20 Gennaio 2019

Jack O'Melly, l'amico fidato...
di Stefano Greco

“Ve siete portati l’arbitro da casa”“Noi portiamo il pallone voi l’arbitro”. Frasi del calcio di una volta, frasi gettonatissime ai tempi in cui nella Roma giallorossa imperava la teoria del complotto e ogni secondo posto veniva giustificato da quelli che "sono parte lesa del 1927" con la scusa di quel “vento del Nord” che spazzava via ogni possibilità di successo. E che fosse la Juventus, oppure il Milan o  l’Inter l’avversaria di turno, poco importava, sempre complotto era. Sono lontani quei tempi, lo scudetto non è più neanche un’ipotesi o un’illusione estiva utile per dormire sogni di gloria sotto l’ombrellone e pure il “vento” è sparito. Anzi, no, ha solo cambiato direzione…

Già, perché saliti sul palcoscenico arbitri come Tagliavento e, soprattutto, il buon Giacomelli (o Jack O'Melly come è chiamato sulla sponda biancoceleste del Tevere l’arbitro triestino per motivi che ricorderò tra qualche riga…), qualcosa è cambiato e pure in modo radicale. Var o non Var, da qualche anno a questa parte quando in casa giallorossa c’è necessità assoluta di punti per risalire la corrente o per restare a galla, ecco che dall’urna dei sorteggi o dalle scelte del designatore esce il nome dell’arbitro “portafortuna”. Perché così si chiamano oggi i Tagliavento o i Giacomelli di turno…

Otto vittorie (con quella di ieri) e 4 pareggi con Jack O'Melly a fischiare, un tabellino di marcia da Juventus o quasi, che di certo non appartiene alla Roma degli ultimi anni. E tutte le volte o quasi, c’è qualcosa che non torna nelle partite in cui fischia l’arbitro triestino. Vale per la Roma come per le avversarie della Roma. E noi ne sappiamo qualcosa… Ma perché Jack O'Melly? Perché quello era il nome usato da Giacomelli (che fantasia…) per il suo profilo Facebook. Reale sia ben chiaro, non un fake. Un profilo in cui campeggiava la foto di Francesco Totti che batteva un rigore con lui, il grande Jack O’ Melly (sfocato, ma chiaramente riconoscibile) sullo sfondo. Un profilo che lo scorso anno ha fatto finire l’arbitro triestino sotto inchiesta. Una delle tante inchieste federali finite nel nulla, chiaramente, anche se il regolamento dell’AIA stabilisce espressamente e in modo tassativo il divieto di “partecipazione a gruppi di discussione, posta elettronica, forum, blog, social network o simili in modo anonimo, ovvero mediante utilizzo di nomi di fantasia o nickname atti a impedire l'immediata identificazione del suo autore”. Il problema, quindi, non era solo la “simpatia”manifesta di Jack O’ Melly per i colori giallorossi, ma anche e soprattutto l’esistenza di quella pagina Facebook, prontamente rimossa dopo che qualche tifoso laziale l’ha scovata e resa pubblica: ma rimossa troppo tardi dal buon Jack, perché gli screenshot fatti e rilanciati sui social network lo inchiodavano, senza possibilità di scampo.

È successo tutto dopo quel Lazio-Torino dello scorso anno, dopo lo show di cui si è reso protagonista Jack O’Melly indossando (insieme a Di Bello al VAR) i panni di Jack lo squartatore, perché in quei 90 minuti e passa allucinanti ha ucciso la Lazio, danneggiandola in quella partita e in quella successiva di Bergamo, giocata senza Immobile per quell’espulsione talmente assurda da esser stata in un certo senso sconfessata dal Giudice Sportivo che applicò il minimo della pena, non potendo cancellare quel rosso allucinante mentre tutti si aspettava dal VAR un rigore solare per la Lazio.

E ieri, il buon Jack O’ Melly si è ripetuto, ha dimostrato per l’ennesima volta di essere l’amico fidato da chiamare o su cui comunque poter contare nei momenti di necessità. L’abbraccio a Zaniolo immortalato nella foto, il giallo sventolato a Fazio (che, a causa della diffida, avrebbe costretto l’argentino a saltare la sfida con l’Atalanta) e quel sandwich fatto dallo stesso Fazio e da Olsen sul povero Belotti che avrebbe dovuto far scattare la chiamata da parte del VAR per l’assegnazione del rigore al Torino. Invece, no. L’amico Jack mica poteva rovinare la festa.

Ora, fermatevi un attimo e provate ad immaginare che cosa succederebbe a Roma e in Italia se l’amico Jack si fosse comportato così a favore della Juventus: una foto di un profilo Facebook che non poteva avere con Dybala o Buffon, un avversario diretto della Juventus massacrato come ha fatto lui con la Lazio lo scorso anni in quella sfida con il Torino, magari un abbraccio a Cristiano Ronaldo dopo un gol… Ecco, provate a immaginare: altro che “ve siete portati l’arbitro da casa” o “noi portiamo il pallone voi l’arbitro”, sarebbe scoppiato uno scandalo. Invece, niente, nulla di nulla, perché Jack O’Melly ha qualcuno che lo protegge bene, così come in campo lui protegge i suoi “amici”. Perché gli amici sono preziosi. Una volta si diceva che chi trova un amico trova un tesoro. Vero e vale anche oggi, perché la Champions League è un tesoro di cui qualcuno non può fare assolutamente a meno, pena fallimento o pesante ridimensionamento... Ma, tranquilli, ci pensa l'amico Jack...




Accadde oggi 20.04

1903 Balestrieri si classifica 2° nella Gara di Marcia bandita dalla Esperia Roma.
1930 Cremona, stadio Giovanni Zini - Cremonese-Lazio 1-3
1941 Milano, stadio San Siro - Milan-Lazio 3-0
1947 Napoli, stadio Vomero – Napoli-Lazio 0-0
1952 Roma, stadio Torino - Lazio-Atalanta 1-2
1957 Nasce ad Ancona Andrea Agostinelli
1958 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Sampdoria 2-2
1969 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Brescia 1-0
2005 Cagliari, stadio Sant'Elia - Cagliari-Lazio 1-1
2008 Catania, stadio Angelo Massimino - Catania-Lazio 1-0

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 26/3/2019
 

49.936 titoli scambiati
Chiusura registrata a 1,192
Variazione del -0,67%