16 Dicembre 2018

LASCIACI VOLARE...
di Stefano Greco/Luigi Martiradonna

Da anni ricevo post e mail di ogni genere: dagli insulti alla solidarietà per qualche attacco più o meno veemente che arriva dal web o via etere, ultimamente pochi di sfogo da parte di quella “sparuta minoranza” che era diventata maggioranza assoluta nel 2014 e che aveva mostrato il suo volto e fatto sentire la sua voce in quel Lazio Sassuolo di febbraio 2014. La stessa che era scesa in piazza due anni dopo a piazza SS Apostoli e che come d’incanto era uscita dalla scena mediatica un paio di settimane dopo, sostituita da un nuovo pensiero unico. Ultimamente, però, ho ricevuto tanti messaggi come quello di Luigi Martiradonna, che ho deciso di postare integralmente non solo perché condivido gran parte dei passaggi del suo sfogo, ma perché credo sia giusto dare voce non solo a chi dice che tutto va bene o che si è rassegnato all’idea che Lotito rappresenti il nostro recente passato, il nostro presente e il nostro futuro (più o meno prossimo), ma anche a chi ha deciso di dire BASTA e che continua a sognare un futuro diverso. Non aggiungo altro, se non che questo non è un invito alla rivolta o alla contestazione, perché lo dico a chiare lettere e a caratteri cubitali: IO NON SONO PIÙ DISPOSTO A SPOSARE O AD APPOGGIARE NESSUN TIPO DI CONTESTAZIONE. Perché in questo ambiente non mi fido più di nessuno e, sinceramente, penso di aver dato anche già troppo in questi anni. Per cui, mi limito a dare spazio ad una voce fuori dal coro, solo ed esclusivamente perché queste voci non trovano spazio da nessun’altra parte ed è giusto che trovino una piccola vetrina su questo giornale, perché MILLENOVECENTO lo abbiamo fatto nascere proprio per questo: per dare voce ai senza voce. E lo faccio oggi, in una domenica per noi laziali anomala, senza calcio…

Caro Stefano,

ho deciso di scriverti perché sei uno dei pochissimi fuori dal coro, lontano dall’appiattimento generale che fa recitare ai tifosi e a tanti giornalisti e opinionisti il mantra che questa la Lazio è più forte di quella dello scorso anno e quindi da Champions League... 

Leggendo i titoli di alcuni articoli che hai postato recentemente, in cui racconti la nostra storia, mi è tornato in mente l’illuminatissimo balzo mentale e gestionale che questa società aveva avuto negli anni novanta, culminato con gli anni dei trionfi sportivi. Quelli veri… 

Tenendo da parte la fine di quegli anni, di cui ognuno conserva la propria opinione sul perché di quell’epilogo così repentino e traumatico, bisogna dire apertamente che Sergio Cragnotti ha avuto delle intuizioni gestionali incredibili. La compravendita dei giocatori, ad esempio, sotto la sua gestione era sempre finalizzata sempre e comunque non a fare cassa, ma a finanziare l’arricchimento tecnico della squadra e, di conseguenza societario. La Lazio era diventata una vera azienda internazionale, un modello al quale poi si sono ispirati in molti. 

Ho deciso di scriverti, perché ormai sono 14 anni che sopporto una gestione della Lazio che si può definire condominiale, barocca , con principi economici da mercato rionale. E, soprattutto, perché purtroppo anche questa gestione ha fatto scuola, specie in Italia. Il mondo del calcio italiano oggi è dominato da personaggi di livello mediocre (sia dal punto di vista morale ed imprenditoriale), che hanno portato il sistema alla modestia attuale. Il fatto è che si è deciso di stravolgere completamente il principio che dovrebbe portare una società sportiva alla vittoria. La vittoria e il miglioramento interessano a pochi. L’importante è mantenersi su livelli che consentano alla società di arricchire il padroncino di turno. Noi, credo, ne siamo il più fulgido esempio. Una squadra programmata per campicchiare tra il quinto e l’ottavo/nono posto. In modo da agevolare la compravendita da mercatino rionale, quella di acquistare a 2 per rivendere a 10. 

L’unica società che in Italia programma per vincere... vince. Nasce da questo, non da altro, lo strapotere tecnico ed economico della Juventus, di una società che dopo aver vinto 7 scudetti consecutivi, l’estate scorsa è andata a prendere il giocatore più forte del Mondo per vincere tutto: risultato, 46 punti conquistati su 48 a disposizione. Dura per tutti sostenere quest’anno che la Juventus vince perché “ruba”.

Per quel che riguarda la Lazio, l’unica cosa che mi sento di scriverti, a caratteri cubitali, è: NON NE POSSO PIÙ! 

Mi sento un ostaggio di questa persona. Le mie emozioni sono in ostaggio. La mia cultura sportiva è in ostaggio. Quella cultura sportiva che ti consente di accettare di perdere contro il più forte ma che al tempo stesso dovrebbe sempre portare un tifoso a sognare e a pretendere di puntare sempre più in alto e che quindi dovrebbe spingere un presidente ad essere sempre il migliore e a dare il massimo. Ma realmente, non a parole con proclami che lasciano il tempo che trovano. Anche la mia intelligenza è in ostaggio, costretta a convivere con illusorie prospettive di vittoria. Per quale motivo questa squadra dovrebbe arrivare in Champions League quest’anno? Perché qualcuno si ostina ancora a dire che l’obiettivo è lì a portata di mano perché siamo ad un solo punto dal quarto posto? 

E allora, per favore, un appello a te e a tutti i tifosi laziali. Troviamo un modo per combattere tutti insieme, senza divisioni tra chi entra e chi sta fuori, ma con l’unico obiettivo di arrivare alla deposizione di questo ras. Con dinamiche e toni diversi, LIBERA LA LAZIO potrebbe tornare di moda, ma potrebbe trasformarsi anche in un più sano e meno guerrigliero LASCIACI VOLARE! 

Chiedo scusa sia a te che a tutti quelli che leggeranno e magari non condivideranno sia per lo sfogo che per la lunghezza della lettera. Ma io non ce la faccio più e come scelta personale di protesta verso questo signore, di non dargli più né un centesimo dei miei soldi né del mio tempo. Ma sarei pronto a fare qualsiasi cosa, a sposare qualunque iniziativa atta a spodestarlo. 

Scusate ancora. Un abbraccio a tutti e SEMPRE FORZA LAZIO!




Accadde oggi 26.04

1925 Roma, campo Rondinella - Lazio-Pro Italia 1-0
1931 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Napoli 0-1
1934 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Brescia 3-2
1936 Alessandria, campo del Littorio - Alessandria-Lazio 2-0
1942 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Napoli 1-0
1959 Bologna, stadio Comunale - Bologna-Lazio 1-1
1960 Nasce a Piovene Rocchette (VI) Giulio Nuciari
1964 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Torino 0-0
1970 Brescia, - Brescia-Lazio 0-0
1992 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Cremonese 3-2
1998 Roma, stadio Olimpico – Lazio-Parma 1-2
2009 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Atalanta 0-1

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 26/3/2019
 

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