26 Giugno 2018

Altro che un hotel extra lusso a 5 stelle... Via Valenziani: chiuso, sfitto, sporco e abbandonato!
di Stefano Greco

Vignetta di Fabio Laurenzi, foto di Luca Gelli

Imposte serrate, cancello chiuso con una catena e un lucchetto, il giardino incolto e quel viale in cui sostavano le macchine dei grandi del calcio italiano che andavano a far visita a Sergio Cragnotti pieno di spazzatura e di cartacce. Le foto ai lati della vignetta sono di cinque giorni fa. Ancora più recenti delle immagini di Google Maps che mettono già in evidenza quello che ho descritto all’inizio. Non siamo allo stato di abbandono in cui versa lo Stadio Flaminio, ma poco ci manca.

Guardare quel palazzo che riporta alla mente gli anni d’oro della Lazio, quell’immobile che vale una fortuna (è stato inserito a bilancio con un valore di 23 milioni di euro...) chiuso e completamente abbandonato, fa male. Ma lo stato in cui versa il palazzo di via Valenziani è anche una foto impietosa del presente, di quel progetto-Lazio di cui in tanti si riempiono la bocca ma che, in realtà, (purtroppo) non esiste. E se qualcuno prova a farlo notare, parlando della Academy che non c’è, dello stadio delle aquile mai trasformato in un vero progetto e ora di questo magnifico palazzo che versa in stato di completo abbandono, viene subito additato, tacciato di essere un nemico della Lazio o, addirittura, un romanista.

Lo so, siamo in piena campagna acquisti e ai tifosi interessano (giustamente) solo gli arrivi e le partenze, le cessioni oppure i rinforzi, perché alla fine sono le mosse fatte sul mercato a determinare il destino di una squadra e quindi di una società. Ma qui non c’è un magnate che apre i cordoni della borsa, qui gli acquisti si fanno solo con i soldi che produce la Lazio, quindi è anche giusto sapere come vengono spesi da chi gestisce la Lazio i soldi che produce la Lazio. E visto che il palazzo di Via Valenziani fa parte del patrimonio della Lazio, è importante come Formello, l’arrivo di Durmisi o Acerbi, oppure come la partenza di Felipe Anderson o di Milinkovic Savic, perché per acquistarlo interamente dalla Cirio, la Lazio nel mese di gennaio del 2012 ha speso circa 8 milioni di euro. E allora rinfreschiamo un po’ la memoria a chi ha dimenticato questa storia o che fa finta di non ricordare.

Gennaio del 2012. In pieno mercato, con la Lazio che dopo anni di campionati deludenti lotta per la Champions League e i tifosi che chiedono alla società un piccolo sforzo per fare quel piccolo salto di qualità e per coronare il sogno di tutto l’ambiente, il presidente apre il portafoglio e tira fuori quasi 8 milioni di euro per fare l’investimento richiesto a gran voce dalla piazza. Anzi, non li tira fuori lui (come leggerete in seguito…), se li fa prestare, ma quel che conta è il risultato finale, l’acquisto!

Quel nuovo arrivato in casa Lazio, però, non è dotato di grande agonismo, anzi, a dire il vero è proprio “immobile”, ma per la società è un acquisto perfetto. No, non parliamo di Ciro Immobile, quello arrivato nell’estate del 2016 per rimpiazzare Klose, ma del palazzo di via Valenziani, sede storica dell'ex gruppo Cirio, acquistato all’asta dalla società biancoceleste con un investimento complessivo di circa 8 milioni di euro. Soldi che la Lazio si è fatta anticipare dal Credito Sportivo, accendendo un mutuo di quasi 8,5 milioni di euro, perché nella cifra del prestito sono stati inseriti anche i soldi per l’acquisto del pullman di proprietà. Quindi, non un solo acquisto, ma ben due nella stessa sessione di mercato. Acquisti di cui il presidente si va addirittura a vantare in diretta tv in una storica puntata de “Il processo del Lunedì”, tra l’imbarazzo e i sorrisetti di alcuni dei presenti e l’applauso di qualche opinionista radiofonico laziale da sempre accondiscendente. Ma il palazzo e il pullman non gli unici colpi di quel mercato da fuochi d’artificio. Già, perché dopo aver venduto Cissè a 5,5 milioni di euro (dopo averlo acquistato pochi mesi prima a 5 dal Panathinaikos), la Lazio per sostituire il francese acquista per 3,5 milioni di euro un altro immobile. Non un palazzo, ma un attaccante che in campo ha la stessa mobilità del palazzo di via Valenziani e che viene presentato così dal ds Igli Tare.

“Siamo qui per presentare quello che speriamo diventerà il nuovo bomber della Lazio. Lo conoscevo già dall’anno scorso ma in questo periodo si è presentata l’opportunità di prenderlo. Dopo aver parlato con Reja e il presidente, abbiamo deciso di fare questa operazione e siamo contenti oggi di presentarlo. Lui ha caratteristiche diverse da altri attaccanti. Siamo convinti, dopo averlo visto anche in allenamento una settimana, che sarà utile alla nostra causa. Non molla mai e dà tanto, sono contento.  Il suo ambientamento non è un problema, ci sono Gonzalez e Barreto e quindi si inserirà molto bene e con tutto il resto delle squadra non avrà nessun problema. È un buon investimento, le aspettative sono quelle giuste, non possiamo mettere pressione ad un ragazzo giovane, quindi sarà integrato con i tempi giusti e con le valutazioni giuste. Non credo sarà subito un titolare, ma spero lo diventi presto”.

Un acquisto fantastico! Emiliano Alfaro, infatti, colleziona 8 presenze e 0 (ZERO) gol con la maglia della Lazio e dopo aver indossato la maglia dell’Al-Wasl (ed esser stato rispedito al mittente, perché non è buono neanche per il campionato degli Emirati Arabi…) la Lazio nel 2014 lo rispedisce in prestito gratuito al Liverpool di Montevideo che a gennaio 2012 ci ha confezionato questo “pacco” da 3,5 milioni di euro. Lì Alfaro è rimasto in prestito fino alla scadenza del contratto. Quest’anno, dopo esperienze in Thailandia con il Buriram United Football Club e in India con il NorthEast United Football Club, Alfaro ha indossato la prestigiosa maglia del Dibba Al-Fujairah, altra squadra degli Emirati Arabi, poi è tornato in India per giocare con il Football Club of Pune City… E in tutti questi giri, la Lazio non ha ripreso un solo euro dell’investimento fatto, senza contare i soldi di stipendio spesi. Insomma, non proprio un affare.

E il palazzo di Via Valenziani? Quello, di certo, almeno per ora dal punto di vista economico non è stato un flop come Alfaro, perché anche se versa in stato di abbandono completo rilevare per circa 8 milioni di euro uno stabile di 2500 metri quadri commerciali, con annesso giardino e corte di pertinenza di circa 450 metri quadri a due passi da piazza Fiume, anche se la Lazio è stata l’unica partecipante all’asta indetta dai commissari straordinari della Cirio, Attilio Zimatore, Luigi Farenga e Lucio Francario è stato un affare dal punto di vista economico.

La Lazio, quindi, da 6 anni e mezzo è proprietaria di un bene che era stato anche la sede degli uffici della società durante gli anni d’oro della gestione-Cragnotti, quel palazzo dove i primi di gennaio del 2003 si consumò l’addio del presidentissimo alla Lazio. Un immobile di lusso, di cui la Lazio era già parzialmente proprietaria nel 2004 prima dell’arrivo di Lotito, grazie al 49% di partecipazione in Cirio Lazio Immobiliare, proprietaria del palazzo di via Augusto Valenziani. A gennaio del 2012, per 3 milioni di euro il presidente della Lazio ha acquistato il restante 51% di Cirio Lazio Immobiliare messo in vendita dai commissari straordinari della Cirio. Oltre ai 3 milioni di euro versati alla Cirio, la Lazio si è fatta carico anche dei 4,5 milioni di euro del contratto di leasing (scadenza ottobre 2012) stipulato nel 2000 da Cirio Lazio Immobilare per l’acquisto dell’immobile e in gran parte anticipati da Cirio Finanziaria.

D’altra parte, in tempi di crisi il “mattone” è sempre stato il bene di rifugio per eccellenza per chi deve fare degli investimenti. Quindi, come si fa a criticare un acquisto a queste cifre di un palazzo che sul mercato vale molto di più? Ma la Lazio è una squadra di calcio, direte voi, quindi più che immobili dovrebbe comprare dei calciatori. Ma questi sono dettagli per chi gestisce da quasi 14 anni la Lazio. E se gli acquisti devono essere come Alfaro (oppure come i Pereirinha, i Kakuta, i Saha, gli Helder Postiga o i Bisevac arrivati nelle successive sessioni invernali di mercato), allora meglio un pullman e un palazzo, anche se c’è da accollarsi un mutuo. Pagato chiaramente dalla Lazio.

Ma che c’ha fatto la Lazio con quel palazzo? “Ci faremo un grande albergo di lusso”, disse 6 anni fa gonfiando il petto il presidente… “un Lazio Style Hotel in pieno centro a disposizione di turisti provenienti da ogni parte del mondo”, aggiunse l’allora responsabile della comunicazione con grande enfasi. Bello, bellissimo, peccato che dopo 6 anni e mezzo quel palazzo versi in stato di completo abbandono e non ci sia ancora traccia di quell’hotel… così come dopo 12 anni la presentazione del plastico non c’è traccia dello Stadio delle Aquile e come a distanza di 4 anni e un mese dalla posa (in pompa magna) della prima pietra della Academy Bob Lovati, non c’è nessuna traccia di quella mega struttura per cui la Lazio ha versato 4 milioni di euro di anticipi alla Snam Lazio Sud, una delle tante aziende del presidente. Chissà, forse la realizzazione dell’albergo è stata affidata alla stessa ditta incaricata di realizzare lo stadio o la Academy. E noi che già immaginavamo Tare direttore l’albergo, De Martino o Diaconale pronti a indossare i panni del concierge e la Lazio che incassava milioni di euro a palate da quell’investimento fatto a gennaio del 2012.

Invece, nulla di nulla. Un po' come spendere 8 milioni di euro per un calciatore, valutarlo 23 milioni e poi pagargli lo stipendio per farlo scorrazzare a Formello senza mai farlo giocare con laprima squadra. Manca solo di perderlo a zero,poi sembra il replay della vicenda Zarate... Già, perché oltre a non incassare un euro da quell'immobile di lusso, la Lazio versa regolarmente la rata del mutuo al Credito Sportivo per quegli 8,5 di euro di finanziamento elargiti a gennaio di 6 anni fa. Che cosa c’entri, poi, il Credito Sportivo (che si dovrebbe preoccupare di finanziare l’edilizia sportiva…) con l’acquisto di un immobile (e di un pullman, visto che il mutuo è servito anche ad acquistare il nuovo pullman biancoceleste), è uno dei tanti misteri di questo strano paese nonché una delle tante domande relative a questa gestione destinate a restare senza risposta. Oppure in sospeso, come i sogni dei tifosi della Lazio. O meglio di quelli che, dopo 14 anni, hanno ancora la forza e la voglia di sognare…




Accadde oggi 19.09

1937 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Genova 1893 2-1
1942 Napoli, Vomero - Napoli-Lazio 1-2
1948 Roma, Stadio Nazionale - Lazio-Juventus 0-4
1954 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Sampdoria 1-3
1964 Nasce a Roma Antonio Sciarpa
1971 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Ternana 2-0
1973 Roma, stadio Olimpico - Lazio- FC Sion 3-0
1977 Nasce a Venezia Tommaso Rocchi
1981 Terni, stadio Libero Liberati - Lazio-Spal 1-2
1982 Como, stadio Giuseppe Sinigaglia - Como-Lazio 0-0
1993 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Inter 0-0
1999 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Torino 3-0
2001 Roma, stadio Olimpico - Lazio-FC Nantes Atlantique 1-3
2002 Roma, stadio Olimpico - Lazio-AC Skoda Xanthi 4-0
2004 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Reggina 1-1

Video

Adesso vi spiego...
di Gianmarco Liberati

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 13/07/2018
 

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