10 Agosto 2018

Milinkovic tra certezze, indiscrezioni, impressioni e timori...
di Stefano Greco

LA CERTEZZA: Sergej Milinkovic Savic il prossimo anno non giocherà in Premier League, visto che allo scoccare del gong di chiusura del mercato inglese né Chelsea né Manchester United si sono presentate con la famosa “proposta indecente”. L’INDISCREZIONE: “È un buon giocatore, ma non abbiamo nessuna intenzione di acquistare Milinkovic Savic”. Questa frase è stata attribuita da un sito spagnolo ad un operatore di mercato del Real Madrid. Vera o falsa che sia la cosa, lo sapremo entro pochi giorni. L’IMPRESSIONE: La Lazio non ha messo ufficialmente in vendita, ma non perde occasione per far capire a tutti che il giocatore è in vendita. E a qualcuno, quando parla di questa possibilità, già brillano gli occhi al pensiero di quella cascata di milioni di euro che potrebbero entrare nelle casse biancocelesti. Vale per Lotito ma, anche, purtroppo per tanti tifosi laziali che oramai a quanto pare tifano più per una società con il  bilancio in attivo che per avere una squadra vincente. IL TIMORE: Sarà per l’esperienza maturata in questi anni, sarà per il senso di sfiducia che in tanti nutrono sulla voglia reale di crescere di questa società, ma il vero timore di molti tifosi laziali è quello di veder partire Milinkovic Savic poco prima della chiusura del mercato. O addirittura dopo il 18 agosto, visto che il mercato per le squadre della Liga spagnola, della Bundesliga e della Ligue 1 francese chiuderà i battenti il 31 agosto…

Comunque vada a finire, questa sarà ricordata come l’estate di Milinkovic Savic, delle voci, delle indiscrezioni, delle sensazioni, dei timori e, purtroppo, probabilmente anche dell’ennesima grande occasione persa. Sì, perché Milinkovic o non Milinkovic, si poteva fare di più e meglio, perché al contrario di altre estati in cui bisognava prima vendere per poi acquistare, quest’anno i soldi in cassa per completare il puzzle c’erano, anche senza sacrificare il serbo sull’altare del bilancio. Quando qualcuno ancora si chiede il perché di tanta sfiducia da parte di molti tifosi laziali verso la società e chi la guida, beh, questo è il perché. La sfiducia è legata al modus agendi che da anni caratterizza ogni sessione di mercato. Un continuo “vorrei ma non posso”, una continua incertezza sul destino dei giocatori migliori legato non ad una precisa strategia, ma solo ed esclusivamente alla volontà o no degli altri club di spendere determinate cifre per acquistare un calciatore della Lazio. Perché nel calcio di oggi ci sta dire “davanti ad una proposta indecente nessun giocatore è incedibile”: su questo, siamo tutti d’accordo perché vale per tutti,anche per Real Madrid e Barcellona che nelle ultime due stagioni hanno perso Cristiano Ronaldo e Neymar. Quindi, figuriamoci se la Lazio può rappresentare l’eccezione che conferma una regola oramai consolidata. Ma una società seria e ambiziosa, non fissa solo il prezzo di un calciatore considerato FONDAMENTALE dall’allenatore, ma anche la data entro cui è disposta a mettersi seduta per ascoltare eventuali proposte. Sì, perché cedere Milinkovic Savic non oltre il 31 luglio, oppure se capita anche a poche ore dalla fine del mercato, non è proprio la stessa cosa. E non solo quest’anno perché il gong di chiusura del mercato è fissato per venerdì 17 agosto alle ore 20, ovvero appena 24 ore prima dell’esordio in campionato con il Napoli. Ma sempre. Perché un conto è avere almeno due settimane per utilizzare i soldi incassati da una grande cessione e un conto è avere un paio di giorni o addirittura poche ore per piazzare 2/3 colpi importanti. Non è proprio la stessa cosa. E visto che lo abbiamo visto accadere più di una volta (da Zarate a Keita, passando per Hernanes), è più che giustificato sia il senso di sfiducia che il timore di una beffa in extremis, ma anche quella sgradevole sensazione di costante precarietà con cui deve convivere da anni ogni estate il tifoso laziale. Perché più che una fiera dei sogni il mercato è diventato una sorta di incubo semestrale.

Ad aumentare,poi, il senso di sfiducia verso la società, sono le continue balle raccontate da chi guida la Lazio. Un esempio? Questa frase pronunciata 2 giorni fa da Lotito: “Lo scorso anno, il 29 agosto, rifiutai un’offerta da 110 milioni di euro per lui”. Secondo voi è credibile una cosa del genere? Non lo è per due motivi: primo, perché non è credibile un NO di Lotito davanti ad una cifra del genere; secondo, perché se veramente un club si fosse spinto a presentare un’offerta di 110 milioni di euro per Milinkovic, secondo voi dopo l’annata disputata dal “sergente” quel club in questi 40 giorni di mercato non si sarebbe ripresentato con un’offerta superiore? I 110 milioni di euro rifiutati per Milinkovic assomigliano tanto ai 50 milioni di euro rifiutati nell’estate del 2015 per il cartellino di Felipe Anderson: ovvero, non una proposta reale ricevuta, ma una base d’asta fissata per fissare il prezzo di un giocatore che ufficialmente non è stato messo sul mercato ma che a tutti gli effetti è in vendita. E lo è al punto che sia Tare che Lotito ogni volta che parlano di una possibile cessione di Milinkovic dicono “no, ma…”. E quei puntini sospensivi sono quasi un invito a chi è interessato a farsi avanti.

Per carità, va tutto bene, può far parte delle strategie di mercato, ma questo senso di continua precarietà non può far piacere ad un tifoso. E tutte queste mosse, ripetute nel tempo, non aumentano di certo la fiducia verso l’operato della società. Come finirà? La sensazione è che questa proposta indecente alla fine non arriverà, perché oramai manca troppo poco al gong di chiusura e a meno che non sia tutto già fatto da tempo è difficile pensare (conoscendo i tempi di Lotito…) di poter aprire e chiudere una trattativa in così poco tempo. E che quindi Milinkovic Savic alla fine resterà alla Lazio più per il mancato arrivo dell’offerta ritenuta “congrua” che per volontà della società. Se resterà con le giuste motivazioni o no, nonostante l’annunciato rinnovo di contratto a cifre doppie rispetto all’attuale, questo lo sa solo il giocatore. E noi lo scopriremo solo a partire dal 18 agosto, dopo la fine di questo “maledetto” mercato.




Accadde oggi 19.12

1920 Roma, campo della Rondinella - Lazio-U.S. Romana 2-1
1937 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Atalanta 4-0
1948 Roma, Stadio Nazionale - Lazio-Modena 5-1
1954 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Napoli 2-1
1971 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Perugia 4-1
1982 Roma, stadio Olimpico – Lazio-Milan 2-2
1993 Lecce, stadio Via del Mare - Lecce-Lazio 1-2
1999 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Piacenza 2-0
2002 Empoli, stadio Carlo Castellani - Empoli-Lazio 1-2
2004 Udine, stadio Friuli - Udinese-Lazio 3-0
2007 Roma, Stadio Olimpico, Lazio-Napoli 2-1
2010 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Udinese 3-2

Video

Adesso vi spiego...
di Gianmarco Liberati

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 07/12/2018
 

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