11 Giugno 2018

Il "gambaletto" di Long John
di Stefano Greco

Giugno 1972. La Lazio, guidata in panchina da Tommaso Maestrelli, dopo appena 11 mesi di Purgatorio si appresta a tornare in Serie A, letteralmente trascinata verso la promozione dai gol di Giorgio Chinaglia. Per approdare in Serie A, la Lazio deve raccogliere 3 punti tra Genova e Bari, perché un calendario assurdo costringe la squadra di Maestrelli a chiudere la stagione giocando due trasferte consecutive, insidiose. L’8 giugno del 1972, quattro giorni prima della sfida con il Genoa a Marassi, la Lazio però la Lazio ha un impegno importante a Napoli, perché grazie alla vittoria ottenuta una settimana prima in Coppa Italia con la Fiorentina all’Olimpico, facendo risultato al San Paolo ha la possibilità di passare il turno. Maestrelli lo sa, ma il “Maestro” sa anche che per la Lazio e l’ambiente laziale nulla è più importante della promozione in Serie A. Quindi, al San Paolo manda in campo una formazione rimaneggiata ma non rinuncia a Chinaglia, perché Giorgio è insostituibile.

Dopo appena 7 minuti, però, Long John viene portato fuori dal campo a braccia. In uno scontro violentissimo con Zurlini, Giorgione ha rimediato una profonda ferita alla caviglia e Ziaco, già negli spogliatoi, gli applica 8 punti di sutura. Ma la gamba è gonfia in modo preoccupante e il dottore, temendo che ci sia qualcosa di più grave di una semplice ferita, mentre la squadra è ancora in campo lascia il San Paolo in macchina con Chinaglia e vola di corsa a Roma, diretto all’Ospedale San Giacomo. Per fortuna gli accertamenti escludono la frattura o lesioni ai legamenti, ma Giorgio ha un piede gonfio come un melone e ad appena 96 ore dalla sfida decisiva in casa del Genoa cammina a fatica e lo può fare solo con le stampelle. Le speranze di avere Chinaglia a disposizione, quindi, sono pochissime, praticamente nulle. Ziaco nelle interviste con i giornalisti che seguono la Lazio parla di un Chinaglia out per Genova e, addirittura, di recupero praticamente impossibile per la successiva trasferta di Bari: insomma, di campionato finito. E un brivido di terrore scuote il mondo Lazio che vede affacciarsi l’incubo di una beffa finale dopo un campionato condotto quasi sempre in testa alla classifica.

Ma Giorgio si gioca troppo in questi finale di stagione, quindi non ce la fa a restare a guardare. Long John è come un leone in gabbia, perché vuole tornare a tutti i costi a calpestare il palcoscenico della Serie A ma anche perché sa che a Marassi ci sarà in tribuna il ct azzurro Valcareggi, intenzionato a convocarlo per l’amichevole del 21 giugno a Sofia contro la Bulgaria. La Lazio e la maglia azzurra sono il suo unico pensiero in quella notte di tormento, di incubi e di fantasmi. Long John ha già segnato 19 gol in quella stagione ed è ad un passo dal conquistare il titolo di capocannoniere del campionato di Serie B; la Lazio, per essere promossa, ha bisogno di fare almeno tre punti in casa del Genoa e del Bari. E la vittoria vale ancora due punti, quindi serve un successo e un pareggio. E senza Chinaglia, è dura fare 3 punti in due trasferte. E poi, c’è la Nazionale…

Giorgio il giovedì resta a casa a riposare, ma il venerdì si presenta regolarmente a Tor di Quinto con le stampelle e, prima dell’allenamento, va nello stanzino di Ziaco e gli dice: “Voglio giocare dottore. Si inventi qualcosa, qualsiasi cosa, ma io domenica voglio scendere in campo a Marassi”. Ziaco sorride, perché conosce bene Chinaglia e si aspettava sia quella visita che le parole di Giorgio. Già il giorno prima, infatti, il dottore ha preparato uno speciale gambaletto per proteggere la caviglia infortunata e per evitare che si riapra la ferita. Ziaco, però, non dice niente a Giorgio di quel gambaletto speciale, ma gli garantisce che sarà convocato per il ritiro, ufficialmente per stare vicino alla squadra. Il sabato a Rapallo, però, lontano da occhi indiscreti, Chinaglia indossa quel gambaletto preparato da Ziaco e supera il provino, con Maestrelli che sorride a bordo campo.

Grazie anche alla complicità di Gigi Bezzi, che continua a ripetere ai giornalisti che Giorgio si muove solo con le stampelle e che sta lì in ritiro solo per non lasciare soli i compagni, la notizia di quel provino viene tenuta nascosta e si viene a sapere della presenza in campo di Chinaglia solo domenica a mezzogiorno, quando Ziaco annuncia la presenza di Chinaglia ai giornalisti al seguito della Lazio. E la notizia ufficiale arriva poco più di un’ora dopo quando lo stesso Gigi Bezzi consegna la lista all’arbitro Giunti di Arezzo. E come un fulmine a ciel sereno, la bomba arriva in tribuna stampa, portata dallo stesso Bezzi che sorride incrociando lo sguardo incredulo dei giornalisti presenti a Marassi. Giorgio non solo scende in campo, ma un minuto dopo il gol del vantaggio della Lazio firmato da Gritti, sotto il diluvio segna una rete capolavoro che strappa l’applauso dell’intero stadio. L’azione, come detto, è bellissima: lancio di Martini per Chinaglia che, con un pallonetto, si libera di Benini, poi con un tocco di testa supera il libero Garbarini e si presenta solo davanti a Buffon (lo zio di Gigi…): prima che il portiere possa abbozzare l’uscita, Giorgio di destro, con la gamba infortunata, tira e segna il gol che garantisce alla Lazio la vittoria e la quasi certa promozione in Serie A… poi festeggia il ventesimo centro stagionale correndo con le braccia protese verso il cielo…

 Alla fine del primo tempo, con la Lazio in vantaggio per 2-0, Maestrelli decide di non rischiare e lascia Chinaglia negli spogliatoi. Valcareggi non lo vede rientrare ma va via soddisfatto, perché ha deciso di convocare quel gigante in Nazionale per la sfida del 21 giugno a Sofia contro la Bulgaria. E Giorgio non solo viene convocato, ma entra in campo all’inizio del secondo tempo al posto di Anastasi e con gli azzurri sotto 1-0 dopo appena 5 minuti segna il suo primo gol con la maglia azzurra, regalando il pareggio all’Italia.

La Lazio, quindi, vince 2-0 Marassi e alla penultima giornata è prima in classifica a pari merito con la Ternana a 48 punti: uno di vantaggio sul Palermo e due sul Como che ne ha 46 e che andando a vincere a Novara ha costretto la Lazio a rinviare la festa-promozione. Ma alla Lazio basta strappare un pareggio a Bari in casa di una squadra che non ha ambizioni o preoccupazioni di classifica per ottenere la certezza matematica e per festeggiare il ritorno immediato in Serie A. E il ritorno nella sua Bari per Maestrelli è dolce, perché trascinata da più di 3000 laziali scesi in Puglia per festeggiare la promozione, la Lazio pareggia per 0-0 e aggiunge quel punto che le serve per tornare in Serie A dopo un solo anno di purgatorio senza dover aspettare notizie dagli altri campi. Un pareggio inutile, perché quella domenica il Como cade inaspettatamente in casa della Reggiana.

Nessuno lo sa quel giorno, ma quella promozione in Serie A è solo l’inizio di una grandissima avventura, forse della storia più bella e più folle scritta dalla Lazio in 117 anni di vita.




Accadde oggi 25.06

1933 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Fiorentina 0-0
1971 Basilea, stadio San Giacomo - Basilea-Lazio 1-3
1972 Firenze, - Fiorentina-Lazio 1-1
1985 Muore a Roma Renato Ziaco
1989 Ascoli, stadio Cino e Lillo Del Duca - Ascoli-Lazio 0-0

Video

Adesso vi spiego...
di Gianmarco Liberati

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 22/06/2018
 

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