10 Luglio 2018

Romagnoli alla Lazio: perché non provarci?
di Stefano Greco

I vecchi tifosi laziali come me, a forza di solide realtà sbattute in faccia oramai hanno quasi smesso di sognare. Ma anche se per mille motivi non accetteremo mai l’idea che questo personaggio rappresenti non solo la Lazio ma la Lazialità, basterebbe veramente poco per riaccendere la fiamma. Qui nessuno chiede o pretende di lottare per lo scudetto, qui nessuno pensa di vivere il sogno che stanno vivendo ora i tifosi juventini davanti alla prospettiva di vedere il giocatore più forte del mondo indossare la maglia bianconera (gli stessi sogni ad occhi aperti che facevamo noi nell’era Cragnotti…), ma già l’idea di vedere un ragazzo laziale da sempre indossare la maglia della Lazio, sarebbe un piccolo sogno diventato realtà. La dimostrazione tangibile che, una volta tanto, si passa dalle parole ai fatti, dai proclami ad un qualcosa di concreto, di tangibile.

Non pretendo certo di parlare a nome di altri, ma avendo parlato con qualche amico e avendo letto un po’ di cose in giro sul web, quel piccolo sogno potrebbe essere l’acquisto di Alessio Romagnoli. E non si tratta di “fantamercato”, ma di un qualcosa di fattibile con un piccolo sforzo economico, un acquisto che potrebbe riaccendere un minimo di entusiasmo dopo la botta della mancata qualificazione alla Champions League e di un avvio di mercato che ha portato alla Lazio nomi che di certo non accendono né l’entusiasmo né la passione della gente. Senza nulla togliere ai vari Acerbi, Sprocati, Proto, Durmisi e Berisha, sia ben chiaro. Ma portare Alessio Romagnoli alla Lazio, sarebbe un segnale importante, oltre che una mossa in grado di rinforzare decisamente quel reparto che lo scorso anno è stato il vero anello debole della nostra catena, nonostante la presenza di De Vrij.

Ma è fattibile un’operazione del genere? Un mese fa avrei detto di no, ma alla luce di quello che sta succedendo in casa milanista in questi ultimi giorni, non è facile ma non è neanche impossibile. Il Milan deve versare ancora alla Lazio una rata pesante dell’acquisto di Lucas Biglia. C’è chi dice che si tratti di una trance da 12 milioni di euro e chi di 7. Comunque, tanti soldi che il Milan non ha in cassa e che sta disperatamente tentando di coprire girando alla Lazio il cartellino di Borini. Un giocatore che piaceva lo scorso anno ad Inzaghi ma che non aggiungerebbe nulla all’organico attuale. E, allora, perché non provare a rilanciare aggiungendo a quei soldi una parte del tesoretto avanzato dallo scorso anno e che potrebbe diventare ancora più corposo in caso di cessione di Felipe Anderson?

Perché l’acquisto di Acerbi è stato prezioso e in qualche modo ha coperto quel buco che si era aperto con la partenza di De Vrij, ma come detto prima nonostante la presenza dell’olandese la Lazio lo scorso anno ha incassato qualcosa come 49 gol (in 38 partite) in campionato, 17 gol (in 12 partite) in Europa League per un totale di 69 reti in 55 partite. Non tantissimi, ma troppi rispetto alle squadre che ci hanno preceduto in classifica in campionato e, soprattutto, troppi in Europa League, dove quelle 6 reti incassate tra andata e ritorno contro il Salisburgo hanno mandato in frantumi il sogno di rigiocare a distanza di quasi 20 anni una finale europea. Considerando la solidità del centrocampo garantita dall’arrivo di Lucas Leiva (e ancora di più ora grazie all’arrivo di Berisha e Durmisi) e la prolificità di quello che lo scorso anno è stato il miglior attacco della Serie A (89 reti in 38 partite, record di tutti i tempi per la Lazio), è la difesa il reparto su cui si deve lavorare per consentire alla squadra di fare un ulteriore salto di qualità. L’arrivo di Acerbi va benissimo, va bene anche sperare nella crescita di Luiz Felipe, ma l’inserimento di quello che è destinato ad essere il nuovo centrale della Nazionale di Roberto Mancini farebbe fare un enorme salto di qualità alla difesa della Lazio. E considerando i problemi attuali del Milan (il caos societario, l’estromissione dalle coppe europee e il buco di bilancio da coprire), perché non tentare il colpo?

Alessio Romagnoli è laziale dalla nascita, anche se il destino non gli ha mai consentito di indossare quella maglia biancoceleste e lo ha portato addirittura sull’altra sponda del Tevere ad esordire giovanissimo in Serie A con la maglia giallorossa. Ma lui, fin da bambino, ha sempre avuto un sogno: indossare la maglia numero 13 della Lazio, in un ideale passaggio di consegne a distanza di anni con Alessandro Nesta. Per questo, quando è andato a Milano ha deciso di prendere quella maglia numero con cui Nesta ha vinto in rossonero tutto quello che c’era da vincere, realizzando la prima metà del suo sogno. Ora resta la seconda, la più difficile calcolando che guadagna già tanto e che nel recente passato la Lazio non ha mai acquistato giocatori dalle grandi del campionato, ma li ha solo ceduti. Anche a peso d’oro o quasi, per carità, ma quella tratta Roma-Milano è sempre stata un biglietto di sola andata verso il Nord, perché la Lazio pesca altrove e non giocatori affermati, ma solo sconosciuti o calciatori in cerca di rilancio. E questo non è certo il caso di Alessio Romagnoli che, quest’anno, ha dimostrato di valere tutti i 25 milioni di euro spesi 3 anni fa dal Milan per prelevarlo dalla Roma. E se Acerbi è stato valutato 12 milioni di euro, considerando anche che parliamo di un ragazzo classe 1995 Romagnoli vale probabilmente il triplo. Tanti soldi, ma considerando quello che deve ancora versare il Milan alla Lazio per Biglia, una cifra non impossibile. Un investimento alla portata di una società che ha ambizioni. Fattibile, visto che lo scorso annola stessa cifra è stata immobilizzata nell'opereazione che ha portato alla Lazio Bruno Jordao e Pedro Neto...

È solo un sogno, lo so, ma io sono laziale, quindi un indomabile sognatore. E la vita mi ha insegnato che se si sogna con intensità e si crede nella forza dei sogni, a volta anche le cose più incredibili diventano realtà. Io lo so, perché l’ho visto succedere veramente in passato. Quindi, perché non sognare di poter vedere un ragazzo dal cuore biancoceleste indossare quella maglia numero 13 che è stata di Alessandro Nesta, il più grande difensore di tutti i tempi e per giunta laziale? Non è una speranza la mia, ma solo un sogno di una notte di mezza estate, destinato probabilmente a svanire nelle prossime settimane… 




Accadde oggi 16.07

2003 Vigo di Fassa, Salorno-Lazio 0-11
2008 Auronzo di Cadore, stadio Rodolfo Zandegiacomo - Rapp.Bellunese-Lazio 0-8

Video

Adesso vi spiego...
di Gianmarco Liberati

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 13/07/2018
 

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