15 Maggio 2018

De Vrij sì, De Vrij no? Per me, De Vrij sì...
di Stefano Greco

Sono settimane, mesi, che il mondo Lazio guarda a Lazio-Inter come alla sfida decisiva, allo spareggio da dentro o fuori decisivo per trasformare il sogno in realtà. Sono settimane, mesi, da quando è stato ufficializzato da Tare il divorzio con De Vrij e l’accordo dell’olandese con l’Inter che il mondo Lazio si interroga sull’opportunità o meno di far giocare domenica sera il centrale di Ouderkerk aan den IJssel contro la sua futura squadra. Ora, è arrivato il momento di decidere e, dopo aver lasciato tutti a bocca aperta domenica pomeriggio a caldo nella conferenza stampa post Crotone-Lazio, ieri Simone Inzaghi ha chiarito meglio il suo pensiero, visto che quel suo “non so se domenica farò giocare De Vrij contro l’Inter” aveva aumentato i dubbi di chi da mesi sfoglia idealmente la margherita per affidare al destino quel dubbio amletico: De Vrij sì o De Vrij no?

“De Vrij? Mi è stato chiesto a fine partita se domenica giocherà e io a caldo ho detto che non lo sapevo perché pensavo alla partita con il Crotone. Non so chi giocherà, ci alleneremo tutta la settimana e deciderò il meglio per la squadra. È un ottimo giocatore e un grande professionista, se domenica dovesse giocare lo farà nel migliore dei modi e onorerà la maglia: per i tifosi, per la società e per i compagni”.

Tradotto, per Inzaghi è un De Vrij sì. L’unico dubbio, semmai, può essere legato alle condizioni fisiche dell’olandese che, come molti altri compagni, dopo aver tirato per tutto l’anno la carretta giocando tantissimo e riposando quasi mai, è alle prese con qualche problema muscolare. E, come mi succede quasi sempre, anche stavolta sono d’accordo con Simone Inzaghi. Se fossi al posto suo, De Vrij lo farei giocare e mi fiderei a occhi chiusi di lui e della sua professionalità. Perché è vero che l’Italia è il paese in cui si cercano complotti anche dove e quando non ci sono, è altrettanto vero che questo è un paese di furbi, Roma è forse la capitale dei “furbetti” (ricordate Stefano Ricucci, Gianpiero Fiorani e Danilo Coppola, i furbetti del quartierino…) e che il mondo Lazio è popolato di fantasmi, ma io sulla professionalità e sull’onestà di De Vrij sono disposto scommetterci. Perché mi è bastato vedere come ha esultato per due interventi difensivi decisivi contro il Torino e l’Atalanta (con cui ha salvato due gol fatti…) per capire che lotterà fino all’ultimo momento per il bene della Lazio, perché al di la delle beghe contrattuali (volute e create da chi lo gestisce, non da lui…) lui è legatissimo ai compagni, alla Lazio e a questa città che lo ha accolto a braccia aperte e lo ha aspettato quando molti altri lo avrebbero buttato come si fa con un bel giocattolo rotto.

Perché gli olandesi sono da sempre mercanti e mercenari, ma se danno la loro parola a qualcuno la rispettano, come rispettano fino in fondo gli accordi presi, i contratti sottoscritti. Ricordate Jaap Stam, quello che davanti all’offerta di spalmare su più anni il credito che vantava verso la Lazio o di tramutare parte di quei soldi che doveva incassare in azioni disse: “Mica posso andare a fare la spesa al supermercato pagando con le azioni della Lazio”? Bene, Jaap Stam a febbraio del 2004 si era promesso al Milan, ma anche se era quasi in scadenza di contratto aveva preteso dalla società rossonera che versasse un indennizzo di 10 milioni di euro alla Lazio prima di firmare il contratto. E una volta messo in tasca quell’accordo, nelle due sfide di semifinale di Coppa Italia contro il Milan non solo giocò, ma fu uno dei migliori in campo in quella doppia sfida vinta (2-1 a San Siro e 4-0 all’Olimpico) dalla Lazio. Lasciando l’Olanda, ma restando a quella stagione, basta pensare a Dejan Stankovic, che il 21 dicembre del 2003, sapendo già che il mese dopo avrebbe indossato la maglia dell’Inter, fu uno dei migliori in campo nella sfida all’Olimpico contro i nerazzurri vinta 2-1 dalla Lazio. E Lazio e Inter in quella stagione hanno lottato fino all’ultima giornata per conquistare l’ultimo posto utile per accedere alla Champions League.

È vero, il calcio italiano di questi ultimi anni non è stato certo un modello di onestà e di professionalità, ma il Sassuolo sabato e la Lazio domenica hanno dimostrato che molto di quel marcio è stato spazzato via. Il Sassuolo ha giocato sul serio una partita in cui non si giocava nulla se non l’onore e ha battuto l’Inter. Berardi è da anni nel mirino dell’Inter e ha segnato il gol decisivo. La Lazio è tornata da Crotone con un  pareggio assolutamente inutile per la sua classifica, ma invece che lasciare strada libera ai calabresi (che con quella vittoria avrebbero festeggiato la salvezza) ha lottato fino all’ultimo minuto anche quando il successo qualificazione era quasi una chimera. Certo, quest’anno nonostante il VAR o proprio a causa di come è stato usato il VAR (più come un’arma per colpire che come un mezzo utili per eliminare dubbi ed errori) la Lazio è stata penalizzata, ma se ci fosse stato un vero complotto Mazzoleni domenica scorsa avrebbe potuto tranquillamente fischiare il fallo di Lulic sul difensore e non il successivo fallo in area su Lulic. Oppure, l’uomo al VAR avrebbe potuto annullare la decisione di Mazzoleni convincendo il direttore di gare a fischiare l’intervento di precedente di Lulic. Invece non è successo. A dimostrazione che errori ci sono stati (e sono stati lampanti) ma che non esiste alcun complotto.

Quindi, perché interrogarsi sull’opportunità di schierare o no De Vrij, visto che è di gran lunga il miglior difensore che abbiamo e domenica c’è da fermare Icardi? Per me, non si dovrebbe neanche parlare di questo e tantomeno si dovrebbe aggiungere tensione o pressione ad Inzaghi e al giocatore in vista di una sfida già ad altissima carica emotiva, perché in palio oltre ad una vagonata di soldi c’è forse anche il futuro immediato di queste due squadre. Perché ripartire il prossimo anno per giocare la Champions League o l’Europa League non è proprio la stessa cosa. E molto più che per i tifosi, vale per le società e per i giocatori. Quindi, De Vrij sì, poi a fine partita una stretta di mano, una pacca sulle spalle e arrivederci, da nemici, il prossimo anno. Possibilmente con l’Inter in Europa League e la Lazio in Champions League. Alla faccia della “scelta di vita per crescere”




Accadde oggi 16.10

1921 Roma, campo della Rondinella - Lazio-Vittoria 4-0
1927 Roma, stadio Nazionale - Lazio-Alessandria 0-1
1932 Milano, stadio Civico Arena - Ambrosiana-Lazio 1-2
1938 Bologna, stadio Littoriale - Bologna-Lazio 2-0
1949 Roma, Stadio Nazionale - Lazio-Roma 3-1
1953 Nasce a Briosco (MI) Giuliano Terraneo
1955 Roma, stadio Olimpico - Roma-Lazio 0-0
1983 Roma, stadio Olimpico - Lazio-NY Cosmos 3-1
1988 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Torino 1-1
1994 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Napoli 5-1
1999 Udine, stadio Friuli - Udinese-Lazio 0-3
2001 Roma, stadio Olimpico - Lazio-PSV Eindhoven 2-1
2005 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fiorentina 1-0

Video

Adesso vi spiego...
di Gianmarco Liberati

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 05/10/2018
 

334.937 titoli scambiati
Chiusura registrata a 1,40
Variazione del -6,67%