07 Gennaio 2019

Auguri Giorgio! Per sempre...
di Stefano Greco

Oggi avresti compiuto gli anni, in questo giorno di compleanno incastrato tra la Befana e l’anniversario della fondazione della Lazio difficile da dimenticare anche da chi, come me, ha da sempre difficoltà nel memorizzare le date dei compleanni e benedice ogni giorno l’esistenza di Facebook, perché gli evita di fare continue figuracce.

Caro Giorgio, oggi avresti compiuto gli anni e la tua bacheca si sarebbe riempita di auguri perché eri una di quelle persone che era facile amare e quasi impossibile odiare. Ma fa impressione visitare oggi quella bacheca e trovare come ultimo post quello del 18 maggio in cui celebravi un successo  delle ragazze della Lazio Calcio Femminile, di una delle tante sezioni di quella Polisportiva che amavi in modo viscerale, sia che si trattasse di calcio che di basket, pallanuoto o altro: ti bastava veder sventolare quel vessillo e tu sorridevi.

Sono passati meno di 8 mesi da quel 18 maggio del 2018 e mi fa male anche solo il pensiero di parlare al passato di Giorgio Acerbis, di ripensare a quel giorno in cui tornando a casa ho acceso come d’abitudine il computer e sono rimasto come fulminato, paralizzato leggendo quel messaggio di poche righe arrivato in posta: GIORGIO non c'è più. L’ho letto e ho pensato ad un errore, oppure ad un altro Giorgio, perché lui lo avevo sentito il giorno prima, per la consueta chiacchierata quotidiana di mezzora per parlare di tutto, per farlo sentire un po’ meno solo in quel reparto di isolamento e per provare a trasmettergli un pizzico di energia, fissando per il giorno successivo o per il fine quell'incontro in ospedale fissato per la settimana scorsa ma che avevamo rinviato a questo weekend perché dovevo partire. “Tanto c'è tempo”, mi avevi detto sorridendo e aggiungendo: “devo restare almeno un mese qui dentro, quindi non scappo”.

Invece sei volato via, per sempre! Hai rotto le catene e hai spiegato le ali per tornare ad essere finalmente libero e leggero, ma questo non era il finale giusto per la tua storia, quello di cui avevamo parlato tante volte in quei mesi di dentro e fuori dall'ospedale a causa di quel male bastardo che ti aveva aggredito: all'improvviso e alle spalle, come fanno i vigliacchi.

Sono passati 8 mesi e non riesco a farmene una ragione, non riesco ad accettare questo ennesimo colpo di mannaia di un destino sempre più infame che mi sta strappando via amici giovani, troppo giovani per mettere la parola fine al libro della loro esistenza. Ci eravamo un po’ allontanati a causa di qualche incomprensione, poi ci siamo ritrovati nel modo più bello e non dimenticherò mai quell'abbraccio e quelle tue parole in quel pub vicino a via dell’Acqua Bullicante dove ci siamo ritrovati fianco a fianco quasi per caso: “A Ste, so stato veramente un coglione, perché invece che parlare con te mi sono fidato di quello che dicevano gli altri e ho sbagliato a giudicare. Non sai quanto mi dispiace”. Me lo ripetevi sempre e lo dicevi a Poppy Sbardella, per farmi arrivare il messaggio anche per interposta persona. Così come hai detto a tua moglie che ti sentivi in pace da quando avevi chiarito tutto e ricucito il rapporto con me e Poppy. E con Poppy ne abbiamo parlato anche alla vigilia di Natale, perché sei sempre nei nostri pensieri.

Riavvolgo il nastro dei ricordi e mi vengono in mente le ultime telefonate, quelle in cui tu chiedevi scusa a me alla fine di ogni telefonata per le incomprensioni del passato, mentre io mi sentivo in colpa per non poter fare nulla di più di qualche telefonata per provare a trasmetterti un pizzico di energia e positività, oltre ad aiutarti a far passare le ore di quelle giornate interminabili, tra una terapia e l'altra, isolato, con pochi contatti con il mondo esterno e nessuno con cui parlare dentro quella stanza. Tranne noi amici che chiamavamo o passavamo a turno. Io, Poppy e tanti altri, come semi piantati lungo il tuo cammino nel mondo Lazio e in quel mondo Ultras che adoravi e di cui parlavamo per ore, rimpiangendo quei valori oggi scomparsi o messi da parte.

Potrei andare avanti per ore a scrivere di te, invece mi fermo qui, al mondo Ultras, a quel filo invisibile che ci ha tenuti uniti nonostante tutto e che non si spezzerà mai. Perché sembra banale dirlo ora Giorgio, ma sarà impossibile per me dimenticare il tuo volto gentile e sorridente, tipico di una persona educata e di grandi valori che solo a chi non ti conosceva poteva apparire debole. Ma non sei mai stato un debole. Sei stato un leone, perché anche se apparentemente più tranquillo di noi, hai tirato fuori unghie e artigli quando quel male bastardo ti ha preso alle spalle, perché volevi restare aggrappato a questa vita, alla famiglia, agli amici, al tuo mondo dai colori del cielo. Nonostante tutto... Nonostante qualche delusione degli ultimi tempi legata al comportamento di qualche “amico” o presunto tale.

Ti voglio ricordare così Giorgio mio, come in queste due foto: con il sorriso appena accennato e gli occhi che fissano intensamente il campo di gioco, con Nello alle tue spalle. Nel tuo stadio, in quella che per te e per tanti di noi in questi ultimi 40/50 anni è stata una sorta di seconda casa. E in alcuni momenti o in qualche caso, anche la prima e unica casa.

Auguri amico mio, con la speranza che esista un luogo dove incontrarsi un giorno per l'abbraccio più bello e più lungo. Quello che non siamo riusciti a darci per dirci addio. O arrivederci!

Ti voglio bene...




Accadde oggi 19.02

1911 Roma, Due Pini - Roman-Lazio 0-3
1922 Roma, campo Due Pini - Roman-Lazio
1933 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Napoli 0-1
1939 Livorno, stadio Edda Ciano Mussolini – Livorno-Lazio 2-3
1950 Roma, Stadio Nazionale - Roma-Lazio 0-0
1956 Bergamo, stadio Mario Brumana - Atalanta-Lazio rinviata per neve
1978 Torino, stadio Comunale - Juventus-Lazio 3-0
1984 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Sampdoria 2-1
1989 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Cesena 0-0
1995 Roma, stadio Olimpico – Lazio-Milan 4-0
1998 Torino, stadio Delle Alpi - Juventus-Lazio 0-1
2006 Firenze, stadio Artemio Franchi - Fiorentina-Lazio 1-2

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 07/12/2018
 

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