14 Novembre 2019

AUGURI, meu amigo Conceição!
di Stefano Greco

Il 6 marzo di quest'anno, quando in occasione di Porto-Roma l’ho visto correre, sbracciarsi, urlare, incitare i suoi ragazzi ed esultare correndo come un ragazzino sotto la curva al gol che ha sancito la vittoria e la qualificazione della sua squadra, mi sono definitivamente e perdutamente innamorato di Sergio Conceicao. Vedendolo così come è oggi, con un filo di barba, qualche capello bianco che comincia a farsi largo su quella cresta color nero corvino, ho fatto un salto all’indietro di vent’anni, a quando in ogni stadio in cui giocava la Lazio riecheggiava questo coro: “O meu amigo Conceicao… O meu amigo Conceicao”…  Quel coro, sulle note brasiliane di “O meu amico Charlie Brown” di Benito di Paula (canzone, tra l’altro del 1974, proprio il suo anno di nascita), ha fatto da sottofondo sonoro alla carriera di uno dei giocatori più amati della squadra del secondo scudetto. Sergio non è stato un fuoriclasse come Veròn, Mancini, Nesta e tanti altri, ma un ragazzo che in campo ha dato sempre l’anima, uno che con la sua velocità e i suoi guizzi ha infiammato per anni il cuore di tutti i tifosi laziali. Fin dalla sua prima apparizione con la maglia della Lazio…

https://www.youtube.com/watch?v=lD50YpU9w_Y

Sérgio Paulo Marceneiro da Conceição è nato il 15 novembre del 1974 a Coimbra, in Portogallo, quindi oggi compie 45 anni. Dopo aver giocato nel Panafiel (30 partite, 2 gol), nel Leça (24 partite, 3 gol) e nel Felgueiras (30 partite, 4 gol), nel 1996 approda al Porto (59 presenze, 9 gol), dove vince due campionati consecutivi (1997 e 1998), realizzando nel 1998 uno storico tris che porta la formazione di Oporto a vincere nella stessa stagione campionato, Coppa del Portogallo e Supercoppa Portoghese.

Alla fine di quella stagione, a 24 anni, viene scelto da Sven Göran Eriksson come esterno destro perfetto per il gioco della sua Lazio. E alla prima apparizione in biancoceleste, il portoghese ripaga subito il tecnico svedese della fiducia realizzando, al 93’ della sfida con la Juventus al Delle Alpi, il gol che regala alla Lazio la prima Supercoppa Italiana della sua storia, vinta tra l’altro in casa di quella che sarà la grande rivale della Lazio di Cragnotti in quelle fantastiche stagioni in cui quella squadra vincerà praticamente tutto. In due stagioni con la maglia biancoceleste, infatti, Sergio Conceição gioca 63 partite di campionato realizzando 7 reti (30 partite e 2 gol nell’anno dello scudetto) e vince 1 scudetto (2000), 1 Coppa Italia (2000), 2 Supercoppa Italiana (1998 e 2000), 1 Coppa delle Coppe (1999) e 1 Supercoppa Europea (1999).

https://www.youtube.com/watch?v=z75sX4p8kB0

L’anno dopo lo scudetto, viene ceduto al Parma come parziale contropartita per l’acquisto di Hernán Crespo. In Emilia resta una sola stagione (25 presenze, 5 reti, di cui una alla Lazio), prima di passare all’Inter. Nelle due stagioni nerazzurre, viene condizionato da un brutto infortunio, ma gioca comunque 42 partite (1 solo gol). Nel 2003 torna alla Lazio, fortemente voluto dal suo ex compagno Roberto Mancini, diventato allenatore, che lo riporta a Roma per sfruttare la sua esperienza, perché la Lazio deve giocare la Champions League. Ma non è un ritorno felice per lui: a causa di quell’infortunio dal quale non è mai guarito del tutto, gioca solo 7 partite e riesce a dare solo un modesto contributo ad una squadra reduce da una semifinale di Coppa Uefa (persa contro il Porto di Mourinho),ma alla fine aggiunge alla sua lunga bacheca di trofei conquistati con la maglia della Lazio un’altra Coppa Italia.

Nel 2004 torna al Porto, dove gioca solo 11 partite. Nel suo girovagare per l’Europa, colleziona 73 presenze (con 21 reti) in tre anni in Belgio con lo Standard Liegi, poi gioca 37 partite (con 5 reti) in Grecia con il Paok Salonicco, dopo la parentesi con gli arabi dell’Al-Qadisiya (7 partite, 5 reti). Nel 2009 si ritirae a Coimbra, nella sua città natale, dove gli hanno addirittura intitolato lo stadio.

Con la Nazionale portoghese, Sergio  Conceição ha giocato 56 partite (12 gol) tra il 1996 e il 2003, conquistando un terzo posto agli Europei del 2000. Dal 2010 ha appeso gli scarpini al chiodo per indossare giacca e cravatta e diventare come tanti suoi ex compagni di quella fantastica Lazio allenatore. Dopo le prime esperienze allo Standard Liegi, all’Olhanense e all’Academica, va al Braga in coppia con Fernando Couto e nel 2014 vince la Coppa di Portogallo. Un matrimonio breve, perché il 1° luglio 2015  il Braga lo licenzia per “giusta causa”: Conceição si accasa al Vitoria Guimaraes ma fa causa alla sua ex società chiedendo un indennizzo di 1 milione di euro. La vicenda si è chiusa dopo qualche mese in tribunale, con il giudice che ha condannato il Braga ma ha assegnato a Conceição un indennizzo di “appena” 87.000 euro. Lasciato il Vitoria Guimaraes, Sérgio Conceicao entra nella scuderia del suo connazionale Nelio Lucas, proprietario e fondatore del Doyen Sport, uno dei fondi di investimento legati al calcio più famosi del mondo. Tanto per capirci, la società che ha trasformato l’Atletico Madrid da club di seconda fascia a società  in grado di lottare alla pari con Real Madrid e Barcellona, di giocare due finali di Champions League in tre anni e di vincere 2 volte l’Europa League e 2 volte la Supercoppa d’Europa in appena 6 anni. Dopo una lunga gavetta e un’esperienza sulla panchina del Nantes, Sérgio Conceição è approdato l’estate scorsa sulla panchina del Porto, vincendo campionato e Supercoppa di Portogallo. A Oporto, finalmente, ha trovato la sua vera dimensione, però il suo sogno è sempre quello di tornare in Italia da allenatore per guidare dalla panchina quella squadra che lo ha lanciato definitivamente nel grande calcio e che gli ha rapito il cuore.

“Per me la Lazio è una cosa seria. Sono rimasto legato a tutte le squadre in cui ho giocato,ma la Lazio è un qualcosa di speciale. Sono un professionista, quindi come allenatore devo scegliere in base ai progetti piuttosto che con il cuore. Chiunque vorrebbe allenare la Lazio, è una grande squadra. E allenare le grandi squadre è il sogno di tutti. E al di là del mio passato, la Lazio è in cima alla mia lista dei desideri”

AUGURI, meu amigo Conceição!




Accadde oggi 13.12

1914 Roma, campo della Rondinella - Lazio-Pro Roma 5-2
1942 Milano, stadio San Siro - Milano-Lazio 4-1
1959 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fiorentina 0-5
1970 Foggia, stadio Pino Zaccheria - Foggia-Lazio 5-2
1992 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Inter 3-1
2009 Roma, Stadio Olimpico - Lazio-Genoa 1-0

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 16/10/2019
 

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