02 Ottobre 2018

La rivincita di Mr. Nobody...
di Stefano Greco

“I'm sorry, but I have standards. And if anyone thinks I'm going to pull my forelock and curtsey to this Mr Nobody from Nowhere...”. Traduzione: “Mi dispiace, ma ho dei principi. E se qualcuno pensa che io farò inchini e starò agli ordini di questo signor Nessuno venuto da chissà dove…”. Ho scelto questo passo di una commedia inglese perché calza alla perfezione con quello che stiamo vivendo da quasi quindici anni e con il personaggio che domina la scena da quasi tre lustri e che “minaccia” di restare sul trono per svariati altri lustri, se non per sempre, come succedeva in passato con i Re che regnavano fino all’ultimo respiro, per poi passare scettro e regno all’erede designato. E davanti ai potenti, già all’epoca, tutti si mettevano in ginocchio, con in testa gli scrivani di corte chiamati a tramandare ai posteri pensieri e imprese dei regnanti.

Siamo nel terzo millennio, pensiamo di aver conquistato la libertà di pensiero e di parola, ma in realtà davanti al potente di turno tutti ancora si inchinano, si prostrano. Basta leggere le interviste fatte a Lotito, al Mr Nobody venuto dal nulla che, accolto da sorrisetti ironici, ha conquistato la scena e ora la domina. Un intoccabile o quasi. Mai una domanda scomoda, soprattutto mai replica alle bugie facilmente smontabili che propina all’intervistatore. Perché, vi chiederete voi? Semplice. Perché nessuno vuole avere problemi, perché attaccare i buoi al carro dove vuole il padrone di turno è più facile e semplifica la vita. Così, ad esempio, se il padrone dice che lavora gratis, per puro spirito di servizio, nessuno replica, anche se basterebbe prendere i bilanci della Lazio dal 2007 a oggi per dimostrare che in poco più di 10 anni il padrone non ha mai preso uno stipendio regolare, ma le sue aziende hanno attinto oltre 50 milioni di euro dalle casse della Lazio, grazie ai “rapporti con le parti correlate”. E non solo aziende di servizi o di vigilanza, ma anche l’altra società del presidente che sventola due bandiere e che nel weekend indossa a giorni alterni la sciarpa della Lazio o della Salernitana, citate in rigoroso ordine alfabetico e di collocazione nei campionati nazionali. Già, la Salernitana, quella società che per motivi oscuri in 7 anni ha incassato dalla Lazio circa 11 milioni di euro, senza contare i giocatori ricevuti in prestito o quelli (tipo Sprocati) acquistati a cifre fuori mercato per consentire al secondo club di chiudere in regola il bilancio. Un classico esempio di conflitto d’interessi, quel conflitto che il calcio italiano aveva deciso di abolire con l’articolo 16 bis che vietava ad un presidente di essere proprietario di 2 club professionistici. Una delle tante regole non violate ma semplicemente aggirate in questi anni da Mr Nobody. Nel silenzio generale…

In uno slancio di coraggio lo scrivano gli fa notare che con lui al vertice ha toccato il punto più basso della storia? Lui rigira la frittata, dice che invece ha toccato il punto più alto. E lì si esaurisce il coraggio e viene meno la replica, semplice, perché basterebbe citare l’assenza della Nazionale dai Mondiali in Russia e la mancata partecipazione alle Olimpiadi del 2016 dell’Under 21 per evidenziare il fallimento di un sistema commissariato che da un anno è senza guida e senza un vero governo, di un calcio italiano che grazie al lavoro fatto dal 2014 a oggi dagli “innovatori” ha perso terreno anche rispetto a nazioni che calcisticamente non avevamo mai neanche considerato. Ma non c’è replica, così passa il messaggio dell’uomo forte e vincente, del “risolutore” di problemi che dopo aver salvato la Lazio ora potrebbe salvare addirittura Roma. E allora parte l’idea di Lotito sindaco, con un assist servito su un vassoio d’argento e subito sfruttato.

“Mi è già stato chiesto di fare il Sindaco di Roma e io davanti alle sfide non mi tiro mai indietro. Lo sa bene mia moglie. Mi voterebbero anche i romanisti. Quando mi sono candidato in Campania, sono stato accolto benissimo in terre dove nessun politico del territorio finora era mai stato”.

Già, è stato accolto così bene che a quelle elezioni politiche è stato trombato, nonostante qualcuno lo avesse piazzato in un collegio praticamente blindato, con un seggio al Senato che sembrava garantito. Ma questo, chiaramente, lui omette di dirlo e lo scrivano omette di ricordarlo a chi legge. Perché con lui funziona sempre così, da anni. Come quando dice che la Lazio è prima in Italia nelle classifiche del settore giovanile. Basterebbe far notare che la Primavera lo scorso anno è retrocessa per la prima volta nella storia in Serie B e che (Primavera esclusa) l’ultimo scudetto giovanile conquistato dalla Lazio risale al 2001, ma questo significherebbe far crollare i castelli in aria e le promesse di un futuro radioso. Già, perché nelle interviste Mr Nobody non parla mai di presente e di risultati a portata di mano nell’immediato, ma di quelli che arriveranno in futuro. Già, “il futuro è nostro”… Uno slogan perfetto per le campagne elettorali di quei politici che non potendo parlare del presente si proiettano sempre verso il futuro. Vale per chi promette scudetti o qualificazioni alla Champions League, oppure la realizzazione di stadi destinati a garantire l’indipendenza economica. Sono stato il primo a presentare il progetto e a parlare di stadi anche se tutti ora fanno i rivoluzionari”, dice tutto tronfio. Omettendo di dire che di stadi di proprietà parlavano già Dino Viola negli anni Ottanta e Cragnotti alla fine degli anni novanta, con tanto di progetti e terreni individuati su cui costruire. E se provi a fargli notare che da quel plastico presentato in pompa magna a giugno del 2005 ad oggi non è successo nulla, basta aggrapparsi al complotto per sgaiattolare: Sapete come sono andate le cose, allora c’era un sindaco che ha fatto di tutto pur di non andare avanti. Peccato che di sindaci Roma ne abbia avuti addirittura 4 da allora, di tutti i colori politici. E nonostante i ripetuti inviti formulati apertamente dal Campidoglio di presentare un progetto, ad oggi sul tavolo del sindaco non è mai arrivato nessun progetto della SS Lazio. Un po’ come la storia della Academy Bob Lovati, quella presentata in pompa magna senza aver presentato neanche uno straccio di progetto al Comune di Formello e ora abortita, perché è servita solo a giustificare i 4 milioni di euro incassati dalla Lazio dalla Snam Lazio Sud, azienda che solo per una singolare coincidenza fa capo a Mr Nobody… Ma guai a farlo notare.

E così si potrebbe andare avanti all’infinito. Sì, all’infinito, perché in un passaggio di quell’intervista c’è anche la minaccia neanche troppo velata di un regno destinato a durare per sempre. Non ho mai ricevuto proposte e la vendita sarebbe ammettere un fallimento e non sono abituato, mentre io lavoro per vincere le sfide e non per il denaro. Lo sa bene mia moglie, mi regalò una coppa con scritto: ‘per tutte le sfide che hai vinto e per quelle che vincerai’. Gestisco la Lazio come un buon padre di famiglia e ho intenzione di preservare, coltivare e far crescere il mio patrimonio storico-sportivo ed economico che è questa società”.

Ecco, rassegnatevi voi laziali che non vi siete adeguati, convertiti o che ancora sognate un domani diverso a ieri o all’oggi. Non c’è speranza, non c’è futuro e non ci sono proposte indecenti in grado di farlo tentennare o cedere. Perché dopo il padre, c’è il figlio. D’altra parte, “di padre in figlio” è molto più che un semplice slogan per noi laziali. E lui, che laziale non c’è nato ma che quei colori li ha indossati non per convenienza (per carità, non sia mai…) ma per spirito di servizio, non accetterà mai di vendere, perché il futuro ce l’ha già in casa e si chiama Enrico. Da Claudio I ad Enrico I. E Dio salvi il Re! O meglio, quel Mr Nobody venuto dal nulla che prendendosi una rivincita su chi lo derideva (sia da giovane che poi quando è entrato nel mondo del clacio) si è proclamato Re…




Accadde oggi 19.12

1920 Roma, campo della Rondinella - Lazio-U.S. Romana 2-1
1937 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Atalanta 4-0
1948 Roma, Stadio Nazionale - Lazio-Modena 5-1
1954 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Napoli 2-1
1971 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Perugia 4-1
1982 Roma, stadio Olimpico – Lazio-Milan 2-2
1993 Lecce, stadio Via del Mare - Lecce-Lazio 1-2
1999 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Piacenza 2-0
2002 Empoli, stadio Carlo Castellani - Empoli-Lazio 1-2
2004 Udine, stadio Friuli - Udinese-Lazio 3-0
2007 Roma, Stadio Olimpico, Lazio-Napoli 2-1
2010 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Udinese 3-2

Video

Adesso vi spiego...
di Gianmarco Liberati

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 07/12/2018
 

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