03 Dicembre 2018

Il VAR non va? E ve ne accorgete oggi?
di Stefano Greco

Premessa fondamentale: ho sempre considerato il “complottismo” la scusa dei perdenti. Vale per le società come peri tifosi, passando per allenatori e calciatori. Da questo punto di vista, l’Italia è tutta uguale: da Milano a Napoli e da Torino a Udine (solo per restare ai confini della Serie A di quest’anno), il pianto accomuna chi già a dicembre vede sfuggire di mano un traguardo fondamentale o andare in frantumi i sogni cullati in estate sotto l’ombrellone, quando a bocce ferme tutti dicono di essere più forti dell’anno prima e in tanti volano con la fantasia.

Premesso questo, mi fa piacere che oggi tutti si siano accorti che il VAR non funziona. O meglio, che potrebbe e dovrebbe funzionare, ma ogni tanto non viene usato per vedere tutto quello che può sfuggire a velocità normale ad un arbitro e quindi per eliminare gli errori (parliamo di quelli clamorosi, tipo un rigore negato o assegnato in modo errato, oppure un gol…), ma a volte addirittura in modo che può apparire quasi scientifico per indirizzare in qualche modo il risultato. Basta pensare a quello che è successo ieri a San Siro e all’Olimpico. Il rigore dato al Milan da Calvarese (invitato da Valeri che stava al VAR a consultare le immagini), è di quelli che possono far discutere per giorni, quello negato alla Roma (con Rocchi che non ha ricevuto nessun aiuto da Fabbri che evidentemente dormiva davanti al monitor) è di quelli destinati a sollevare un polverone, perché p talmente evidente da suscitare sospetti e alimentare la teoria del complotto. Tutto vero, tutto legittimo, tutto giusto: ma ve ne accorgete ora?

Il 26 novembre del 2017, seduto davanti al suo bel monitor, ha spinto Massa ad assegnare un rigore a tempo scaduto alla Fiorentina per un contatto in area tra Caicedo e Pezzella che era 10 volte meno netto e meno rigore del fallo su Zaniolo di ieri su cui Fabbri ha chiuso tutti e due gli occhi. Il fallo di mano di Bastoni che ha spinto Valeri a consigliare a Calvarese di andare a rivedere le immagini per assegnare il rigore al Milan, è nettamente più involontario e meno rigore dei falli di mano di Bereszynski e di Iago Falque su cui lo scorso anno in due settimane consecutive (successive a quel Lazio-Fiorentina) Giacomelli ha chiuso tutti e due gli occhi: a Genova quando stava al VAR seduto davanti al monitor facendo sbagliare Mazzoleni e la settimana successiva in campo quando da 2 metri ha sorvolato sul fallo di mano del giocatore del Torino (braccio lontanissimo dal corpo) ma è andato a consultare il VAR per assegnare un rosso inesistente a Immobile. Talmente inesistente da essere smentito pure dal giudice sportivo che negando l’esistenza della condotta violenta (ovvero, della testata mai data da Ciro a Burdisso), ha dato a Immobile solo un turno di squalifica (inevitabile quando c’è il rosso diretto) e non le 2 giornate previste da regolamento.

Allora, la domanda a cui chi gestisce il VAR (e va in giro per il mondo a insegnare agli altri come usarlo…) dovrebbe rispondere non è se il VAR sia o no uno strumento utile, la domanda vera è: perché Rizzoli manda ancora gente come Fabbri e Giacomelli a far danni in giro per l’Italia? Perché uno come Giacomelli dopo quello che aveva combinato un anno fa nel giro di 8 giorni tra Sampdoria-Lazio e Lazio-Torino a fine stagione doveva essere messo a riposo. E lo stesso vale per Fabbri. Se invece stanno lì e continuano a sbagliare, allora è legittimo che qualcuno si faccia venire qualche sospetto, oppure che dia ragione a Zeman quando sostiene, come ha fatto in un’intervista che oggi sta ovunque, che: “A volte i titoli vengono assegnati a tavolino, a chi non li merita. Non mi riferisco solo alla Juventus. Ci sono i sistemi nel calcio che in ogni paese decidono prima della stagione chi vincerà. E non mi piace il calcio così. Mi piacerebbe rendere il calcio puro. Lasciarlo vincere al migliore”.

Assegnare titoli a tavolino, non significa solo decidere chi vince lo scudetto ma, soprattutto, assegnare quei 3 posti aggiuntivi che danno diritto a partecipare l’anno successivo alla Champions League e che, a livello economico, valgono addirittura più della conquista del tricolore: perché le società spendono infinitamente meno sotto forma di premi da pagare ai calciatori e con quel biglietto d’ingresso in Champions League possono mettere un’entrata minima garantita a budget e la stagione successiva (facendo più strada in Champions, come è successo ad esempio un anno fa alla Roma) possono incassare la stessa cifra se non addirittura di più di chi vince lo scudetto. E vista la situazione economica non proprio florida in cui versano soprattutto le due milanesi e la Roma, la conquista di un posto in Champions League non solo è importante, ma è quasi vitale per evitare un pesante ridimensionamento o addirittura per garantire la sopravvivenza economica di una società.

Quindi, il dubbio che qualcosa possa essere deciso a tavolino, usando non tanto gli arbitri (come succedeva una volta) come strumento per indirizzare i risultati e scrivere le classifiche, ma il VAR, può nascere. È normale che nasca, specie in un paese come questo in cui la teoria del complotto è dilagante, a tutti i livelli, a partire dalla politica per finire al mondo del calcio. E andando avanti così, non cresceremo mai. Per questo, dopo più di 15 mesi dall’introduzione ufficiale del VAR in Italia, possiamo dire che per l’ennesima volta siamo arrivati primi in qualcosa (così come eravamo stati i primi a introdurre la tecnologia del GOL/NO GOAL per mettere fine ai gol fantasma), ma siamo riusciti a rovinare , a sprecare un’occasione unica per spazzare via dubbi e sospetti. È questo il vero delitto commesso da Rizzoli, dai suoi più stretti collaboratori e da tutti gli arbitri: quelli addetti al VAR e quelli in campo.

La Lazio lo scorso anno è stata pesantemente penalizzata, soprattutto si è vista tarpare le ali, quando tra la 14esima e la 16esima giornata si è vista “sfilare” 5 punti pesantissimi. Che poi la Lazio la Champions League l’abbia persa per colpa sua nel finale di stagione, quando ha sprecato tutti i match point possibili e immaginabili lasciando in vita l’Inter, questo è un altro discorso, reale quanto il precedente. Ma senza gli errori di Fabbri e Giacomelli, nessuno può dire come sarebbe andata a fine quella stagione sia la società che i tifosi non avrebbero avuto nulla a cui appigliarsi per giustificare quella mancata qualificazione. Ora tocca alla Roma essere incudine e mi è venuto quasi da ridere quando ieri a fine partita in diretta su SKY ho sentito Totti dire: Il rigore non dato a Zaniolo? C'è poco da dire, lo hanno visto tutti. Ci chiediamo tutti come quelli del Var non riescano a vederlo! È una vergogna. Che ci stanno a fare quelli del Var? Perché non vengono chiamati a rispondere delle loro decisioni? Lo abbiamo messo apposta il Var. Questa era troppo evidente, ce ne siamo accorti noi a decine e decine di metri di distanza e su schermi molto più piccoli. Sono in 4 o 5 là dentro, ma che stanno vedendo? Fabbri evidentemente stava vedendo un'altra partita... È  impossibile andare avanti così. Facciamo tante riunioni, ci vediamo a Coverciano a Milano, ci spiegano, ci raccontano e poi succedono queste cose! Così si falsano i campionati”.

Non ho sorriso perché Totti non aveva ragione o perché ha fatto il “piagnone” in TV, ho sorriso al pensiero della bufera che si sarebbe scatenata dopo quelle dichiarazioni e perché un anno fa Inzaghi è stato accusato di essere un piagnone per aver detto le stesse identiche cose che ha detto ieri sera Totti ricevendo unanimità di consensi. Non è una questione di due pesi e due misure, è questione di equità e di obiettività. Se c’è qualcosa di clamoroso, lo devi dire sempre e ti devi indignare sempre: sia che alla tua squadra o agli avversari. Perché tanto la ruota gira e così come un anno fa c’era la necessità di tenere in vita Roma e Inter quest’anno c’è la necessità di tenere in vita il Milan. E per farlo qualcuno sta usando il VAR, proprio come un anno fa. Attenzione, però, questo non significa che la classifica finale sia già scritta e nessuno mi convincerà mai che sia così. Perché se mi convincessi di questo, spegnerei per sempre non solo la televisione, ma anche l’interruttore della passione. Però, qualcosa si deve fare. E bisogna farla subito, per dare un minimo di credibilità ad un sistema-calcio che in Italia fa acqua da tutte le parti e anche al campionato.




Accadde oggi 19.12

1920 Roma, campo della Rondinella - Lazio-U.S. Romana 2-1
1937 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Atalanta 4-0
1948 Roma, Stadio Nazionale - Lazio-Modena 5-1
1954 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Napoli 2-1
1971 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Perugia 4-1
1982 Roma, stadio Olimpico – Lazio-Milan 2-2
1993 Lecce, stadio Via del Mare - Lecce-Lazio 1-2
1999 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Piacenza 2-0
2002 Empoli, stadio Carlo Castellani - Empoli-Lazio 1-2
2004 Udine, stadio Friuli - Udinese-Lazio 3-0
2007 Roma, Stadio Olimpico, Lazio-Napoli 2-1
2010 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Udinese 3-2

Video

Adesso vi spiego...
di Gianmarco Liberati

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 07/12/2018
 

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