07 Giugno 2018

Lazio da leggenda: 3 vittorie in 8 ore!
di Stefano Greco

La formazione della Lazio di quel giorno. In alto, da sinistra: Faccani, Marrajeni, Dos Santos, Bompiani, Omodei-Zorini, Federici, Baccani (allenatore); sotto: Pellegrini, Corelli II, Ancherani, Saraceni I, Corelli II

I 118 anni di storia della Lazio sono pieni di episodi incredibili, di vittorie arrivate quando nessuno ci credeva più o di tonfi inaspettati, ma l’impresa compiuta il 7 giugno del 1908 a Pisa, è un qualcosa che non ha eguali in Italia e forse nel mondo. Una storia che merita di essere tramandata di padre in figlio, raccontata partendo da foto sbiadita di più di un secolo fa, da un’immagine che fanno sorridere per l’abbigliamento dei protagonisti: atleti con la scoppola in testa, pantaloni lunghi fin sotto il ginocchio tenuti su con la cinta, camice bianche usate come maglie da gioco e, chiaramente, senza numeri. Una foto storica, legata ad un’impresa che ha dell’unico e al tempo stesso dell'eroico perché immortala i protagonisti del primo grande trofeo conquistato dalla Lazio nel giugno del 1908, a Pisa, con tre vittorie in un giorno. Una storia fantastica che merita di essere ricordata.

Quella immortalata nella foto non è la SS Lazio di oggi. All’epoca si chiamava ancora Podistica Lazio, ovvero la società nata dall’idea dei padri fondatori nel 1900 con il nome di quella Lazio che all’origine doveva occuparsi solo di atletica, ma che fin da subito diventò una vera e propria polisportiva con la creazione di una squadra di calcio costruita da Sante Ancherani nel 1902, poi di nuoto e pallanuoto, di canottaggio, di scherma. In quei primi anni di vita, la Lazio gioca a Roma su campi improvvisati: prima a piazza d’Armi e poi a Parco dei Daini (all’interno di Villa Borghese) ed i primi avversari si chiamano Fortitudo (la squadra del Rione Borgo), Virtus, Robur e Roman. Ma nessuno a Roma riusciva a tenere testa a quella squadra chiamata Podistica Lazio creata da Ancherani. L’eco dei successi di quella formazione che attrae i migliori atleti della Capitale che decidono di cimentarsi nel Football, valica i confini romani e la Lazio viene invitata a partecipare al Trofeo di Pisa. Ma come arrivare in Toscana? La società non ha soldi, i giocatori sono quasi tutti studenti e solo i biglietti per il treno costano 30 lire che, per l’epoca, sono una cifra. Sante Ancherani si danna l’anima per trovare i soldi necessari per la trasferta di un solo giorno, perché l’invito degli organizzatori è per una sola partita. “Visto che siete tutti studenti o quasi, vi invitiamo nella nostra città solo per giocare una partita domenica contro la squadra toscana che uscirà vittoriosa dalle semifinali che si disputeranno il sabato”.

Ancherani accetta e, oltre ai soldi per il viaggio, riesce a trovare anche giocatori in grado di rinforzare la sua Lazio in modo da non sfigurare contro squadre di maggiore esperienza. Quella che va in scena all’inizio di giugno del 1908 è, di fatto, la prima campagna acquisti nella storia del calcio romano, con Sante che riesce a convincere i fratelli Corelli ad aggregarsi alla squadra. Ancherani si accorda con Corrado Corelli che a sua volta convince anche il fratello Filiberto e così, con una stretta di mano, i due migliori giocatori della Virtus passano alla Lazio, con i dirigenti giallorossi della Virtus che gridano al tradimento. Quel gruppo eterogeneo parte sabato pomeriggio da Roma diretto a Pisa, dove alle 15 del giorno dopo è in programma la partita, con treno di ritorno da prendere assolutamente alle 19.30, altrimenti si deve restare a Pisa e nessuno ha i soldi per pagare un albergo, visto che il sindaco di Pisa ha messo a disposizione 11 letti (nel corridoio di una scuola) solo per la notte tra sabato e domenica. Sante Ancherani e Egisto Federici (che ha giocato nel Milan ed è passato alla Lazio perché fa il militare a Roma), sono insieme ai fratelli Corelli gli unici calciatori veri. Con loro ci sono Guglielmo Bompiani (fratello dell’omonimo editore), Augusto Fraccani che fa il fruttivendolo, Francesco Marrajeni che è ufficiale dell’esercito (e diventerà generale), più un folto gruppo di studenti, tra cui Fernando Saraceni che ha solo 17 anni.

Domenica mattina, i giocatori della Lazio si svegliano di buon’ora ed è Ancherani a ricevere dagli organizzatori la notizia a sorpresa. Il Lucca, eliminato il sabato, pretende di giocare un’eliminatoria contro la Lazio. Sante accetta, così alle 10 di mattina la Lazio scende in campo contro il Lucca e sbriga la formalità. Finisce 3-0, con Ancherani mattatore. Poco dopo mezzogiorno, mentre la squadra consuma un pasto leggero in attesa della finale, lo stesso organizzatore che la mattina aveva chiesto ad Ancherani di affrontare il Lucca che faceva i capricci, si presenta da Ancherani e gli dice che anche la Spes Livorno ha protestato e vuole affrontare la Lazio, alle 14. Sante si infuria e la discussione non degenera solo perché i compagni di squadra accettano la nuova sfida. In 11 contati e senza la possibilità di sostituire qualcuno, Ancherani e compagni alle 14 sono in campo e liquidano con un perentorio 4-0 anche la Spes Livorno (alcuni per anni hanno parlato del Pisa come secondo avversario, ma sbagliando), grazie alle doppiette realizzate da Omodei e Saraceni.

Alle 16.30, con due partite giocate sulle spalle, Ancherani e compagni scendono in campo contro la Virtus Juventusque Livorno. In caso di parità, sono previsti i supplementari fino a quando una delle due squadre non segna (una sorta di Golden Gol), ma la Lazio sa di non poter affrontare anche i supplementari: perché pesano le due partite precedenti, ma anche perché c’è da prendere il treno delle 19.30 per Roma. Così, mentre i livornesi badano solo a difendersi per conservare lo 0-0 con l’intento di portare la partita alle lunghe e di vincere contando sul ritiro della Lazio, Ancherani e compagni fanno di tutto per sbloccare la partita. E le cronache dell’epoca raccontano che è proprio il capitano a segnare il gol della vittoria che consegna alla Lazio il Torneo Interregionale di Pisa. A una decina di minuti dal termine, Corrado Corelli ruba palla all’avversario a centrocampo e lancia Ancherani che, con metà campo davanti, semina due avversari di potenza e quando si trova il portiere che esce alla disperata per fermarlo lo supera e spedisce il pallone in rete a fil di palo.

Prima di partire per Roma, Ancherani spedisce un telegramma con cui annuncia ai soci della Lazio lo storico successo: “Abbiamo vinto 3-0, 4-0 e 1-0”. All’inizio, a Roma nessuno capisce il perché di quella serie di risultati, visto che tutti sapevano che la squadra era partita per giocare un solo incontro. L’enigma, viene svelato alla stazione, quando i soci della Lazio, i genitori e gli amici abbracciano quegli 11 giocatori che scendo stravolti dal treno e raccontano tra lo stupore generale di aver giocato 3 partite nel giro di 8 ore.

Alla stazione ci sono anche alcuni dirigenti della Virtus che convocano per il giorno dopo in sede i fratelli Corelli. Corrado e Filiberto si presentano, subiscono un vero e proprio processo ma non provano neanche a difendersi e tantomeno chiedono scusa. Sono andati in sede solo per salutare tutti. “Noi ci troviamo bene con quelli della Lazio, quindi, ci dispiace ma continueremo a giocare con loro”.

Negli anni successivi, sono in tanti a seguire le orme dei fratelli Corelli e la Lazio diventa una vera e propria corazzata che stravince le prime tre edizioni del campionato dell’Italia Centro-Meridionale e conquista nel 1913, 1914 e 1915 il diritto a giocare la finale per lo scudetto. Nelle prime due occasioni viene sconfitta da Pro Vercelli e Casale, nella terza occasione non riesce a giocare la finale a causa dell’entrata in Guerra dell’Italia che porta alla sospensione del campionato e a quel titolo assegnato anni dopo a tavolino dalla Federcalcio a Genoa. Lo scudetto contestato, quello che da anni i tifosi della Lazio, guidati dall’avvocato Mignogna, chiedono alla Federcalcio che venga assegnato ex aequo a Lazio e Genoa. 




Accadde oggi 17.11

1918 Muore Pier Antonio Rivalta
1929 Roma, stadio Rondinella - Lazio-Cremonese 6-0
1935 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Milano 2-2
1940 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Triestina 2-1
1946 Bologna, stadio Comunale - Bologna-Lazio 3-1
1957 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Milan 1-1
1963 Bari, stadio della Vittoria - Bari-Lazio 0-2
1968 Mantova, - Mantova-Lazio 0-1
1985 Cesena, stadio Dino Manuzzi – Cesena-Lazio 3-1
1991 Bari, stadio San Nicola - Bari-Lazio 1-2
2002 Como, stadio Giuseppe Sinigaglia - Como-Lazio 1-3

Video

Adesso vi spiego...
di Gianmarco Liberati

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 05/10/2018
 

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