Così cantava Franco Battiato nel 1981, in quell’album che aveva un titolo eloquente e che calza a pennello con l’argomento che ho deciso di trattare oggi ben sapendo di infilarmi ad occhi bendati in un campo minato. Perché parlare liberamente di Lazio,oggi, significa entrare veramente in un campo disseminato di mine da parte di chi si professa difensore estremo della Lazio ma che, con il suo comportamento, scientemente o no danneggia la Lazio più dei contestatori ciechi, quelli che prefigurano sciagure in serie anche quando non c’è nessuna sciagura in vista o che dipingono di nero anche quello che nero non è. Ma sono abituato a  non preoccuparmi troppo di quello che pensano gli altri, sono abituato a dire (sempre) quello che sento o che penso. Quindi, farò così anche questa volta.

“Uh com'è difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore
In quest'epoca di pazzi ci mancavano gli idioti dell'orrore
Ho sentito degli spari in una via del centro 
Quante stupide galline che si azzuffano per niente”
.

Ho scelto questo passaggio di “Bandiera bianca”  di Franco Battiato perché, secondo me, fotografa alla perfezione il mondo Lazio di oggi. Tanta gente che urla e piange trasformando una giusta protesta in un lamento senza fine che, oltre ad essere fastidioso da ascoltare, annebbia la mente. O meglio, fa perdere di vista quello che secondo me è e dovrebbe essere il vero obiettivo: spingere chi può (e deve) a costruire una Lazio sempre più forte, senza scuse e senza concedere ulteriori alibi a chi da anni si attacca a qualsiasi cosa per non fare quello che un presidente normale (non arrivo a dire “tifoso”, anche se lui ultimamente si presenta come tale) dovrebbe fare. O meglio, che avrebbe dovuto fare già da anni, visto che parlando di “progetto di crescita costante”, qualcuno continua a dimenticare che nel 2007 la Lazio era già arrivata a conquistare la qualificazione per la Champions League e un anno e mezzo dopo aveva alzato al cielo il primo trofeo post era cragnottiana. Sì, il primo, perché quella Coppa Italia del 2004 era stata vinta dallìultima Lazio costruita da Sergio Cragnotti.

Insomma, nel 2007 giocavamo in Champions e dodici anni dopo la Champions è un miraggio, un qualcosa che sembra sempre a portata di mano ma che in realtà è per noi inafferrabile. Per colpa del “complotto”, dice qualcuno. Perché il sistema ha deciso che in Champions League ci devono andare altri, gli fa eco qualcun altro. Conclusione: “Lotito fa bene a non fare mercato e a spendere il minimo indispensabile, perché tanto non ci fanno arrivare quarti, quindi inutile buttare soldi”. Oppure, “la squadra quest’anno non rende come la passata stagione perché lo scorso anno i giocatori hanno capito che la Lazio in Champions non ce la mandano”. Ecco, davanti a questo nuovo pensiero laziale che dilaga nell’ambiente, non resta che sventolare bandiera bianca, arrendersi definitivamente ad anni e anni di mediocrità giustificata dal complotto. Come se la Lazio a Napoli avesse perso ieri per colpa del complotto e non perché ha perso per l’ennesima volta un confronto diretto giocando molle contra mezzo Napoli, gettando al vento un’occasione più unica che rara. Rocchi ha sbagliato a dare al Napoli la punizione da cui è nato il 2-0? Sì, probabilmente a parti invertite non l’avrebbe data. Rocchi ha sbagliato a espellere Acerbi? Sicuramente sì e chi stava al VAR doveva avvertirlo che visto al replay quel fallo che ha provocato il secondo giallo non c’era.  Ma prima e dopo, si è vista troppa poca Lazio per sperare in qualcosa di diverso. Soprattutto perché dall’altra parte mancavano Insigne, Koulibaly, Hamsik e Allan, ovvero la colonna portante della squadra di Ancelotti. E la Lazio ha sprecato l’occasione, così come l’aveva sprecata all’Olimpico contro il Milan agguantando in extremis un pareggio contro un Milan decimato da infortuni e squalifiche.

Chi capisce un po’ di calcio e riesce ad essere minimamente lucido, sa benissimo che è questa la realtà. Sa che questa Lazio non è in grado di competere e non perché affossata dagli arbitri, ma perché è costretta ancora a giocare con Lukaku esterno e Lulic insostituibile, perché Durmisi si è dimostrato un bidone (per giunta rotto e, per sua stessa ammissione,lo sapevano tutti da 2 anni che aveva quei problemi) e perché qualcuno ha deciso di non accontentare Inzaghi quando ha chiesto Lazzari. Un buon giocatore, non un fuoriclasse, ma era quello che serviva e che voleva l’allenatore. La Lazio non può competere perché in attacco dietro a Immobile c’è il vuoto, così come c’è il vuoto o quasi dietro Acerbi, visto che se la difesa della Lazio non era considerata competitiva (o l’anello debole della squadra, scegliete voi) un anno fa, come poteva esserlo quest’anno con gli stessi giocatori e Acerbi al posto di De Vrij?

Chi doveva fare in estate non ha fatto e ancora prima del via del mercato ha fatto capire a chiare note che non avrebbe fatto neanche a gennaio, pur avendo convinto la Lega Calcio a spostare dal 19 al 31 gennaio il termine per la chiusura delle trattative. Quelle in uscita, doveva aggiungere, perché qui in entrata non c’è nulla in vista. Ma va bene così, a quanto pare, perché ora il messaggio che passa è che sarebbe inutile anche fare acquisti. E allora, lasciamo perdere, evitiamo anche di incazzarci o di puntare ‘indice contro i Rocchi o i Giacomelli di turno, perché non serve. Tanto il palazzo ha deciso che noi possiamo al massimo bussare al portone, no? Peccato che noi siamo gli stessi che quando il palazzo cercava di tenerci fuori o di affossarci, chiedevamo a Cragnotti di fare sempre di più. Anzi,lo pretendevamo, pronti a fare fuoco e fiamme se partito un campione non ne arrivava subito un altro o addirittura due. Ora, invece, non solo si accetta passivamente qualsiasi cessione, ma si addossa la colpa sempre e solo a chi va via, senza preoccuparsi minimamente del perché tutti o quasi qui si sentono solo di passaggio. E si fa passare il messaggio che è giusto non comprare e spendere, perché è inutile. Come se quel tesoretto (la Lazio ha chiuso il bilancio al 30 giugno 2018 con 46 milioni di euro di utili…) fosse una torta da dividere tra noi tifosi, come se quello del bilancio fosse uno scudetto da mettere in bacheca insieme a quelli veri, oppure a quei trofei europei che fanno parte della Lazio che fu. Anche se la Lazio di oggi di diritti tv incassa più (grazie alla vendita collettiva) più soldi di quanto non incassasse la Lazio di Cragnotti.

Ecco, se questo è l’andazzo, allora sono d’accordo con Francesca Turco che oggi ha scritto: “Possiamo mettere una pietra tombale sulle ambizioni sportive di questa squadra e dichiarare già chiuso il campionato”. Ma non solo questo, anche i prossimi, perché questo modus agendi va avanti da due lustri, non da pochi mesi. E in futuro sarà sempre peggio, perché il gap tra noi e gli altri è destinato ad aumentare, mentre il margine di vantaggio su chi insegue è sempre più risicato, visto che anche l’Atalanta si può permettere di dirci no per il Papu Gomez e di affiancargli Zapata che, per la cronaca, ha segnato quanto Cristiano Ronaldo… Se questo è quello a cui aspirate, c’è da alzare bandiera bianca. Se è il complottismo la strada per uscire da questo tunnel (diventando dei romanisti 2.0) o per giustificare i sogni svaniti, allora sventolatela voi la bandiera bianca: perché io sono laziale, quindi non mi arrendo, aspiro sempre al meglio e non concedo alibi a nessuno. Figuriamoci a chi non aspetta altro per non fare neanche il minimo sindacale…




Accadde oggi 26.04

1925 Roma, campo Rondinella - Lazio-Pro Italia 1-0
1931 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Napoli 0-1
1934 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Brescia 3-2
1936 Alessandria, campo del Littorio - Alessandria-Lazio 2-0
1942 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Napoli 1-0
1959 Bologna, stadio Comunale - Bologna-Lazio 1-1
1960 Nasce a Piovene Rocchette (VI) Giulio Nuciari
1964 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Torino 0-0
1970 Brescia, - Brescia-Lazio 0-0
1992 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Cremonese 3-2
1998 Roma, stadio Olimpico – Lazio-Parma 1-2
2009 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Atalanta 0-1

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 26/3/2019
 

49.936 titoli scambiati
Chiusura registrata a 1,192
Variazione del -0,67%