03 Agosto 2018

Imprevedibile, intrigante, incompleta...
di Stefano Greco

Mancano 15 giorni e poche ore a Lazio-Napoli, quindi due settimane e poche ore alla chiusura del mercato della Lazio che, domani, affronta il primo vero test di questa stagione incrociando un Arsenal completamente o quasi rivoluzionato da Unai Emery, chiamato per sostituire dopo ad aprire un nuovo ciclo dopo 22 anni di gestione-Wenger. E la domanda che ci poniamo tutti è: che Lazio sarà quella di quest’anno? L’impressione che ho, in base ad arrivi e partenze alla data odierna, è quella di una squadra imprevedibile, intrigante e… incompleta. Sì, perché nonostante i 6 acquisti (7, inserendo pure Sprocati…) fatti a fronte delle 3 partenze reali (De Vrij, Felipe Anderson e Nani, perché Marchetti e Djordjevic non hanno toccato il campo lo scorso anno), la mia impressione personale è che manchi ancora qualcosa per completare il quadro, almeno un paio (ancora meglio tre…) piccoli pezzi da mettere a posto per finire il puzzle. Questo non significa essere incontentabili né essere rimasti agli anni dei fasti cragnottiani, delle estati in cui arrivavano solo campioni e le scommesse si chiamavano Nedved o Stankovic. Significa solo avere la netta sensazione che, mai come questa volta la svolta tecnica sia dietro l’angolo e che sarebbe un delitto fermarsi proprio ora, anche perché parliamo di dettagli e non di acquisti roboanti; di sostituti e non di punti fissi.

Detto questo, comunque, ieri sentendo in una trasmissione i giornalisti in studio che presentavano il Milan come unica e reale antagonista in grado di contendere il posto per la Champions League 2019-2020 alle quattro qualificate di quest’anno, ho sorriso. Perché forse sarò pazzo, ma io la Lazio di oggi non la cambierei mai con la rosa attuale del Milan, neanche dopo l’arrivo di Higuain: perché tra l’argentino e Immobile, io mi tengo tutta la vita Immobile. L’unico reparto in cui vedo il Milan più forte della Lazio, è la difesa. Perché anche se Donnarumma non mi piace e lo considero un sopravvalutato, quella coppia centrale Romagnoli-Caldara gliela invidio e non poco ai tifosi milanisti. Ecco, senza nulla togliere ad Acerbi, con quei in rosa potrei anche considerare chiuso il mercato della Lazio e secondario l’arrivo di un laterale destro o della spalla di Immobile, gli altri due pezzi che, secondo me, mancano per completare il puzzle. Non è per sfiducia verso i vari Radu, Luis Felipe, Bastos e Wallace, ma con quei due, oppure anche uno solo (magari Romagnoli…) vicino ad Acerbi, la Lazio sarebbe apposto, in questo momento forse addirittura sullo stesso livello del Napoli e della Roma, perché almeno sulla carta Juventus prima e Inter poi sembrano destinate a giocare un campionato a parte.

È intrigante la nuova Lazio, perché finalmente ha preso gente d’esperienza e di sostanza a centrocampo, nel reparto in cui a livello di alternative era maggiormente scoperta. Sia ben chiaro, Berisha e Badelj non sono Simeone e Almeyda e tantomeno Veròn, ma due ottimi giocatori e, specie il croato, due ottimi affari. È imprevedibile, perché tutti siamo curiosi di vedere che cosa riuscirà a fare Correa, se riuscirà a non far rimpiangere le accelerazioni di Felipe Anderson che spaccavano in due le partite e, soprattutto, se saprà garantire quella continuità di rendimento (anche nell’arco dei 90 minuti) che, invece, è sempre stata il vero tallone d’Achille del brasiliano.

È imprevedibile, perché se Milinkovic continua a crescere come ha fatto lo scorso anno rispetto alla stagione precedente, se Luis Alberto si conferma e Immobile mantiene le medie delle prime due stagioni, questa squadra “rischia” di diventare la vera mina vagante del campionato, una candidata reale per la conquista del terzo posto, il massimo a cui sulla carta si può aspirare in questo momento. Perché la Roma ha acquistato tanti giocatori giovani e di talento (occhio a Zaniolo…), ma ha perso punti fermi come Alisson e Nainggolan. Perché il Napoli ha preso sì Verdi e Younes, ma tutti abbiamo sempre avuto l’impressione che negli ultimi due anni a fare la differenza non siano stati tanto i giocatori, ma il gioco di Sarri. Quindi, con Ancelotti al posto di Sarri potrebbe succedere di tutto: nel bene o nel male. E il Milan è sicuramente cresciuto (basta pensare che con Gattuso al posto di Montella ha fatto meno punti solo della Juventus…), ma secondo me al momento (specie a centrocampo) è ancora incompleto e meno forte delle prime cinque della passata stagione.

E, purtroppo, anche incompleta. Cosa manca alla Lazio? Un ricambio di Immobile in grado di garantire una decina di gol; un difensore di fascia (perché specie a destra Basta e Marusic non offrono grandissime garanzie) e un centrale di esperienza e affidabilità da prendere cedendo uno tra Bastos e Wallace, perché Mauricio neanche lo considero. Detto questo, terrei Alessandro Rossi (e non per i gol segnati in ritiro contro boscaioli e dilettanti) perché nessuno come Inzaghi che se lo è cresciuto lo può valorizzare e sono curioso di vedere all’opera Durmisi, perché prima di bruciarlo aspetterei, ricordando quanto ci ingannò sul valore del giocatore quell’esordio disastroso di Lulic a San Siro contro il Milan.

Quella di domani con l’Arsenal, quindi, è una sfida interessante che, come tutto il calcio d’estate, conta poco o nulla. Perché a noi lo scudetto d’estate non ce lo assegnavano neanche ai tempi di Cragnotti, quindi figuriamoci oggi. Ma le illusioni estive durano quanto il canto delle cicale, vivo a luglio ed agosto ma che muore con l’arrivo dell’autunno. E, qualcuno, ne sa qualcosa…




Accadde oggi 18.08

1968 Grosseto, Stadio comunale - Grosseto-Lazio 0-8
1982 Coppa Italia I turno, girone 3, gara 1 - Roma, stadio Flaminio - Lazio- Perugia 3-2
1993 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Cagliari 0-0 (5-4 d.c.r.)
2000 Goteborg, - Gaiss-Lazio 0-4
2002 Udine, stadio Friuli - Triangolare del Friuli
2003 Rieti - Torneo dei Tre Continenti

Video

Adesso vi spiego...
di Gianmarco Liberati

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 13/07/2018
 

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